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Chi sarà il prossimo presidente della Repubblica?

6 Novembre 2021 | Autore:
Chi sarà il prossimo presidente della Repubblica?

Spicca il nome della ministra della Giustizia Cartabia, autorevole e molto più giovane dei concorrenti. Ecco gli altri nomi in lizza. Compreso quello di Draghi.

Nessuno vuole parlarne ma tutti ne parlano. Bruno Vespa ha, addirittura, dichiarato al Tg1, in occasione della presentazione del suo ultimo libro, che fare dei pronostici sul Quirinale «è dilettantistico, meglio aspettare». Ha tutti i connotati di una frase a effetto, visto che nemmeno lui si sottrarrà nelle prossime settimane al solletico di fare o di chiedere delle previsioni sul prossimo inquilino del Colle. Chi sarà il prossimo presidente della Repubblica? Di nomi, nella logica «dilettantistica» di Vespa, ne girano alcuni. Nella logica realistica dei partiti (che, poi, sono quelli che decidono) la cerchia è, invece molto ristretta.

Il mandato di Sergio Mattarella si conclude a fine gennaio 2022. Significa che a febbraio, in seduta comune, le Camere dovranno eleggere il suo successore. Alla seduta parteciperanno anche, secondo quanto previsto dall’articolo 83 della Costituzione, tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato.

L’elezione avviene per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’Assemblea ma dal quarto scrutinio in poi basta la maggioranza assoluta. In questo modo si tenta di evitare che la politica – anzi, la Politica – tenga in ostaggio il rinnovo della prima carica dello Stato. Ma si arriverà davvero al quarto scrutinio o i «giochi» saranno ormai fatti a fine gennaio? Chi sarà il prossimo presidente della Repubblica?

Volendo fare una prima scrematura, va ricordato che ad occupare la poltrona della nostra più importante istituzione deve essere un cittadino di almeno 50 anni che goda di pieni diritti politici. In che, in realtà, ci aiuta ben poco: come tra i Papi, anche tra i presidenti della Repubblica non si ricorda a memoria un eletto al di sotto di quell’età. Il più giovane fu Francesco Cossiga, diventato Capo di Stato a 57 anni. Volendo ipotizzare chi sarà il prossimo Presidente, quindi, dovremmo basarci su altre logiche.

Tra i cinque nomi in circolazione, quello che sembra avere le chances più concrete è quello dell’attuale ministro della Giustizia, Marta Cartabia. Il requisito dell’età ce l’ha: di anni ne ha 58, uno in più del «Picconatore» quando fu eletto al Quirinale. E, quel che conta di più, anche quello della credibilità. È presidente emerito della Corte costituzionale, la preparazione ce l’ha, l’esperienza anche. Non aveva ancora scaldato la poltrona di via Arenula che fece riportare in Italia i terroristi delle Brigate Rosse dalla Francia, convincendo l’Eliseo ad abbandonare la dottrina Mitterrand. Qualche mese dopo ha firmato la riforma della giustizia penale. Due traguardi da non sottovalutare per chi vuole al Colle una persona concreta più che un politico a cui dare una sorta di «premio alla carriera».

Ecco, proprio come un «premio alla carriera» suona la tanto annunciata candidatura del centrodestra di Silvio Berlusconi. Appare così scontata da non sembrare nemmeno vera. E, sicuramente, non lo è. Di motivi per escludere l’ex Cavaliere dalla corsa al Quirinale ce ne sono parecchi. Innanzitutto, già che l’abbiamo citato prima, quello relativo all’età. Il presidente di Forza Italia salirebbe al Quirinale alla venerabile età di 85 anni. Considerando che dovrebbe restare in carica sette anni, uscirebbe dal Colle a 92 anni, dopo un settennato di impegni, viaggi, stress psicofisico, ecc. Lunga vita, per carità, ma chi deve affidare a una persona di quell’età un incarico e una responsabilità del genere, un pensierino se lo fa.

Senza dimenticare che Berlusconi ha ancora dei processi aperti, il che risulterebbe a dir poco stridente con la carica di presidente della Repubblica che significa anche essere presidente del Consiglio superiore della magistratura. Davvero il centrodestra candiderebbe a capo del Csm una persona che per più di 20 anni si è scagliato a più non posso contro i giudici?

Tanto vale, allora, portare al Colle una figura molto vicina all’ex presidente del Consiglio. Della serie «dimmi che eleggi Berlusconi senza eleggere Berlusconi», come si dice sui social. Quella figura sarebbe il fedelissimo Gianni Letta, visto sempre come l’uomo che dietro le quinte ha tessuto tele e trame con una diplomatica abilità da fare invidia a qualsiasi politico. Per Letta, Berlusconi accetterebbe di fare il gregario e di tirare la volata alla sua candidatura per poi farsi da parte negli ultimi metri prima del traguardo. Resta, comunque, il solito problema: l’uomo della Fininvest che il Grande Capo volle accanto a sé come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio farà ad aprile 87 anni. Vuol dire che alla scadenza del settennato starà per affacciarsi ai 94. Idem come sopra.

Restano un paio di nomi. Uno è già stato «papabile» (anzi, «presidenziabile») quando il Parlamento, alla fine, scelse Mattarella. Si tratta dell’ex capo di Governo ed ex dirigente del Psi Giuliano Amato. Non scherza con l’età nemmeno lui: ha 83 anni e supererebbe di due anni un collega di partito che, finora, è stato il più anziano Presidente al momento dell’elezione, tale Sandro Pertini. Giuliano è Amato di nome e di fatto da una parte della destra e da una della sinistra. Ma c’è chi vede nella sua candidatura una manovra ad hoc per farlo restare al Quirinale qualche anno (non certo sette) in modo da eleggere un nuovo Presidente sulla base dei nuovi equilibri dettati dalla riduzione dei parlamentari.

L’ultimo nome che, almeno sulla carta, potrebbe avere delle chances è quello di Pierferdinando Casini. Per l’ex presidente della Camera si starebbe muovendo a destra e a sinistra Matteo Renzi, convinto che l’impronta moderata di Casini (e la sua età, visto che di anni ne ha «appena» 65), potrebbe portare ad un consenso trasversale.

Se la tradizione verrà rispettata, tra quelli che avete letto finora probabilmente non ci sarà il prossimo presidente della Repubblica, visto che i candidati messi in prima linea con così largo anticipo non vengono, di solito eletti e lasciano spazio a qualche outsider. Qualcosa, però, fa capire che al Quirinale questa volta ci andrà una persona estranea ai partiti, che oggi siede su una poltrona del Governo. La ministra Cartabia? Ha delle buone possibilità, per i motivi già spiegati. E poi, non è da escludere che i politici italiani vogliano dare un importante segnale di apertura, soprattutto dopo le ultime imbarazzanti scenate al Senato: quello di eleggere per la prima volta nella sua storia una donna alla Presidenza della Repubblica.

Attenzione, però, sempre e comunque, alla figura di Mario Draghi. Lega e Fratelli d’Italia (non certo Forza Italia, che punta al Colle) potrebbero votarlo per ovvi motivi: prima se ne va da Palazzo Chigi e prima si libera la poltrona da presidente del Consiglio. Probabilmente, per lo stesso motivo, il centrosinistra preferirebbe che restasse dov’è.



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