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Assenza obbligatoria per paternità: quali tipi di congedo?

8 Novembre 2021 | Autore:
Assenza obbligatoria per paternità: quali tipi di congedo?

Tutte le possibilità che ha il neopapà per restare a casa accanto al neonato e non perdere tutta o una parte della retribuzione.

La legge consente sia alla madre sia al padre di restare per un periodo a casa quando la coppia ha un figlio. Il congedo di maternità è quello più usato da sempre: la donna accudisce il neonato per un certo numero di mesi mentre il marito, dopo essere stato accanto alla famiglia per una manciata di giorni, torna al lavoro. Da qualche tempo, però, esiste anche l’assenza obbligatoria per paternità: quali tipi di congedo esistono?

Forse non tutti sanno, in effetti, che, quando si allarga la famiglia, i papà non è che possono ma devono restare a casa per dieci giorni. Lo prevede il cosiddetto «congedo Fornero», confermato dalla legge di Bilancio 2022, che impone un’assenza obbligatoria ai neogenitori maschi nei primi cinque mesi di vita del bambino. E non è il solo modo per stare vicino al figlio senza perdere il diritto alla retribuzione. Vediamo come funziona il congedo di paternità in tutte le sue varianti.

Congedo di paternità: che cos’è?

Per congedo di paternità si intende l’assenza obbligatoria del padre, in alternativa a quella della madre, alla nascita di un figlio o in caso di adozione o di affidamento di un minore. La legge di Bilancio 2021 ha portato a dieci il numero dei giorni di congedo obbligatorio, riconosciuto anche in caso di morte perinatale del figlio, cioè se il decesso del nascituro avviene tra la ventottesima settimana di gestazione ed il settimo giorno di vita. La misura è stata confermata dalla legge di Bilancio 2022.

Il congedo per paternità è rivolto ai padri lavoratori dipendenti e deve essere fruito entro il quinto mese di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore in caso di adozione o di affidamento. Significa che quei dieci giorni di assenza obbligatoria (che possono essere fruiti in modo continuativo oppure discontinuo) possono coincidere con il congedo di maternità. Questo perché si tratta di un diritto individuale ed autonomo, aggiuntivo alla maternità.

Per quanto riguarda il congedo facoltativo per paternità, è condizionato dalla scelta della neomamma di non fruire di un giorno di congedo di maternità. Significa che il padre anticipa il termine finale del congedo di maternità della madre. Tuttavia, può essere utilizzato anche durante l’astensione della neomamma, purché entro i primi cinque mesi di vita del bambino o nel caso in cui la donna rinunci al suo congedo, pur avendone il diritto.

Il congedo parentale di paternità

C’è una seconda modalità di congedo di paternità che può essere fruita dal lavoratore dipendente ed è il congedo parentale. Si tratta di un diritto autonomo che può essere riconosciuto fino ai 12 anni di età del figlio, a determinate condizioni, ma che comporta la rinuncia ad una parte della retribuzione.

Nel dettaglio, il genitore può beneficiare di questo congedo:

  • per un massimo di sette mesi in presenza di madre;
  • per un massimo di dieci mesi in assenza di madre;
  • per un massimo complessivo di 11 mesi se anche la madre beneficia del congedo (6 mesi lei, 7 mesi lui).

Le durate si moltiplicano per il numero di figli nati in caso di parto gemellare o plurigemellare.

Il lavoratore ha diritto ad un’indennità pari al 30% della retribuzione media. Viene pagata dall’Inps ma anticipata dal datore di lavoro in questi termini:

  • non è vincolata al reddito del richiedente se erogata fino al compimento dei 6 anni d’età del figlio e per una durata massima di 6 mesi complessivi tra i due genitori. Se il congedo va oltre queste soglie, non è retribuito;
  • è vincolata al reddito del lavoratore se erogata tra i sei e gli otto anni di età del bambino: il reddito individuale del lavoratore deve essere inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione Inps.

Il congedo Fornero di paternità

La terza soluzione per beneficiare del congedo di paternità è quella relativa al cosiddetto «congedo Fornero». In pratica, si tratta di un’assenza obbligatoria di cinque giorni consecutivi o frazionati (per giorni interi, non a singole ore), fruibile anche se è in atto il congedo di maternità della mamma e se il padre ha utilizzato il congedo di paternità obbligatorio di dieci giorni. Significa, in buona sostanza, che il neopapà può avere complessivamente 15 giorni di congedo, poiché un tipo di assenza non pregiudica l’altro.

La durata di questo tipo di congedo non cambia in caso di parto gemellare o plurigemellare. Viene riconosciuta la retribuzione al 100%.



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