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Con amministrazione di sostegno si può fare testamento?

8 Novembre 2021
Con amministrazione di sostegno si può fare testamento?

Validità del testamento del beneficiario di amministrazione di sostegno: capacità di testare. 

Chi è soggetto alla misura dell’amministrazione di sostegno può fare testamento? È valido il testamento fatto dal soggetto parzialmente incapace al quale il tribunale ha assegnato l’amministratore di sostegno? Queste domande si sono più volte affacciate sino ad oggi nelle aule dei tribunali. Ecco alcune considerazioni che serviranno a comprendere quali limitazioni può comportare tale istituto.

Quali limiti se c’è un amministratore di sostegno?

L’amministrazione di sostegno è una misura volta a tutelare il soggetto che si trova nell’impossibilità anche solo parziale o temporanea di provvedere ai propri interessi. 

Con l’amministratore di sostegno quindi il beneficiario viene supportato nel compimento degli atti di straordinaria amministrazione del proprio patrimonio. 

La nomina dell’amministratore di sostegno viene effettuata dal tribunale su ricorso dell’interessato, del coniuge, del convivente o dei parenti entro il quarto grado. Consiste in una limitazione della capacità di compiere atti giuridicamente rilevanti e offre, tramite l’amministratore di sostegno, un’assistenza che incide il meno possibile sulla capacità di agire del soggetto debole.

Amministratore di sostegno: può fare il testamento?

La legge non dice espressamente se l’amministratore di sostegno possa fare o meno testamento. Spetta però al giudice, nell’ordinanza di nomina di tale figura, delimitare i poteri del soggetto amministrato, individuando quindi l’ambito di intervento dell’amministratore. 

Se però il giudice, nel decreto di nomina dell’amministratore, non dice nulla in merito alla capacità di testare del beneficiario, ad avviso della dottrina dominante, quest’ultimo va considerato capace di fare testamento. E ciò in nome della regola enunciata nell’art. 409, co. 1, cod. civ. secondo cui «il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria dell’amministratore di sostegno».

Se quindi al testatore è stato nominato un amministratore di sostegno, questo di per sé non è indicativo di una ridotta capacità (l’incapacità è un eccezione nell’ottica dell’istituto dell’amministratore di sostegno).

In sintesi, il beneficiario di amministrazione di sostegno può fare testamento salvo che il decreto del giudice disponga diversamente. Egli è pienamente capace di compiere tutti gli atti che non sono subordinati nel decreto di apertura dell’amministrazione all’assistenza o alla rappresentanza dell’amministratore.

Quando è nullo il testamento del soggetto sottoposto ad amministrazione di sostegno

Eccezionalmente il giudice tutelare può privare il beneficiario della capacità di fare testamento. Tuttavia, stante la natura personale del testamento, il giudice non può prevedere nel decreto che il testamento sia redatto con l’assistenza/rappresentanza dell’amministratore.

Ad esempio, è stato riconosciuto al beneficiario di un’amministrazione di sostegno affetto da SLA, dotato di comunicatore oculare, il diritto di disporre per testamento. Nel caso specifico, l’amministratore di sostegno ha raccolto le volontà testamentarie del beneficiario, riportandole in forma scritta su un atto formale sottoscritto in nome e per conto del beneficiario [1].

Si può quindi affermare che se, nel valutare la situazione di salute fisica e mentale del beneficiario, il giudice non ha ritenuto necessario inserire nel decreto alcuna specificazione in ordine alla capacità di testare, non vi è ragione di sospettare della capacità dello stesso a disporre per testamento. 

Del resto, il Codice civile, imponendo al giudice tutelare d’individuare gli atti che l’amministratore di sostegno può compiere in nome e per conto del beneficiario e quelli che quest’ultimo può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore, gli consente di conformare – caso per caso – il contenuto del provvedimento alle esigenze di protezione emergenti dall’istruttoria espletata.

Non si dimentichi poi che il giudice ha comunque il potere di modificare od integrare, anche d’ufficio, in qualsiasi momento le decisioni assunte con il decreto di nomina dell’amministratore, cosa che potrebbe succedere se le condizioni di salute e di capacità del soggetto amministrato dovessero peggiorare nel tempo.

La validità del testamento del beneficiario di amministrazione di sostegno

Da quanto appena detto deriva la piena validità del testamento redatto dal beneficiario dell’amministrazione di sostegno. 

Del resto, la validità dipende da quanto disposto dal tribunale nell’atto di nomina dell’amministratore medesimo. Il giudice tutelare si limita, in via di principio, a individuare gli atti in relazione ai quali ne ritiene necessario l’intervento, senza peraltro determinare una limitazione generale della capacità di agire del beneficiario. 

La Cassazione [2] si è pronunciata nello stesso senso stabilendo che il giudice tutelare può prevedere d’ufficio, sia con il provvedimento di nomina dell’amministratore, sia mediante successive modifiche, la limitazione della capacità di testare o donare del beneficiario, ove le sue condizioni psico-fisiche non gli consentano di esprimere una libera e consapevole volontà. È tuttavia esclusa la possibilità di estendere in via analogica l’incapacità di testare, prevista dalla legge per l’interdetto al beneficiario dell’amministrazione di sostegno. 

Capacità di succedere del beneficiario di amministrazione di sostegno

Dall’altro lato, quando si tratta di succedere – ossia di ricevere l’eredità altrui – il beneficiario di amministrazione di sostegno lo può fare, con l’assistenza dell’amministratore (a seconda che l’amministrazione di sostegno sia con funzione di rappresentanza o assistenza) ma pur sempre accettando l’eredità con beneficio di inventario ogniqualvolta questa cautela sia stata prevista dal decreto di nomina.


note

[1] Trib. Varese 12 marzo 2012.

[2] Cass. civ., 28 agosto 2020, n. 18042


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