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Alcoltest e guida in stato di ebbrezza: se mi sottraggo al test dell’etilometro

30 Giugno 2014
Alcoltest e guida in stato di ebbrezza: se mi sottraggo al test dell’etilometro

Quali sono i diritti del conducente di un autoveicolo, fermato dalla polizia per i controlli sullo stato di ebbrezza causata da alcol o di alterazione cagionata da sostanze stupefacenti? Il guidatore può rifiutarsi di sottoporsi ai test immediati?

La guida in stato di ebbrezza alcolica [1] a seconda dell’intensità, è punita con sanzioni amministrative o penali. Ma come viene accertato tale condizione del conducente? In due modi: con accertamenti preliminari e con l’alcoltest. Vediamo, quindi, nel dettaglio, tali due ipotesi.

Gli accertamenti preliminari

Gli organi di polizia stradale hanno la facoltà di sottoporre il conducente ad accertamenti preliminari non invasivi o a prove, anche con apparecchi portatili, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrità fisica, seppure non siano palesi sintomi tipici o comportamenti che possano ingenerare il dubbio dell’abuso di alcol.

Il rifiuto a sottoporsi a tali accertamenti preliminari è punito con le stesse pene applicabili nel caso fosse riscontrato un tasso di alcolemia superiore a 1,5 g/l, quindi con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi ad un anno.

Etilometro

Qualora tali accertamenti preliminari diano esito positivo, in ogni caso di incidente, o quando si ha altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psicofisica derivante dall’influenza dell’alcol, gli organi di polizia stradale, anche accompagnandolo al più vicino ufficio o comando, possono sottoporre il conducente al test dell’etilometro.

Al conducente che si rifiuta di sottoporsi all’accertamento dell’etilometro è applicata la stessa pena prevista per colui che guida in stato di ebbrezza. La legge, inoltre, prevede l’accertamento del tasso alcolemico da parte delle strutture sanitarie di base o di quelle equiparate, sempre su richiesta degli organi di polizia stradale, solo per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche.

I risultati del prelievo ematico, qualora effettuato per le terapie di pronto soccorso successivo a incidente stradale, sono utilizzabili per l’accertamento del reato, senza che rilevi l’assenza di consenso dell’interessato [2].

Stupefacenti

Anche per l’accertamento del reato di guida in stato di alterazione psicofisica, per avere assunto sostanze stupefacenti o psicotrope [3], gli organi di polizia stradale possono sottoporre il conducente ad accertamenti qualitativi non invasivi e nel rispetto della riservatezza personale, anche attraverso apparecchi portatili.

Qualora tali accertamenti qualitativi abbiano dato esito positivo, o quando si abbia ragionevole motivo di ritenere che il conducente si trovi sotto l’effetto conseguente all’uso di sostanze stupefacenti, gli organi di polizia stradale accompagnano il conducente presso strutture sanitarie per il prelievo di campioni di liquidi biologici ai fini dell’effettuazione degli esami per accertare la presenza di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Le medesime disposizioni si applicano in caso di incidenti, compatibilmente con le attività di rilevamento e di soccorso. Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti qualitativi, a quelli clinico-tossicologici e strumentali o analitici su campioni di mucosa del cavo orale, prelevati a cura del personale sanitario ausiliario delle forze di polizia, e ai prelievi di campioni di liquidi biologici presso le strutture sanitarie configura una fattispecie di reato, punito con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi ad un anno.

Infine, anche il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti ivi previsti comporta l’applicazione di sanzioni accessorie riguardanti il veicolo e la patente di guida.


note

[1] Art. 186 cod. str.

[2] Cass. sent. n. 6755/2013.

[3] Art. 187 cod. str.

Autore immagine: 123rf com


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