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Eredità: la successione nel tfr e negli altri diritti del lavoratore

30 Giugno 2014 | Autore:
Eredità: la successione nel tfr e negli altri diritti del lavoratore

Alla morte del lavoratore dipendente gli eredi hanno diritto di chiedere gli emolumenti già spettanti a quest’ultimo e maturati nel corso dell’età lavorativa. Vediamo di quali emolumenti si tratta e come richiederli.

 

La morte di un lavoratore dipendente dà luogo alla successione nel patrimonio ereditario ma costituisce altresì un’ipotesi di cessazione automatica del contratto di lavoro [1]. Pertanto il datore di lavoro deve corrispondere agli eredi, oltre alla retribuzione dell’ultimo periodo di lavoro, l’indennità sostitutiva del preavviso e il trattamento di fine rapporto (Tfr).

Inoltre il decesso di un familiare lavoratore, in possesso dei requisiti per il pensionamento o già pensionato, può far sorgere in capo agli eredi il diritto a prestazioni previdenziali differenziate a seconda della situazione assicurativa della persona deceduta ed erogate dagli enti di previdenza obbligatori. (vedi l’articolo “Guida pratica sulla pensione di reversibilità”).

Il Tfr maturato in costanza di rapporto di lavoro dal lavoratore dipendente si devolve agli eredi come diritto proprio e personale e non come diritto successorio. In altre parole esso non entra a far parte dell’attivo ereditario [2]: la sua corresponsione, dunque, è indipendente dall’accettazione dell’eredità e l’ente previdenziale non è obbligato ad acquisire, prima di disporne il pagamento, il certificato di avvenuta presentazione della denuncia di successione oppure la dichiarazione da parte dell’interessato che non sussiste l’obbligo di presentarla [3].

Ciò significa che l’eventuale richiesta al datore di lavoro, avente a oggetto la corresponsione del Tfr maturato dal lavoratore deceduto, non ha conseguenze in merito a un’eventuale decisione di rinunciare all’eredità di quest’ultimo. Vale a dire che i chiamati alla successione del lavoratore defunto possono rinunciare all’eredità di questi e al contempo chiedere il pagamento del Tfr senza che quest’ultimo atto sia incompatibile col primo.

Discorso analogo può essere fatto per ciò che concerne la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso che, in caso di morte del lavoratore, è sempre dovuta ai superstiti. Generalmente tale indennità è dovuta nei casi di cessazione dei rapporti di lavoro da parte del soggetto che recede senza rispettare il preavviso e compensa la parte che subisce il recesso immediato. La morte del lavoratore tuttavia rientra nei casi in cui l’indennità sostitutiva è dovuta in assoluto per situazioni di sopravvenuta impossibilità di svolgere la prestazione lavorativa. Essa deve essere calcolata sulla base della retribuzione normalmente spettante al lavoratore in atto al momento della cessazione del rapporto [4].

Tutti gli altri compensi maturati durante il rapporto di lavoro invece (retribuzione, ratei di mensilità aggiuntive – come, ad esempio, la tredicesima – indennità per ferie non godute, permessi non goduti, ecc.) sono assegnati in base alla successione: essi dunque rientrano nell’attivo ereditario e la loro richiesta comporta accettazione dell’eredità. Un’eventuale rinuncia all’eredità quindi comporterà necessariamente la perdita del diritto alla riscossione di tali compensi.


note

[1] Art. 2122 cod. civ.

[2] Art. 12, comma 1, lett. c), D.Lgs. n. 346/1990

[3] Art. 48, comma 3, D.Lgs. n. 346/1990

[4] Cass. 22 giugno 2000, n. 8496.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. ho un problema, al fratello deceduto in luglio, dal tfr gli sono stati tolti 20mila euro come recupero danni, che secondo il datore di lavoro gli aveva causato lui stesso ad uno scavatore,a tuttoggi sia io che il mio legale non siamo riusciti ad avere in visione nessun documento in merito a questo incidente,cosa posso fare?il mio legale mi dice che come eredi non possiamo far nulla,voi cosa mi suggerite?grazie

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