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Gratuito patrocinio: costa meno l’avvocato che dichiarare il reddito sbagliato

30 Giugno 2014
Gratuito patrocinio: costa meno l’avvocato che dichiarare il reddito sbagliato

Reclusione e multa anche se l’infedele dichiarazione dei dati reddituali è frutto di un errore sulle annualità dei redditi percepiti.

Farsi pagare l’avvocato dallo Stato può, a volte, costare molto più caro che pagarlo da sé. Secondo, infatti, una recente sentenza della Cassazione [1], chi attesta un reddito falso nell’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, proprio per ottenere il suddetto beneficio, pur non avendone i requisiti, può essere condannato a un anno di reclusione e a 400 euro di multa.

Il fatto che l’istanza rechi la sottoscrizione dell’avvocato non vale a dimostrare la buona fede del cliente o quantomeno l’assenza di suo dolo. Infatti, con la firma, il richiedente assume la paternità dell’istanza. Del resto, l’attestazione delle condizioni reddituali forma oggetto di una dichiarazione sostitutiva di certificazione da parte dell’interessato [2].

Non ci si può salvare dalle gravi sanzioni neanche dichiarando che l’inesatta indicazione è solo frutto di un errore sull’annualità della dichiarazione dei redditi (ossia sulla temporalità della dichiarazione idonea a permettere l’ammissione al gratuito patrocinio). In altre parole, non ci si può richiamare a un semplice errore di calcolo per scongiurare il rischio di una condanna penale.

Sulla temporalità del reddito da dichiarare la norma parla chiaro: un errore in tal senso non scusa, né valgono mutamenti di reddito successivi. Anzi… [3] Se anche i redditi successivi hanno avuto dei peggioramenti qualitativi che fanno rientrare il contribuente nei limiti della norma, la mancata dichiarazione dei redditi previsti per l’anno precedente fa comunque scattare il delitto [4].

Insomma, perché ci sia il rischio di un’azione penale sono sufficienti sia le false indicazioni, ma anche le omissioni parziali dei dati riportati nella dichiarazione sostitutiva di certificazione o in ogni altra dichiarazione prevista per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato [5].


note

[1] Cass. sent. n. 27969/14 del 27.06.2014.

[2] Ai sensi dell’art 46 d.p.r. n 45/2000.

[3] Cass., sent. n 7710/2010; Cass. sent. n. 34456/2011.

[4] Art 95, d.p.r. n. 115/1992.

[5] Cass., S.U. sent. n. 6591/2009.

Autore immagine: 123rf com


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