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Prove: come garantire che una stampa di una pagina web è identica all’originale

2 Luglio 2014 | Autore:
Prove: come garantire che una stampa di una pagina web è identica all’originale

Copia conforme: contro possibili alterazioni delle pagine web in cui è stato commesso un crimine informatico (per esempio, una diffamazione) è possibile rivolgersi al notaio.

Immagina queste due scene. Un giornalista ha appena parlato male di te e lo ha fatto, pubblicamente, sul proprio sito internet. O ancora: un tuo amico ha scritto, sul proprio profilo Facebook, una frase che ti mette alla berlina davanti a tutti i suoi contatti.

Prima di procedere alla querela, è bene che ti procuri le prove di ciò che andrai a dichiarare. Ciò in quanto le pagine internet possono essere sempre modificate dal loro autore; sicché potresti trovarti dinanzi ad una situazione in cui, dopo aver sporto querela, sarai incapace di dimostrare quello quanto denunciato alle autorità.

Senonché una stampa o uno screenshot della pagina in questione potrebbero non essere sufficienti. Essi, infatti, sono alterabili (con qualsiasi software) e, quindi, la loro corrispondenza all’originale è facilmente contestabile dalla controparte nel corso della causa.

Allora, quale soluzione hai per avere la certezza “giuridica” che la prova da te prodotta in processo non potrà essere messa in discussione?

Il rimedio può essere la cosiddetta “copia conforme”, strumento che già viene utilizzato con la carta tradizionale e che si vale dell’assistenza di un notaio in quanto “pubblico ufficiale”. In pratica a quest’ultimo viene affidato il compito di formare una “copia autentica” della pagina web, ossia di autenticare la riproduzione meccanica fornita tramite stampante.

Il notaio può certificare la “copia conforme” non solo per le pagine web con contenuto di testo, ma anche quelle con contenuti multimediali come foto (si pensi al furto d’identità), filmati, audio (si pensi alla pubblicazione di una canzone invece protetta dal diritto d’autore).

Sulla questione la Cassazione si è già pronunciata [1], ritenendo valide e ammissibili, come prove, i contenuti web “certificati” dal notaio con tale procedura. Così il professionista potrà rilasciare una copia conforme anche di una pagina Facebook o di un blog, avendo cura di certificare le modalità di accesso al contenuto copiato.

Ecco, dunque, un consiglio pratico a quanti subiscono un torto ingiusto tramite un contenuto pubblicato su internet: prima di diffidare il colpevole (con una mail, una telefonata, ecc.) – il quale, per tutelarsi, potrebbe subito cancellare il testo o l’immagine – sarà bene recarsi da un notaio e farsi rilasciare una copia conforme della pagina in questione.


note

[1] Cass. sent. n. 16712 del 16.04.2014.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Nella sentenza citata, Cass. sent. n. 16712 del 16.04.2014, non trovo il riferimento a: “ritenendo valide e ammissibili, come prove, i contenuti web “certificati” dal notaio con tale procedura. Così il professionista potrà rilasciare una copia conforme anche di una pagina Facebook o di un blog, avendo cura di certificare le modalità di accesso al contenuto copiato”. Cordiali saluti.

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