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Impresa familiare: vantaggi, costituzione, funzionamento

10 Giugno 2015
Impresa familiare: vantaggi, costituzione, funzionamento

Costituzione, funzionamento, responsabilità per i debiti e vantaggi fiscali per l’impresa in cui lavorino i membri della famiglia.

Un’impresa familiare, in cui cioè lavorino i parenti più stretti dell’imprenditore, costituisce un grosso vantaggio: non solo perché, così, non si è costretti ad assumere persone estranee che, spesso, possono provocare conflitti e problemi all’interno del posto di lavoro (con cause lunghe e pericolose per l’azienda), ma anche per via del notevole beneficio fiscale ad essa collegata, per come vedremo a breve.

Le imprese a gestione familiare (cosiddette imprese familiari) sono piuttosto frequenti nel nostro sistema economico, soprattutto nel settore dei servizi.

Fino al 1975, i familiari che collaboravano con il capo famiglia-imprenditore non avevano, generalmente, alcun riconoscimento giuridico. Ciò poteva essere ininfluente fin quando regnava l’armonia nella famiglia, ma se l’accordo cessava, il coniuge e i figli potevano scoprire il disagio di non aver acquisito alcun diritto.

Per porre fine a questa situazione di palese ingiustizia è stata introdotta, nel nostro ordinamento, dalla legge di riforma del diritto di famiglia [1], la cosiddetta impresa familiare.

Si può definire impresa familiare quella realtà economica in cui collaborano, in modo continuativo, insieme al titolare imprenditore, anche:

– il coniuge dell’imprenditore medesimo,

– i parenti entro il terzo grado,

– gli affini (cioè i parenti del coniuge) entro il secondo grado.

È necessario che all’attività imprenditoriale i suddetti componenti della famiglia concorrano in modo continuativo e non saltuario.

L’impresa familiare può assumere la dimensione della piccola che della grande impresa.

Quali sono i diritti dei partecipanti all’impresa familiare?

La risposta viene fornita dal codice civile [2]. Tra i diritti riconosciuti dalla norma a ciascun familiare che presti la sua attività di lavoro nella famiglia o nell’impresa in modo continuativo e non saltuario, segnaliamo:

– il diritto di partecipare alla divisione degli utili in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato nell’impresa;

– il diritto di proprietà su una quota dei beni acquistati con gli utili reinvestiti e non distribuiti;

– il diritto di partecipare alle decisioni più importanti, come l’impiego degli utili o la cessazione dell’attività.

Al titolare dell’impresa è lasciata l’attività di direzione nella gestione ordinaria.

Se l’impresa familiare fallisce

Nonostante la pluralità dei partecipanti, l’impresa famigliare è considerata giuridicamente impresa individuale e non società. Quindi il titolare-imprenditore risponderà da solo, illimitatamente, nei confronti dei creditori. Dunque, solo lui potrà essere dichiarato fallito e non anche i parenti-lavoratori.

Come si costituisce un’impresa familiare

La legge non prevede che la costituzione dell’impresa familiare abbia bisogno di un atto formale. Ogni attività imprenditoriale alla quale concorrono (purché in modo continuativo e non saltuario) i componenti della famiglia indicati dalla legge è, per ciò stesso, un’impresa familiare e ad essa si applicano automaticamente le norme appena viste. Dunque, la caratteristica dell’impresa familiare è che l’ordinamento prende in considerazione una situazione che nasce di fatto, senza bisogno di un atto precostituito.

Una dichiarazione scritta circa il ruolo svolto dai familiari è richiesta solo ai fini fiscali [3]. Ma si tratta di una dichiarazione che pochi omettono di fare perché consente di ridurre in modo notevole le tasse. Nell’impresa familiare, infatti, il 49% del reddito può essere imputato ai componenti della famiglia impegnati nell’attività comune. E poiché in Italia l’imposta sul reddito è progressiva (cioè l’aliquota aumenta progressivamente all’aumentare del reddito imponibile), il frazionamento dell’utile d’impresa tra più persone comporta, in capo a ciascuna, l’applicazione di un’aliquota molto più bassa, con notevole risparmio globale.


note

[1] L n. 151/1975 art. 89.

[2] Art. 230 bis cod. civ.

[3] Art. 3 co. 12, L. n. 17/1985.

Autore immagine: 123rf com


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