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Reddito di libertà: che cos’è e come ottenerlo

10 Novembre 2021 | Autore:
Reddito di libertà: che cos’è e come ottenerlo

Beneficiari e modalità di pagamento del nuovo trattamento erogato dall’Inps destinato alle donne vittime di violenza.

Questa volta non si tratta di un sussidio pensato per chi si trova soltanto in difficoltà economica a causa della mancanza di lavoro: il reddito di libertà è una prestazione rivolta a chi nella vita ha trovato delle difficoltà ben più dolorose, cioè quelle causate dalla violenza di chi, al posto di pugni e schiaffi, avrebbe dovuto garantire carezze, protezione, amore. Il trattamento economico erogato dall’Inps non risolverà la vita delle donne vittime che vivono con queste ferite nel corpo e nell’anima ma si pone come un aiuto affinché conquistino l’autonomia finora negata e la possibilità di rifarsi una vita più serena per loro e per i figli. Quindi, esattamente, il reddito di libertà che cos’è e come ottenerlo?

L’Inps fa fornito tutti i chiarimenti in merito ed è quello che vediamo di seguito nel dettaglio.

Che cos’è il reddito di libertà?

«È facile dare la libertà per scontata, se nessuno ve l’ha mai tolta», diceva M. Grundler. Quante donne si sono viste togliere a suon di botte la propria autonomia, la capacità di essere sé stesse, invidiando chi, appunto, la libertà la dava per scontata perché non ha mai vissuto nella loro situazione. Il problema è stato amplificato dalla pandemia da Covid, con il lockdown che per mesi ha tenuto le famiglie chiuse in casa, con il divieto di uscire se non per cause di estrema necessità. E quale necessità più estrema di uscire avranno sentito le vittime della violenza domestica.

Lo Stato corre, in qualche modo, ai ripari ed eroga tramite l’Inps il reddito di libertà. Si tratta di una prestazione mirata a favorire un cambiamento di vita per le donne la cui casa è un inferno, cioè che sono vittime di violenza e che vivono in condizioni di particolare povertà e vulnerabilità. Lo scopo del contributo è quello di sostenere prioritariamente le spese per l’autonomia abitativa e personale ed il percorso scolastico e formativo di eventuali figli e figlie minori.

Il trattamento è di 400 euro versati in un’unica soluzione per un massimo di 12 mesi ed entro il limite delle risorse messe a disposizione da ogni Regione o Provincia autonoma.

Reddito di libertà: chi ne ha diritto?

Come detto, il reddito di libertà è riservato alle donne vittime della violenza che sono seguite dai centri di assistenza specializzati in questo fenomeno sociale e che sono riconosciuti dalle Regioni o Province autonome e dai servizi sociali.

A beneficiare della prestazione sono le donne residenti in Italia, di cittadinanza italiana o di un Paese dell’Unione europea. Ma anche le donne extracomunitarie che abbiano un regolare permesso di soggiorno.

Reddito di libertà: come presentare la domanda?

L’Inps, per facilitare la presentazione della domanda in via telematica, ha creato una speciale piattaforma web in collaborazione con i Comuni italiani. Ci si potrà, dunque, recare negli uffici comunali per richiedere la prestazione compilando debitamente l’apposito modulo messo a disposizione allo sportello. Il Comune inoltrerà successivamente la domanda all’Inps.

Occorrerà, inoltre, riportare i riferimenti che riguardano la condizione di bisogno ordinario o straordinario e urgente, rilasciata dal servizio sociale competente per territorio. Va allegata, infine, la dichiarazione che certifica il percorso di emancipazione e autonomia avviato dalla donna in difficoltà. Questo attestato viene rilasciato dal legale rappresentante del centro antiviolenza che ospita la richiedente.

Al momento di presentazione della domanda sarà necessario esibire un documento di identità o di soggiorno in Italia.

La richiesta può essere materialmente avanzata sia dalla donna interessata sia da un suo rappresentante legale o da un delegato. Sarà necessario indicare la modalità in cui si preferisce ricevere il contributo (conto corrente, carta prepagata, libretto di risparmio). In caso di pagamento con Iban estero, deve essere allegato un documento di identità del beneficiario e il modulo «Identificazione finanziaria Area SEPA», reperibile sul sito dell’Inps, timbrato e firmato da un rappresentante della banca estera, oppure corredato di un estratto conto (con i dati contabili oscurati) o da una dichiarazione della banca emittente dai quali risultino, con evidenza, il codice Iban e i dati identificativi del titolare del conto corrente.



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