Diritto e Fisco | Articoli

Rivalutazione dell’assegno di mantenimento: prescrizione e obbligo

30 Giugno 2014
Rivalutazione dell’assegno di mantenimento: prescrizione e obbligo

Ho sempre versato, in contanti, l’assegno di mantenimento alla mia ex moglie, senza però adeguarlo all’indice Istat; ora lei mi chiede tutti gli arretrati: come devo comportarmi, considerando che nessuno dei due ha prove valide per dimostrare le proprie ragioni? Esiste un termine di tempo entro il quale è possibile contestare l’entità dell’assegno di mantenimento?

Innanzitutto è bene chiarire un importante principio che va sotto il nome di “onere della prova”: il creditore (in questo caso la ex moglie) che agisce in causa per ottenere gli arretrati dell’adempimento Istat deve soltanto provare la fonte del suo diritto (ossia la sentenza di separazione giudiziale o il decreto di omologa della separazione consensuale).

Al contrario, spetta al debitore (il marito) l’onere di provare il cosiddetto “fatto estintivo dell’altrui pretesa”, ossia di aver regolarmente adempiuto [1].

Nel caso di specie, pertanto, la moglie separata dovrà soltanto provare il titolo dal quale deriva il suo diritto al contributo al mantenimento (proprio e/o del figlio), rivalutato annualmente secondo gli indici Istat, mentre sarà il marito separato, obbligato al mantenimento, a dover provare di avere corrisposto puntualmente e periodicamente l’assegno rivalutato. Ecco perché, per chi è in regola coi pagamenti, non conviene mai utilizzare metodi di pagamento che non consentano la tracciabilità del denaro: è, invece, buona norma utilizzare assegni o, meglio ancora, bonifici bancari.

Posto ciò, la giurisprudenza ha da tempo chiarito che il credito relativo ai ratei mensili dell’assegno che il coniuge obbligato è tenuto a versare all’altro per il mantenimento dei figli si prescrive in cinque anni [2].

Lo stesso termine [3] sembrerebbe applicarsi anche alla rivalutazione monetaria, in quanto prestazione accessoria del credito principale.

La prescrizione si calcola a ritroso dal momento in cui viene formulata la richiesta di pagamento, e salvo che non siano intercorsi elementi interruttivi della stessa (per esempio, una precedente lettera di diffida).


note

[1] Cass. sent. n. 15659 del 15.07.2011.

[2] Cass. sent. n. 13414 del 1.07.2010.

[3] Art. 2948 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. come posso risolvere il problema di mio figlio maggiorenne da padre verso 360 eu di mantenimento quando mio figlio lavora all’estero e non posso dimostrare al tribunale nell’attesa aspetto una vostra risposta grazie.

  2. Anche mio figlio studia e lavora all’estero e non ho la possibilità di dimostrare tale fatto? Come posso fare?

  3. Salve, se nella mia pensione le rivalutazioni istat sono pari a zero perché per l’ex coniuge è sempre in aumento? Grazie

Rispondi a Alma Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube