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Quando si cambia residenza a chi si deve comunicare?

11 Novembre 2021
Quando si cambia residenza a chi si deve comunicare?

A chi comunicare il cambio di residenza: guida su come procedere.

Nel cambiare residenza da una via ad un’altra dello stesso Comune non ci sono dubbi che ci si debba recare presso il medesimo Comune e lì informare l’ufficio anagrafe della modifica del proprio indirizzo. Il dubbio potrebbe sorgere quando ci si trasferisce in un Comune differente. Ebbene, in questi casi, è bene sapere quando si cambia residenza a chi si deve comunicare?  Cerchiamo di fare il punto della situazione partendo proprio dalla differenza tra residenza e domicilio.

Differenza tra residenza e domicilio

Prima ancora di comprendere a chi comunicare il cambio di residenza, iniziamo subito col dire che la residenza è il dato che risulta all’anagrafe e che deve necessariamente coincidere con la dimora abituale di una persona. In pratica, la residenza è il luogo ove una persona vive per gran parte dell’anno. Fornire all’anagrafe residenze false per ragioni di comodo (ad esempio, per uscire fuori dall’Isee familiare o per avere benefici fiscali) costituisce un illecito e può far scattare il reato di falso in atto pubblico. 

Dalla residenza bisogna distinguere la dimora occasionale ossia il luogo in cui ci si può trovare in determinati periodi dell’anno come, ad esempio, la casa vacanze, un hotel, un residence, anche l’abitazione di un parente. Mutando per poco tempo la dimora non si deve cambiare anche la residenza. 

Quando però la dimora, da occasionale, diventa abituale (si pensi a un affitto di lunga durata), allora è necessario mutare la residenza. Come abbiamo detto prima, infatti, la residenza deve sempre coincidere con la dimora abituale.

Dalla residenza bisogna poi distinguere il domicilio. Il domicilio non va dichiarato in qualche registro così come succede per l’anagrafe. Esso è solo il luogo ove il cittadino fissa la sede di tutti i suoi affari o di uno specifico affare. Tanto per fare un esempio, firmando un contratto, si potrebbe chiedere che tutte le comunicazioni inerenti a tale rapporto giuridico vengano eseguite presso la casa dei genitori dove c’è sempre qualcuno a ricevere la posta; questo è un tipico esempio di domicilio che, chiaramente, non esclude la possibilità di avere più domicili nello stesso tempo, con riferimento a svariati rapporti. Sempre per fare un altro esempio, un contribuente può fissare come proprio domicilio, per tutte le questioni inerenti all’Agenzia delle Entrate, lo studio del proprio commercialista così come una persona che avvii un processo elegge come domicilio lo studio dell’avvocato dove ricevere le notifiche.

Quando si cambia residenza a chi si deve comunicare?

Come anticipato, quando si cambia residenza ma si rimane nello stesso Comune, la comunicazione va fatta all’ufficio anagrafe di quest’ultimo. L’ufficio anagrafe è uno dei tanti uffici presenti in Municipio. Sono previste sedi separate nel caso in cui il Comune sia diviso in circoscrizioni. Per sapere a quale ufficio rivolgersi sarà bene telefonare al Comune o comunicare con questo all’email indicata nel relativo sito Internet.

Quando si cambia residenza e ci si trasferisce in un altro Comune, la comunicazione va fatta solo al nuovo Comune e non anche al vecchio. Quest’ultimo verrà infatti informato del cambio di residenza dal Comune ove è stata presentata la dichiarazione. Anche in tale ipotesi bisogna rivolgersi all’ufficio anagrafe. Non c’è bisogno di fare ulteriori comunicazioni al Pra o alla Motorizzazione: queste vengono infatti informate del cambio di residenza direttamente dal Comune. A tal fine, però, è necessario che il richiedente compili anche un secondo modulo, il modulo DTT 954 con cui gli uffici comunali provvederanno ad effettuare la comunicazione della variazione della residenza all’Ufficio Centrale Operativo del Ministero dei Trasporti a Roma.

Non è altresì necessario sostituire o modificare la carta d’identità o la patente che verranno aggiornate al successivo rinnovo.  

Per effettuare il cambio di residenza basta presentarsi all’ufficio anagrafe e compilare tutti i moduli che lì vengono presentati. In alcuni casi, la comunicazione può essere effettuata anche telematicamente.

Procedimento per il cambio di residenza

Il procedimento per la variazione delle registrazioni anagrafiche è regolato dagli articoli 18 e 18-bis del Dpr 223/1989, «Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente».

L’articolo 18 prevede che la registrazione del cambio di residenza, effettuata sulla base della dichiarazione del cittadino, avviene entro due giorni lavorativi successivi alla dichiarazione stessa e ha effetto con decorrenza dalla data della presentazione della domanda di cambio di residenza. 

L’articolo 18-bis dispone che, successivamente alla ricezione delle dichiarazioni, inizia un periodo di 45 giorni entro il quale l’ufficiale di anagrafe accerta l’effettiva sussistenza dei requisiti procedendo alle verifiche per il tramite della polizia municipale.

In buona sostanza, il cambio di residenza viene fatto a semplice richiesta del cittadino e non più subordinatamente all’accertamento dell’effettiva presenza del richiedente presso l’indirizzo indicato. Tuttavia, i controlli sono successivi e se dovesse risultare, da un accertamento degli agenti, che il richiedente non risiede effettivamente nel luogo indicato, il Comune invia una comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza (ai sensi dell’art. 10-bis della legge 241/1990). 

L’interessato può presentare osservazioni entro il termine dei 10 giorni successivi. 

Se l’interessato non si attiva o le osservazioni non sono accolte, l’ufficiale di anagrafe «provvede al ripristino della posizione anagrafica precedente, mediante l’annullamento dell’iscrizione o della mutazione registrata». In pratica, viene revocato il cambio di residenza in precedenza fatto, sicché il cittadino continuerà a risultare residente presso il vecchio indirizzo. 

Alcuni Comuni – con una prassi di dubbia legittimità – sono soliti sospendere talvolta il procedimento di accertamento per massimo 30 giorni sicché la comunicazione con l’indicazione dei motivi ostativi potrebbe arrivare, anziché entro 45 giorni, nei 75 giorni successivi alla richiesta del cambio di residenza. 

Comunicazione cambio residenza Agenzia delle Entrate

Il cittadino non è obbligato a comunicare il cambio residenza all’Agenzia delle Entrate per l’eventuale variazione dell’indirizzo di destinazione di eventuali avvisi, cartelle e accertamenti. Tuttavia, se effettua la comunicazione, le notifiche successive dovranno avvenire già al nuovo indirizzo; se invece non vi provvede, nei primi 30 giorni dal cambio di residenza le notifiche continueranno ad avvenire al vecchio indirizzo (sempre che il contribuente non abbia dato, come domicilio, quello del commercialista o altro luogo).

Leggi Comunicazione cambio residenza Agenzia delle Entrate.



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