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Accertamento induttivo senza contraddittorio a differenza degli studi di settore

1 Luglio 2014
Accertamento induttivo senza contraddittorio a differenza degli studi di settore

La differenza con gli studi di settore: non è necessario il contraddittorio preventivo nell’accertamento induttivo perché il punto di partenza è l’individuazione di elementi e fatti economici diversi dalle fonti di reddito.

L’accertamento fiscale di tipo induttivo [1], a differenza dell’accertamento basato sugli studi di settore, non prevede l’obbligatorietà del contraddittorio preventivo con il contribuente, in quanto la determinazione della posizione fiscale di quest’ultimo avviene attraverso procedure di quantificazione e qualificazione della base imponibile complessiva, che prescindono del tutto dalle scritture, dal bilancio e dalla dichiarazione del contribuente stesso.

È quanto emerge da una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Avellino.

Non c’è bisogno del colloquio preventivo col contribuente

Secondo i giudici, il metodo induttivo non necessita di un contraddittorio preventivo con il contribuente, a differenza dell’accertamento da studi di settore, posto che l’Ufficio in sede di accertamento prescinde del tutto dalle scritture, dal bilancio e dalla dichiarazione del contribuente stesso.

Il metodo induttivo, a differenza di quello analitico, si concretizza in un iter conoscitivo che ha come punto di partenza l’individuazione di elementi e fatti economici diversi dalle fonti di reddito; infatti, mediante l’uso di indici indiretti, l’Amministrazione potrà pervenire alla conoscenza, in via presuntiva, di un maggior reddito da imputare a tassazione.

La giurisprudenza della Cassazione da sempre ritiene che, in tema di verifica fiscale, l’insaturazione del contraddittorio con il contribuente non sia requisito essenziale, posto che la mancata convocazione del contribuente non comporta di per sé, la nullità dell’accertamento [3].

In sostanza, il contraddittorio preventivo non è presupposto necessario per la validità dell’atto impositivo, rappresentando per l’ufficio uno strumento di mera indagine che, a seconda dei casi, può garantire l’acquisizione di informazioni utili in un’ottica deflattiva del contenzioso.


note

[1] Disciplinato dall’art. 39, secondo comma del Dpr 600/73.

[2] CTP Avellino sent. n. 544/05/14.

[3] Cass. sent. n. 2812/08 e n. 26361/10.

Autore immagine: 123rf com


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