Diritto e Fisco | Articoli

Imu residenze diverse coniugi

27 Novembre 2021
Imu residenze diverse coniugi

Mia moglie e mio figlio risiedono e vivono la maggior parte dell’anno nella casa di proprietà di mia moglie a Trento. Io, dopo il pensionamento, ho preso residenza e dimora principale in un altro Comune, dove vivo la maggior parte dell’anno. Esistono i requisiti per non pagare l’Imu in entrambe le abitazioni?

L’orientamento più recente dalla Corte di Cassazione, aderendo ad un’interpretazione restrittiva delle norme in materia di agevolazioni Imu, ha escluso l’esenzione per entrambi i coniugi che risiedano in Comuni diversi. In base all’art. 13, comma 2, del D.L. n. 201 del 2011, «Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente».

Ebbene, secondo la Cassazione, occorre interpretare la citata norma nel senso che l’agevolazione spetta per un unico immobile destinato ad abitazione principale del nucleo familiare. Più precisamente: «ciò comporta, la necessità che in riferimento alla stessa unità immobiliare tanto il possessore quanto il suo nucleo familiare non solo vi dimorino stabilmente, ma vi risiedano anche anagraficamente» (Cass. ord. n. 20130/2020), con la conseguenza che la mancata unitarietà del nucleo familiare, qualora i coniugi dimorino e risiedano in Comuni diversi, farebbe venir meno il presupposto dell’esenzione Imu.

Sempre secondo la Cassazione (ord. n. 17408/2021), «nel caso in cui due coniugi non separati legalmente abbiano la propria abitazione in due differenti immobili, il nucleo familiare (inteso come unità distinta ed automa rispetto ai suoi singoli componenti) resta unico, ed unica, pertanto, potrà essere anche l’abitazione principale ad esso riferibile, con la conseguenza che il contribuente, il quale dimori in un immobile di cui sia proprietario (o titolare di altro diritto reale), non avrà alcun diritto all’agevolazione se tale immobile non costituisca anche dimora abituale dei suoi familiari, non realizzandosi in quel luogo il presupposto della “abitazione principale” del suo nucleo familiare. Ciò in applicazione della lettera e della ratio della norma, che è quella di impedire che la fittizia assunzione della dimora o della residenza in altro luogo da parte di uno dei coniugi crei la possibilità per il medesimo nucleo familiare di godere due volte dei benefici per l’abitazione principale». Anche qualora i coniugi abbiano fissato residenze diverse in immobili diversi, per esempio, per esigenze lavorative, «dovrà accertarsi in quale di questi immobili si realizzi l’abitazione ‘principale’ del nucleo familiare, riconoscendo l’esenzione solo allo stesso».

Alla luce di quanto precede, i coniugi hanno diritto all’esenzione Imu per un solo immobile, coincidente con quello destinato ad abitazione principale del nucleo familiare. Nel caso di specie, sta ai coniugi scegliere quale dei due immobili costituisce abitazione principale del nucleo.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube