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Agenzie di viaggio ed escursioni in barca: come evitare sanzioni

20 Novembre 2021
Agenzie di viaggio ed escursioni in barca: come evitare sanzioni

Ho un’agenzia di viaggi e sono specializzata in escursioni. Da anni, mi scontro con la Capitaneria di Porto. Ho acquistato una barca da diporto omologata per 40 persone e mi hanno contestato la simulazione del noleggio con conducente. Posso svolgere escursioni in mare, con barca da diporto commerciale, con 35 clienti?

L’organizzazione di escursioni in barca da parte delle agenzie di viaggio si inserisce all’interno di una stratificazione giuridica che rende la questione decisamente complessa, poiché intervengono norme di livello nazionale e norme di livello regionale. Proprio per questo motivo è necessario fornire le giuste indicazioni generali per “navigare in acque sicure”.

In primo luogo, occorre segnalare che la vicenda va inquadrata sotto due profili tra loro paralleli: quello relativo alle attività che possono essere svolte dalle agenzie di viaggi e quello relativo alla c.d. nautica da diporto.

Con riferimento alle attività delle agenzie di viaggi, vengono in rilievo l’art. 18 All. 1 al D.Lgs. n. 79/2011 (c.d. Codice della normativa statale in tema di turismo) e la normativa regionale di settore dove, in sintesi, si afferma che sono considerate agenzie di viaggio anche le imprese che organizzano escursioni con qualsiasi mezzo.

Nell’eventualità in cui l’agenzia di viaggi si occupi di organizzare escursioni per mare con imbarcazioni di proprietà o prese a noleggio, la suddetta attività turistica deve comunque risultare conforme alle norme sulla nautica da diporto. Nello specifico, ai sensi dell’art. 1, co. 2 del D.Lgs. n. 171/2005 (c.d. Codice della nautica da diporto) “si intende per navigazione da diporto quella effettuata in acque marittime ed interne a scopi sportivi o ricreativi e senza fine di lucro, nonché quella esercitata a scopi commerciali”.

Le caratteristiche delle unità da diporto utilizzate per fini commerciali vengono indicate nel successivo art. 2, dove, per il caso che ci riguarda, assumono importanza il co. 1, lett. a) dove si afferma che “l’unità da diporto è utilizzata a fini commerciali quando è oggetto di contratti di locazione e di noleggio” e il co. 2 dove si statuisce che “l’utilizzazione a fini commerciali delle imbarcazioni e navi da diporto è annotata nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN), con l’indicazione delle attività svolte e dei proprietari o armatori delle unità, imprese individuali o società, esercenti le suddette attività commerciali e degli estremi della loro iscrizione, nel registro delle imprese della competente camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura. Gli estremi dell’annotazione sono riportati sulla licenza di navigazione”.

Inoltre, sempre in merito alla disciplina dell’uso commerciale delle unità da diporto, interviene l’art. 24 del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 29 luglio 2008, n. 146 di attuazione dell’articolo 65 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante il codice della nautica da diporto (GU n. 222 del 22-9-2008 – Suppl. Ordinario n. 223), dove vengono richieste una serie di requisiti per poter esercitare l’attività nautica da diporto per scopi commerciali.

Infine, con la circolare della Direzione Generale per il trasporto marittimo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 17619 del 19 giugno 2017 è stato disposto che l’utilizzazione dei natanti da diporto ai fini di locazione o di noleggio per finalità ricreative o per usi turistici a carattere locale è disciplinata anche per le modalità della loro condotta, con ordinanza della competente Autorità marittima o della navigazione interna, d’intesa con gli altri enti locali. A ciò deve poi aggiungersi l’obbligatoria conformità delle attività alla disciplina del Decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre 1991, n. 435, concernente l’approvazione del Regolamento per la sicurezza della navigazione e della vita umana in mare.

Alla luce del sostanzioso corpo normativo che disciplina la materia, sarebbe opportuno innanzitutto verificare se l’attività di agenzia di viaggi e/o il proprietario delle imbarcazioni che vengono noleggiate soddisfino tutti i requisiti previsti nelle norme sopra riportate.

Art. 18 (Definizioni) «Le agenzie di viaggio e turismo sono le imprese turistiche che esercitano congiuntamente o disgiuntamente attività di produzione, organizzazione ed intermediazione di viaggi e soggiorni e ogni altra forma di prestazione turistica a servizio dei clienti, siano essi di accoglienza che di assistenza, con o senza vendita diretta al pubblico, ivi compresi i compiti di assistenza e di accoglienza ai turisti, in conformità al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.

Sono, altresì, considerate agenzie di viaggio le imprese esercenti in via principale l’organizzazione dell’attività di trasporto terrestre, marittimo, aereo, lacuale e fluviale quando assumono direttamente l’organizzazione di viaggi, crociere, gite ed escursioni comprendendo prestazioni e servizi aggiuntivi rispetto a quelli strettamente necessari al trasporto ed altresì quelle che esercitano attività locali e territoriali di noleggio, nonché ogni altra impresa che svolge attività ricollegabili alle precedenti».

Art. 24 (Uso commerciale delle unità da diporto) “1 Il proprietario o l’armatore, per l’annotazione dell’uso commerciale ai sensi dell’articolo 2 del codice, presenta all’ufficio d’iscrizione dell’imbarcazione o della nave da diporto una domanda indicante l’attività che intende compiere e corredata da:

  1. a) certificato d’iscrizione nel registro delle imprese o dichiarazione sostitutiva di certificazione da cui risulti che trattasi di impresa individuale o società esercente le attività commerciali di cui all’articolo 2, comma 1, del codice, nonché gli estremi dell’iscrizione nel suddetto registro;
  2. b) licenza di navigazione delle unità interessate.
  3. In caso di mutamento dei soggetti indicati al comma 1, gli interessati presentano all’ufficio di iscrizione domanda di cancellazione dell’annotazione precedentemente eseguita o nuova domanda di annotazione dell’uso commerciale che si intende svolgere.
  4. Le imbarcazioni o navi da diporto adibite a locazione e noleggio possono essere utilizzate, previa apposita domanda di annotazione di cui al comma 1, anche per l’insegnamento professionale della navigazione da diporto e come unità appoggio per i praticanti immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo.
  5. L’uso commerciale di imbarcazioni o navi da diporto utilizzate a titolo di locazione finanziaria non è consentito all’utilizzatore, se non previa dichiarazione di armatore ai sensi dell’articolo 265 del codice della navigazione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Vincenzo Maria Scarano



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