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Bocciato il decreto ingiuntivo cartaceo

2 Luglio 2014
Bocciato il decreto ingiuntivo cartaceo

Miete le prime vittime il processo civile telematico: l’atto su foglio è considerato inammissibile.

L’obbligo di deposito digitale comincia a mietere qualche “vittima”. Almeno per quanto riguarda i decreti ingiuntivi, dove la via telematica è ormai diventata esclusiva per la presentazione del ricorso e per il deposito dei provvedimenti del giudice. A pena di inammissibilità. Per queste ragioni il tribunale di Reggio Emilia, con ordinanza di ieri, ha respinto il ricorso presentato sul vecchio supporto cartaceo da parte di una società a responsabilità limitata che puntava a ottenere la misura d’urgenza per il pagamento.

Il tribunale è assai tranciante nella motivazione, dove si fa riferimento come “a decorrere dal 30 giugno 2014, per i decreti ingiuntivi, escluso il giudizio di opposizione, il deposito dei provvedimenti degli atti di parte e dei documenti ha luogo esclusivamente con modalità telematiche, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici”.

Ma, versante magistrati, la stessa circolare del ministero della Giustizia del 27 giugno ricorda come le cancellerie per i procedimenti ricordati anche dall’ordinanza non dovranno più nemmeno ricevere il deposito dei provvedimenti predisposti e inviati dal magistrato in modalità diverse da quelle telematiche: “I provvedimenti adottati dal giudice in sede monitoria, dunque, (provvedimenti di “sospensione” o rigetto nonché i decreti ingiuntivi) potranno essere depositati esclusivamente mediante invio telematico”.

Lo stesso ministero, nella medesima circolare, con una certa dose di realismo, invita poi i capi degli uffici a valutare la possibilità di sollecitare i magistrati al rispetto delle disposizioni.


note

Autore immagine: 123rf com


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