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Per l’indagato arrestato scatta la lettura dei diritti anche in Italia

2 Luglio 2014
Per l’indagato arrestato scatta la lettura dei diritti anche in Italia

Misure cautelari: le modifiche al codice di procedura penale. 

 

Si chiamano “Miranda warning” e rappresentano l’avviso agli arrestandi recitato a voce alta dalla polizia prima di far scattare le manette (il nome viene dal processo Miranda contro lo Stato dell’Arizona). Ebbene, tali avvisi sono pronti a debuttare anche in Italia. Si tratta dell’effetto, dello schema di decreto legislativo sul “diritto all’informazione nei procedimenti penali” approvato lunedì dal Consiglio dei ministri.

La modifica al Codice di procedura penale, che sta per entrare in vigore, è conseguenza della legge europea [1] che rafforza i diritti procedurali di indagati e imputati nei procedimenti penali.

Il primo articolo modificato è quello che riguarda la consegna dell’ordinanza cautelare all’indagato destinatario di un provvedimento restrittivo della libertà personale.

Se tra gli “adempimenti esecutivi” previsti dal codice di procedura penale [2] ci sono già la consegna della copia all’indagato e l’avviso della facoltà di nomina del difensore di fiducia, con il nuovo regime l’ufficiale di Polizia Giudiziaria che esegue l’ordine del Gip dovrà specificare tutti i diritti del destinatario del provvedimento: oltre alla nomina del legale si aggiungono:

1. il diritto “a ottenere informazioni in merito all’accusa”,

2. il diritto all’interprete e alla traduzione degli atti per gli stranieri;

3. il diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere;

4. il diritto di accedere agli atti su cui si fonda la decisione del giudice;

5. il diritto di avvisare le autorità consolari e contestualmente i familiari;

6. il diritto di richiedere assistenza medica urgente.

La norma europea – che dovrà essere pertanto uniforme tra i Paesi aderenti – ribadisce i tempi di controllo giurisdizionale sulla misura, assegnando 5 giorni per l’interrogatorio di garanzia in caso di carcere e 10 giorni per le misure alternative alla detenzione in istituto.

La violazione dei “Miranda warning” in versione europea può costare la nullità di ordine generale dell’ordinanza di custodia, anche in presenza di tutte le altre condizioni previste dalla legge.

Non solo, il giudice ha il dovere di comunicare nelle nuove forme – traduzioni comprese – l’eventuale variazione degli addebiti in corso di indagine, e anche dopo la notifica dell’atto di chiusura delle indagini preliminari [3].


note

[1] L. 96/2013 in relazione al recepimento della direttiva 2012/13/Ue del Parlamento europeo.

[2] Art. 293 cod. proc. pen.

[3] Il cosiddetto “Acip” regolato dall’articolo 415–bis cod. proc. pen.

Autore immagine: 123rf com


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