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Conto cointestato: è possibile dividere il saldo?

14 Novembre 2021
Conto cointestato: è possibile dividere il saldo?

Cosa succede se c’è la comproprietà su un conto corrente, quando e come va diviso.

Nel momento in cui il conto corrente è cointestato si verifica una comproprietà del denaro in esso depositato. Naturalmente, ciò vale a prescindere dal rapporto esistente tra le parti (ad esempio, marito e moglie, genitore e figlio, zia e nipote, e così via).

Nel momento in cui si decide di chiudere il conto corrente cointestato è possibile dividere il saldo? La questione non è così scontata per come potrebbe apparire. Tutto infatti dipende da alcune variabili.

Conto cointestato: di chi è?

Salvo prova contraria, il denaro presente sul conto corrente cointestato si presume di proprietà dei cointestatari per quote uguali. Così, ad esempio, nel caso di un conto intestato a due persone, ciascuna avrà diritto al 50% della provvista. Ciò vale però solo nei rapporti tra le parti e non nei confronti della banca: sicché ciascuno dei cointestatari avrà la possibilità di prelevare più della propria quota senza che perciò la filiale possa impedirglielo; ma dall’altro lato, se il conto è in rosso, la banca può recuperare l’intero credito anche da uno solo dei contitolari del conto.

La cointestazione può verificarsi:

  • all’origine, ossia al momento della nascita del rapporto: il che succede quando due o più soggetti si recano in banca e accendono un conto corrente intestato sin dall’inizio a tutti;
  • successiva, quando invece il titolare unico del conto decide, in un momento qualsiasi, di cointestare il rapporto a un altro soggetto. In tal caso, si verifica una donazione per la quota cointestata (che, se non espressamente indicata, è pari al 50%).

Conto corrente alimentato da un solo soggetto

Potrebbe avvenire che la cointestazione del conto non derivi né dalla volontà di effettuare una donazione di metà del denaro, né dall’intento di condividere i soldi per gestire spese comuni. Spesso, infatti, la cointestazione è solo il frutto di un’esigenza logistica, di un’opportunità, al fine di consentire a uno dei cointestatari di gestire il denaro senza dover farsi rilasciare ogni volta una procura. Ciò succede quando il conto corrente è alimentato dai redditi di un solo soggetto. Si pensi ad un’anziana signora che, ormai disabile, cointesta il proprio conto alla figlia affinché si prenda cura di lei, attingendo dalla pensione per provvedere alle spese e all’acquisto dei medicinali.

Se, dunque, nella generalità dei casi il denaro depositato sul conto corrente cointestato è in comproprietà tra i contitolari, in quest’altro invece no, sempre a patto che si riesca a dimostrare la simulazione della cointestazione. Se infatti il conto è alimentato da un solo soggetto, il simulato cointestatario non potrà vantare alcun diritto o pretesa.

Morte di un cointestatario

Alla morte di uno dei cointestatari, la successione si verifica solo sulla quota a questi intestata (in presenza di due persone, quindi, solo sul 50%). La quota del cointestatario non andrà invece agli eredi ma resterà in capo a quest’ultimo.

Anche in tale ipotesi è facoltà degli eredi dimostrare la simulazione della cointestazione, mettendo così le mani sull’intero deposito in banca e non solo sulla quota del defunto.

Divisione del saldo del conto corrente cointestato

In qualsiasi momento, si può dividere il conto corrente cointestato, a richiesta anche di uno solo dei cointestatari. Tanto per fare un esempio, se due fratelli decidono di cointestare un conto corrente, ciascuno dei due può, in qualsiasi momento, e senza necessità di raccogliere il consenso dell’altro, procedere alla divisione del saldo attingendo la metà del denaro presente in banca (o alle poste). Questo perché, come detto, in assenza di prova contraria, i soldi sul conto si presumono di proprietà dei cointestatari, divisi in parti uguali. Anzi, si può affermare che la divisione del saldo è un diritto di ciascun cointestatario che può esercitare in qualsiasi momento.

Lo scioglimento della comproprietà (che chiaramente va comunicato alla banca e formalizzato presso la filiale) può determinare la prosecuzione del conto corrente in capo all’altro contitolare, che ne resterà l’esclusivo proprietario oppure, se lo vuole anche quest’ultimo, la definitiva estinzione del conto corrente.

Se si tratta di una coppia di coniugi in comunione dei beni, la divisione del conto avviene in automatico al momento della separazione. E ciò vale anche se il conto non è cointestato. E qui non vale l’eccezione della simulazione: è infatti la comunione legale che implica la comproprietà dei beni.

Se invece la coppia è in separazione dei beni, lo scioglimento del matrimonio non determina anche l’automatico scioglimento del conto il quale, invece, andrà diviso con un accordo autonomo.



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