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Come tutelarsi dalla finanziaria

14 Novembre 2021
Come tutelarsi dalla finanziaria

I diritti di chi riceve un finanziamento. Chi accede a un prestito può recedere dal contratto entro 14 giorni: ecco come tutelarsi dalla finanziaria. 

Tanto più si stringono le maglie del rating delle banche nella concessione dei mutui, tanto più cresce la domanda di prestiti “al consumo”. E di ciò beneficiano le varie finanziarie che, per accordare un prestito, si accontentano di una busta paga. A tanta facilità fa però da contraltare un tasso di interesse più elevato e una maggiore intransigenza in caso di inadempimento: a differenza di quanto avviene con la banca, il pignoramento è immediato.

Di qui una ricorrente domanda: come tutelarsi dalla finanziaria? La legge prevede una serie di diritti di chi riceve un finanziamento che è bene conoscere tutte le volte in cui si chiede un prestito per acquisti importanti imprevisti, per finanziare gli studi di un figlio o il suo matrimonio, per arredare una casa o per comprare un corso annuale in palestra.

I diritti di chi riceve un finanziamento fanno principalmente leva sul codice del consumo: questo perché si parla di «crediti al consumo» ossia per esigenze non collegate al lavoro ma alla vita personale o familiare. 

Ecco allora cosa prevede la legge e come tutelarsi dalla finanziaria. 

Differenza tra prestito personale e prestito finalizzato

La prima cosa da fare è comprendere qual è la differenza tra prestito personale e prestito finalizzato: si tratta in entrambi i casi di finanziamenti ma con caratteristiche e scopi differenti.

Il prestito personale è la forma di finanziamento più diffusa in Italia. In questo caso, il denaro viene concesso in un’unica soluzione, senza che il cliente sia tenuto a dire come utilizzerà i soldi. Dunque, il prestito personale non subordinato all’acquisto di uno specifico bene o servizio. 

Al contrario, il prestito finalizzato – come lascia agevolmente intuire lo stesso nome – viene concesso dalla finanziaria avvalendosi dell’intermediazione di punti vendita (ad esempio una palestra, un centro commerciale, un negozio di elettrodomestici) ed è finalizzato all’acquisto di uno specifico bene o servizio. Con questa formula quando si acquista il bene si può sottoscrivere un finanziamento con l’intermediario pari al costo dell’oggetto. La somma viene erogata al venditore stesso e il consumatore si impegna a rimborsarla a rate, generalmente costanti. Il contratto deve contenere una descrizione dettagliata dei beni o dei servizi e l’indicazione dei loro prezzi. 

Le rate, come per le altre forme di finanziamento in cui sono previste, si compongono di una quota capitale e di una quota di interessi che varia in base alla durata del contratto.

Come ridurre le rate del finanziamento

Quando si chiede un prestito, più aumenta il tempo del rimborso più diminuisce la singola rata. Ma questo è un fenomeno solo apparente: in realtà, gli interessi sono superiori (perché proporzionati al rischio che subisce il finanziatore) e, quindi, il conto finale complessivo può salire notevolmente. 

Il credito viene concesso per durate che arrivano solitamente fino a un massimo di 10 anni per importi che vanno da un minimo di 200 sino a un massimo di 75mila euro.

Cessione del quinto dello stipendio

Spesso, il finanziamento viene concesso con cessione del quinto dello stipendio che non è una forma di pignoramento ma una cessione volontaria. Questo significa che chi, avendo sottoscritto una cessione del quinto, non paga un creditore (il mantenimento all’ex moglie, una condanna processuale, ecc.) può comunque subire il pignoramento di un altro quinto dello stipendio, senza che il conto con la finanziaria possa impedirlo o ridurre l’importo del prelievo mensile. 

Così un quinto della pensione (o dello stipendio) viene automaticamente trattenuto dall’Inps o dal datore di lavoro che lo gira alla finanziaria. In questo caso, c’è anche l’obbligo di un’assicurazione per il caso morte e perdita lavoro. Si tratta di un ulteriore costo che va considerato: in particolare, assicurare un pensionato dalla premorienza può essere molto oneroso.

Il diritto di recesso 

Si può sempre recedere entro 14 giorni dal contratto di finanziamento senza bisogno di fornire una motivazione e senza costi aggiuntivi se non quelli già maturati (per esempio le tasse e gli interessi di periodo). 

In questo caso, va inviata una comunicazione al finanziatore secondo le modalità indicate nel contratto. 

Chiaramente, nel momento in cui si recede, bisogna restituire alla finanziaria tutte le somme già ricevute e gli interessi nel frattempo maturati: bisogna farlo entro 30 giorni dalla comunicazione del recesso.

L’inadempimento del venditore

Spesso, succede che si sottoscriva un prestito finalizzato e che il venditore si renda inadempiente o che la merce presenti difetti importanti. Si pensi all’acquisto di un materasso mai ricevuto o di un trattamento estetico che abbia procurato dei gravi danni alla salute del cliente. In questi casi, il consumatore può rivolgersi alla finanziaria per sciogliere anche il contratto di credito, ma solo dopo aver inutilmente richiesto per iscritto al venditore quanto dovuto. Se ottiene lo scioglimento del contratto di credito, la finanziaria deve restituire le rate e le altre somme già versate.

Il foglio di sintesi

Tra i principali obblighi della finanziaria vi è quello di ricevere, prima della conclusione del contratto, un’informativa dettagliata sul contratto e sulle condizioni del finanziamento che viene riassunta in un foglio di sintesi chiamato Secci.

Va sempre preso in considerazione il Taeg che indica il costo complessivo del finanziamento per poter fare le valutazioni con proposte concorrenti. 

Registro cattivi pagatori

Bisogna sempre tenere a mente che chi non adempie a un finanziamento viene segnalato nella Centrale Rischi della Banca d’Italia e nelle varie banche dati dei cattivi pagatori. A tal fine, non basta un semplice ritardo ma deve trattarsi di una situazione di grave inadempimento, tale da far ritenere che il prestito non verrà restituito.

Per verificare se si è stati segnalati come cattivi pagatori, si può inoltrare una richiesta presso l’intermediario finanziario oppure presentare domanda presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia o alle centrali rischi private (le Sic, acronimo di sistemi di informazioni creditizie).  

Bisogna inoltre tenere presente che i finanziamenti ricevuti vengono registrati in diversi sistemi informativi sul credito. Per questo è bene muoversi con cautela e capire qual è la rata sostenibile dal nucleo familiare. Esistono anche dei tool per stimare propria capacità di rimborso come “monitorata”, un calcolatore studiato dai ricercatori di Banca e Finanza dell’Università di Roma Tor Vergata per conto di Assofin che si basa sia su informazioni richieste direttamente al consumatore sia su dati statistici.  



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