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Ricorso al Prefetto con PEC contro multa

15 Novembre 2021
Ricorso al Prefetto con PEC contro multa

Modulo per ricorso PEC al Prefetto. Che succede se il Prefetto non risponde al ricorso? Quanto tempo ha il Prefetto per rispondere ad un ricorso?

Contro la multa stradale si può presentare ricorso al prefetto con PEC o altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato. Il tutto in aggiunta alla tradizionale raccomandata a.r.

Per presentare ricorso al Prefetto con PEC contro la multa bisogna innanzitutto tenere a mente che i termini sono quelli dell’ordinario ricorso previsto contro le sanzioni amministrative e che il modello di atto è il medesimo del ricorso cartaceo.

Ecco qui di seguito le istruzioni da tenere a mente per procedere in autonomia.

Ricorso al Prefetto con PEC: entro quanto tempo?

Il termine per presentare ricorso al Prefetto contro una multa stradale è di 60 giorni dalla data di ricevimento della contravvenzione. Se il destinatario non era a casa quando è passato il postino, il termine decorre da quando l’atto è stato ritirato alla posta o, se ciò avviene dopo oltre 10 giorni dalla consegna nella buca delle lettere dell’avviso di giacenza, a partire dall’undicesimo giorno.

Ricorso al Prefetto con PEC: come si fa?

Per presentare il ricorso bisogna innanzitutto avere un indirizzo PEC (Posta elettronica certificata). Non si può utilizzare l’indirizzo e-mail ordinario.

Chi non ha una PEC se ne può dotare scegliendo tra i tanti servizi online. Si tratta di un servizio a pagamento. 

In secondo luogo, il ricorso va spedito all’indirizzo PEC della Prefettura, pubblicato sul relativo sito istituzionale.

Nel momento in cui si invia il ricorso tramite PEC, il gestore inoltra al mittente due e-mail: la prima di presa in carico della richiesta di spedizione del messaggio, la seconda con la conferma dell’avvenuta consegna della mail nella casella del destinatario. Ne segue un’ultima quando la PEC viene ufficialmente letta dal destinatario. Al mittente bastano le prime due PEC per dimostrare di aver rispettato i termini. 

Attenzione: la PEC certifica solo il testo in essa contenuto e non il testo di eventuali allegati. Pertanto, il ricorso va scritto nel corpo della mail e non anche allegato in pdf.  

Come scrivere il ricorso al Prefetto con PEC?

Il ricorso può essere scritto dall’automobilista, non necessariamente da un avvocato o altro consulente. È possibile utilizzare il modulo presente su questo stesso sito.

Il trasgressore deve indicare le ragioni di fatto e di diritto che portano a ritenere illegittimo il verbale impugnato.

Attenzione: come anticipato, il ricorso non va allegato in pdf né tantomeno stampato, firmato e scannerizzato. Il testo deve essere riportato all’interno della Pec, senza bisogno di firma (la quale viene attestata automaticamente dal servizio di PEC).

L’automobilista dovrà poi conservare le e-mail restituite dal sistema, a dimostrazione di aver presentato il ricorso.

Leggi anche Come contestare una multa al prefetto

Altri sistemi di spedizione del ricorso al Prefetto contro la multa

Il sistema tradizionale per inviare il ricorso contro la multa è costituito dalla raccomandata a.r. che può essere spedita tanto alla Prefettura (in questo caso, il termine per la risposta è di 210 giorni) o all’organo che ha accertato l’infrazione e che ha spedito il verbale (in questo caso, il termine per la risposta è di 180 giorni) il quale, a sua volta, si farà carico di inviarlo poi alla Prefettura, senza ulteriori oneri per l’automobilista. 

Come anticipato, il ricorso al Prefetto può essere trasmesso anche per via telematica, a mezzo di Pec o altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato.

Cosa fare una volta spedito il ricorso?

Dopo aver spedito il ricorso, bisogna ricordarsi di inviare la comunicazione circa i dati dell’effettivo conducente tutte le volte in cui la multa presenta anche la decurtazione dei punti della patente. E ciò perché il ricorso non esonera l’automobilista dalla comunicazione ufficiale di cui all’art. 126-bis del Codice della strada. La comunicazione è obbligatoria anche se il trasgressore e il conducente sono la stessa persona. 

La comunicazione circa i dati del conducente va spedita con raccomandata a.r.

Fatto ciò, l’automobilista deve solo attendere. Sarà il Prefetto a comunicare l’esito del ricorso. 

Quanto tempo ha il Prefetto per rispondere ad un ricorso?

Tutte le volte in cui il ricorso viene spedito al Prefetto, questi ha 210 giorni per rispondere e comunicare se il ricorso è stato accolto o rigettato. 

Se il ricorso viene spedito alla polizia o all’altro organo che ha accertato la trasgressione, il termine è di 180 giorni. È inferiore perché, nel primo caso (ricorso al Prefetto), la Prefettura deve avere il tempo di chiedere all’organo accertatore le controdeduzioni; nel secondo caso, invece, queste vengono presentate insieme all’inoltro del ricorso inviato dal cittadino.

Cosa succede se il Prefetto non risponde?

Se il Prefetto non risponde nei termini indicati, il ricorso si considera automaticamente accolto e, quindi, la multa annullata. Al conducente devono essere restituiti i punti della patente eventualmente sottratti in precedenza.

Cosa succede se il Prefetto rigetta il ricorso?

Nel caso in cui il Prefetto rigetti il ricorso, l’automobilista viene condannato a pagare la multa nella misura ordinaria (pari a circa il doppio dell’importo indicato sul verbale). 

Contro la decisione del Prefetto si può fare ricorso al giudice di pace entro 30 giorni.

Cosa succede se il Prefetto accoglie il ricorso?

Se il Prefetto accoglie il ricorso, la multa viene annullata e i punti della patente restituiti. 



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