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Negoziazione e mediazione: tecniche e consigli

2 Febbraio 2022 | Autore:
Negoziazione e mediazione: tecniche e consigli

Cosa sono e come funzionano la negoziazione assistita tra avvocati e la mediazione civile? Come comportarsi in sede di conciliazione?

Da diversi anni, la legge non consente di andare subito in tribunale per far valere i propri diritti: la maggior parte delle volte è infatti necessario fare un tentativo di conciliazione con la controparte. Lo scopo del legislatore è quello di evitare inutili contenziosi che hanno come unico risultato quello di appesantire la già lenta macchina della giustizia italiana. Con il presente articolo vedremo brevemente quali sono tecniche e consigli per la negoziazione e la mediazione.

Negoziazione assistita e mediazione civile sono i due strumenti previsti dalla legge per favorire l’accordo amichevole tra le parti. La grande differenza tra i due istituti sta nei soggetti coinvolti: mentre la negoziazione avviene tra avvocati, la mediazione prevede necessariamente il coinvolgimento di un organo terzo e imparziale: il mediatore, appunto. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono le tecniche e i consigli per la negoziazione e la mediazione.

Mediazione civile: cos’è?

La mediazione civile è un modo di risoluzione stragiudiziale delle controversie: in parole povere, si tratta di uno strumento di conciliazione che serve a mettere d’accordo i litiganti al fine di evitare che gli stessi ricorrano al tribunale.

La mediazione permette alle persone di incontrarsi davanti ad un soggetto terzo (il mediatore, appunto) per risolvere la loro problematica.

Mediazione civile obbligatoria: cos’è?

L’ordinamento giuridico [1] prevede la mediazione civile obbligatoria. Di cosa si tratta? Per legge, ci sono alcune materie in cui, se sorge una controversia tra le parti, queste sono costrette a tentare la via della mediazione prima di poter ricorrere al tribunale.

Utilizzando una terminologia un po’ più tecnica, si dice che la mediazione civile obbligatoria è condizione di procedibilità: vuol dire che l’azione giudiziaria deve necessariamente essere preceduta dal tentativo di mediazione. Solamente nel caso in cui questa fallisse, sarà possibile esporre le proprie ragioni ad un giudice.

Quindi, in tutti i settori del diritto ove per legge è prevista la mediazione civile obbligatoria, le parti sono costrette ad andare davanti a un mediatore per tentare di risolvere il contrasto con la controparte: solamente se la mediazione dovesse avere esito negativo si potrà ricorrere in tribunale.

Mediazione civile: quando è obbligatoria?

La mediazione civile è obbligatoria in materia di:

  • diritti reali (proprietà, usufrutto, usucapione, compravendite immobiliari ecc.);
  • divisione e successioni ereditarie (testamento, azione di indegnità, ecc.);
  • patti di famiglia;
  • locazione e comodato (l’affitto, in pratica);
  • affitto di aziende;
  • risarcimento danni da responsabilità medica e sanitaria;
  • diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità;
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari;
  • condominio.

Il tentativo di conciliazione è inoltre obbligatorio quando la mediazione è demandata da un giudice oppure quando è prevista da clausole contrattuali o statutarie (clausole compromissorie).

Negoziazione assistita: cos’è e come funziona?

La negoziazione assistita [2] è una procedura stragiudiziale volta a favorire la conciliazione tra le parti che sono in conflitto.

Caratteristica fondamentale della negoziazione assistita è che l’attività di conciliazione non viene svolta da un organo terzo ed imparziale (come nel caso della mediazione), bensì dagli avvocati: sono i difensori delle parti coinvolte nella lite a dover cercare di raggiungere un accordo che possa andare bene a tutti.

Se la negoziazione va a buon fine, le parti sottoscrivono un’apposita convenzione, cioè un verbale che definisce una volta per tutte la vicenda.

La negoziazione assistita è una procedura che non può durare all’infinito: secondo la legge, una negoziazione non può avere una durata inferiore al mese e superiore ai tre mesi, prorogabile al massimo per altri trenta giorni.

Se durante questo periodo di tempo le parti giungono ad una positiva conclusione, ne viene dato atto in una scrittura privata (una convenzione di negoziazione assistita, appunto) che viene sottoscritta personalmente dalle parti e dai loro difensori.

In caso contrario, se le trattative sorte a seguito di invito a stipulare una convenzione di negoziazione assistita dovessero andare male, la procedura si concluderebbe con un verbale che attesta l’esito negativo.

Negoziazione assistita: quando è obbligatoria?

La negoziazione assistita è obbligatoria:

  • in tutte le controversie in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti;
  • nelle controversie che hanno ad oggetto una domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro.

In questi casi, esattamente come avviene per la mediazione, la negoziazione è condizione di procedibilità, nel senso che non è possibile andare in tribunale senza prima aver fatto questo tentativo di conciliazione.

Negoziazione e mediazione: consigli e tecniche per conciliare

Chiarito cosa sono la negoziazione assistita e la mediazione, vediamo ora quali sono i principali consigli e le tecniche da seguire in questa sede.

Innanzitutto, il primo consiglio è di presentarsi all’incontro di conciliazione. Secondo la legge, infatti, l’ingiustificata mancata partecipazione alla mediazione o alla negoziazione può essere valutata negativamente dal giudice nel futuro giudizio.

In particolare, l’assenza ingiustificata all’incontro di mediazione è punita in questo modo:

  • innanzitutto, il giudice può desumere argomenti di prova dalla condotta di chi non si è presentato. In altri termini, il magistrato può considerare l’assenza, unitamente alle altre prove prodotte in giudizio, come un indizio di responsabilità;
  • in secondo luogo, il giudice può condannare la parte che non si è presentata a pagare una somma di denaro (pari al contributo unificato dovuto per il giudizio) a favore dello Stato.

Quanto appena detto vale anche per la negoziazione assistita, limitatamente alla possibilità per il giudice di condannare la parte soccombente al pagamento, questa volta a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata.

Il secondo consiglio in tema di negoziazione e mediazione è di partecipare all’incontro con la volontà concreta di trovare un accordo. Spesso, purtroppo, la mediazione e la negoziazione sono visti come un mero intralcio, un inutile tentativo che serve solo a ostacolare le pretese delle parti.

In realtà, in sede di conciliazione e di mediazione occorre partecipare con spirito di collaborazione. Di qui il seguente consiglio: predisporsi a una transazione, cioè al raggiungimento di un accordo a metà strada.

Se l’attore lamenta un danno di 10mila euro, in sede di mediazione o di negoziazione potrà accettare anche una somma inferiore, così da evitare un lungo e costoso processo giudiziario.

Nell’attuare questo consiglio devono essere bravi anche gli avvocati, i quali devono lasciare da parte, almeno per un momento, i tecnicismi tipici dei giuristi: ciò che è importante in sede conciliativa è trovare un accordo amichevole.

Un altro consiglio è quello di non vincolare la mediazione o la negoziazione assistita solamente all’oggetto della controversia: trattandosi di strumenti molto flessibili, le parti possono decidere di estendere le trattative anche ad altre questioni pendenti tra le parti.

Se la questione riguarda le proprietà confinanti di due vicini e questi sono in lite anche per via di rumori molesti, la mediazione o la negoziazione potrà estendersi anche a queste altre questioni.

Infine, è bene essere sinceri e fornire al mediatore o agli avvocati tutti gli elementi necessari per poter comprendere bene la controversia: secondo la legge, infatti, tutto ciò che viene detto in sede conciliativa non può essere utilizzato nel futuro giudizio. Insomma: la negoziazione e la mediazione sono protetti dalla massima riservatezza.


note

[1] D. Lgs. n. 28/2010.

[2] Legge n. 162/2014.

Autore immagine: canva.com/


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