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L’imposta di registro sui contratti d’affitto

2 Luglio 2014 | Autore:
L’imposta di registro sui contratti d’affitto

Come si calcola e in che modo è possibile pagare l’imposta di registro sui contratti di locazione, e cosa accade se pago in ritardo?

Il valore dell’imposta di registro varia in base alla tipologia di immobile locato: per gli immobili ad uso abitativo, è pari al 2% del canone d’affitto annuo, moltiplicato per il numero delle annualità [1]. Il versamento della prima annualità non può essere inferiore a 67 euro (le successive annualità, invece, possono anche essere al di sotto di tale soglia). Tali spese, in genere, vengono divise al 50% tra il proprietario e l’inquilino, salvo diversa pattuizione tra le parti. Le parti sono solidalmente responsabili degli eventuali mancati versamenti dell’imposta di registro: l’Agenzia delle Entrate, cioè, potrà chiedere a entrambi l’intera somma non pagata, comprensiva di interessi e sanzioni, e il pagamento di uno dei due contribuenti libererà anche l’altro.

Contratti pluriennali e pagamento in soluzione unica

L’imposta di registro, in genere, si paga annualmente. Tuttavia, per i contratti di locazione di durata pluriennale, è anche possibile saldare in un’unica soluzione al momento della registrazione del contratto, mediante modello F23, codice tributo 117T (ciò è possibile anche in caso di rinnovo pluriennale): scegliendo questa strada, si ottiene uno sconto pari alla metà del tasso di interesse legale (l’1% dal gennaio 2014) moltiplicato per il numero di annualità del contratto (ad esempio, supponiamo un canone annuo di 10.000 euro e un contratto di 4 anni: il 2% di 10.000 euro x 4= 800 euro; dagli 800 euro così ottenuti bisogna detrarre lo sconto, che è pari allo 0,50% degli 800 euro x 4= 16 euro; l’imposta di registro da pagare in soluzione unica è quindi di 784 euro).

Risoluzione del contratto

Qualora le parti decidano di interrompere il loro rapporto prima della naturale scadenza del contratto, si ha diritto al rimborso dell’imposta di registro per gli anni successivi a quello in cui avviene la risoluzione (per quest’ultimo, invece, saranno dovuti 67 euro da versare con modello F23, codice tributo 113T, entro 30 giorni dalla data della risoluzione stessa).

Il pagamento anno per anno e le eventuali sanzioni

Scegliendo il pagamento anno per anno, il versamento dell’imposta di registro va effettuato tramite modello F23, in banca o alle poste (per il primo anno, codice tributo 115T; per i successivi, codice tributo 112T), entro 30 giorni dall’inizio della nuova annualità della locazione. Oltre tale termine scattano le sanzioni e gli interessi:

– se il pagamento avviene entro i 15 giorni successivi, sarà applicata una sanzione pari allo 0,20% del dovuto per ogni giorno di ritardo;

– se il pagamento avviene entro i 30 giorni successivi, sarà applicata una sanzione pari al 3% del dovuto;

– se il pagamento avviene entro i 12 mesi successivi, sarà applicata una sanzione del 3,75% del dovuto;

– un pagamento compiuto con più di 1 anno di ritardo, sarà punito con la sanzione del 30% del dovuto.

Esempio: pagamento del terzo anno dell’imposta, supponiamo di 50 euro, con 4 mesi di ritardo; in tal caso, alle 50 euro si aggiungerà la sanzione (del 3,75% di 50 euro = 1,87), oltre interessi [2].

note

[1] Per i contratti di locazione a canone concordato, nei Comuni ad alta densità abitativa, è prevista una riduzione del 30% della base imponibile sulla quale calcolare l’imposta di registro. In sostanza, il 2% non si calcola sull’intero canone annuo ma sul 70% di esso.

[2] Gli importi ottenuti vanno sempre arrotondati: per difetto, se inferiore a 50, e per eccesso, se uguale o superiore a 50.

Autore immagine: 123rf com


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