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Affidamento del minore ai servizi sociali se rifiuta i genitori

26 Gennaio 2012 | Autore:
Affidamento del minore ai servizi sociali se rifiuta i genitori

Se il minore rifiuta di incontrare l’altro genitore, il giudice può disporre l’affidamento a terzi.

Il minore che rifiuta i genitori può essere dal giudice collocato presso un parente e, nello stesso tempo, affidato ai servizi sociali.

Lo ha stabilito in una recente sentenza [1] la Corte di Cassazione. Ciò a conferma di quanto già si è detto, con riguardo ai casi di inidoneità dei genitori o di loro rifiuto all’affidamento in questo articolo.

Nel caso deciso dalla Corte, il minore, in un primo momento affidato al padre, aveva rifiutato di incontrare la madre.

Tale rifiuto aveva determinato una totale interruzione dei rapporti tra mamma e figlio e provocato una difficoltà di inserimento e rendimento scolastico di quest’ultimo nonché un disturbo psicopatologico della sua personalità.

Per tali motivi, i giudici, intervenuti a tutelare l’interesse del minore, hanno negato l’affidamento al padre, ritenendolo non idoneo all’affidamento per i suoi pessimi rapporti con l’ex moglie, che di certo avevano alimentato il disagio del figlio verso i genitori e in modo particolare verso la madre.

La Corte ha, quindi, ritenuto che, per “normalizzare la relazione del figlio con entrambi i genitori”, fosse necessario allontanarlo da tutti e due, collocandolo (cioè facendolo risiedere) presso un parente e, al tempo stesso, affidandolo ai servizi sociali del Comune di Acireale.

Collocare il minore presso un parente significa farlo vivere e risiedere presso l’abitazione del parente, che tuttavia non ha alcuna potestà nei confronti del minore stesso. Invece, con l’affidamento ai servizi sociali si ha l’obbligo per questi ultimi di sorvegliare il bambino, seguendo precisi oneri e prescrizioni indicategli dal giudice.

 

 


note

[1] Cass., sent. n. 784 del 20 gennaio 2012.


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4 Commenti

  1. Meglio l’affidamento provvisorio ai nonni secondo me o agli zii anzichè ad un “freddo” assistente sociale .. E poi cercare a monte di tentare una riconciliazione tra i genitori di modo che poi il minore potrebbe tornare “a casa” e forse vivere in un ambiente più sereno

  2. “Per tali motivi, i giudici, intervenuti a tutelare l’interesse del minore, hanno negato l’affidamento al padre, ritenendolo non idoneo all’affidamento per i suoi pessimi rapporti con l’ex moglie, che di certo avevano alimentato il disagio del figlio verso i genitori e in modo particolare verso la madre.
    Per tali motivi, i giudici, intervenuti a tutelare l’interesse del minore, hanno negato l’affidamento al padre, ritenendolo non idoneo all’affidamento per i suoi pessimi rapporti con l’ex moglie, che di certo avevano alimentato il disagio del figlio verso i genitori e in modo particolare verso la madre”.

    Premetto che, se queste regole fossero applicate in modo equilibrato dai giudici, come noi da tempo chiediamo, molte madri, potrebbero subire lo stesso trattamento di questo padre/genitore, poco attento ai bisogni del figlio.

    Penso invece, che in qiesti momenti di particolari ristrettezze/crisi economica, si sostenga la scelta fatta dal Comune.
    Mi chiedo ancora, se questo “parente” avrà anche, un sostegno economico adeguato, come di solito, viene previsto per un eventuale centro di accoglienza casa/famiglia, terzo. Concordo sulla scelta di un affidamento temporaneo ai parenti (se idoneri, con piena potestà) per un brevissimo periodo, ma in contemporanea, un adeguato supporto alla coppia genitoriale per il recupero del loro ruolo educativo.

  3. Concordo con le vostre riflessioni. E’ triste leggere sentenze di questo tipo. Fa rabbia pensare che chi riceve il dono di essere genitore, non ha poi la possibilità o la capacità di goderne. Non giudico la coppia che decide di separarsi, ma un padre/madre che induce il figlio a odiare l’altro genitore non potrà mai essere giusticato… salvo ovviamente i casi di violenza. Mi chiedo se il suo rancore gli lasci un minimo di lucidità per capire il male che fa al figlio. Un parente può fare tanto, ma non è nè il padre nè la madre del minore. E una casa famiglia, poi, dovrebbe essere l’ultimo stadio!

  4. Il problema famigliare lo creano le leggi stesse, questi tribunali vengono messi troppo in mezzo forse perche’ i servizi sociali impazziscono al solo pensiero di fare i l’eccidio ai tm. I bambini possono avere prediligendo x diversi motivi, ma son figli dei genitori, bisogna nuovamente insegnare ai bimbi il papa’ e mamma non coppie garage. Apriamo gli occhi signori, e’ questo il gioco dei tm.

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