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La mancata partecipazione alla mediazione

2 Febbraio 2022 | Autore:
La mancata partecipazione alla mediazione

Quali sono le conseguenze derivanti dall’assenza ingiustificata al primo incontro di conciliazione obbligatoria?

La mediazione è la procedura prevista dalla legge per favorire la conciliazione tra le parti. Per legge, il procedimento deve svolgersi necessariamente davanti a una persona terza e imparziale, che garantisca la correttezza della procedura e assicuri la riservatezza su ciò che accade durante gli incontri. Purtroppo molti pensano che la mediazione sia inutile, un intralcio al ricorso alla giustizia vera e propria, cioè ai tribunali. In realtà non è così, e questo si desume anche da ciò che la legge ha previsto in caso di mancata partecipazione alla mediazione.

Possiamo sin d’ora anticipare che, secondo la legge, l’ingiustificata assenza al primo incontro di mediazione può comportare gravi conseguenze per la parte inadempiente, la quale potrebbe perfino vedersi compromesso l’esito del futuro giudizio. Come meglio diremo, il giudice può tenere conto della condotta assunta dalla parte in sede di conciliazione; pertanto, la mancata partecipazione alla mediazione potrebbe avere riflessi importanti sulla causa. Vediamo cosa prevede la legge a riguardo.

Cos’è la mediazione civile?

Come ricordato in apertura, la mediazione è un procedimento di conciliazione che la legge ha previsto come condizione di procedibilità in alcune specifiche materie. Cosa significa?

Vuol dire che, senza mediazione, non è possibile andare in giudizio, almeno limitatamente a determinate controversie.

Ad esempio, per legge la mediazione civile è obbligatoria in materia condominiale. Ciò significa che il condomino che vuole impugnare una delibera assembleare deve innanzitutto presentare istanza al mediatore e, solo successivamente, presentarsi davanti al giudice.

Mediazione: in cosa consiste?

Concretamente, la mediazione consiste in un incontro presso un organismo accreditato presso il ministero della Giustizia e inserito nel Registro degli organismi di mediazione.

Il mediatore è il professionista, terzo e imparziale, davanti al quale le parti, accompagnate dai rispettivi avvocati, devono comparire. In tale sede, il mediatore deve cercare di mettere d’accordo i contendenti, in modo tale da evitare un futuro contenzioso in tribunale.

Mediazione: come si svolge?

Secondo la legge, all’atto della presentazione della domanda di mediazione, il mediatore fissa il primo incontro tra le parti non oltre 30 giorni dal deposito della domanda.

La domanda e la data del primo incontro sono comunicate all’altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione (pec, raccomandata a/r, ecc.), anche a cura della parte istante.

Al primo incontro e a quelli successivi, fino al termine della procedura (che non può durare oltre tre mesi), le parti devono partecipare con l’assistenza necessaria dell’avvocato.

Durante il primo incontro, il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione. Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento.

Al termine della mediazione, se le parti raggiungono un accordo il mediatore redige verbale positivo, il quale costituirà titolo esecutivo, esattamente come una sentenza.

Al contrario, se le parti non dovessero conciliarsi, il mediatore redigerà verbale negativo. In questo caso, fallita la mediazione, sarà possibile andare in giudizio per far valere i propri diritti.

Mediazione: cosa succede in caso di mancata comparizione?

Può accadere che la parte invitata alla mediazione decida di non comparire perché non interessata a partecipare alla conciliazione. In questo caso, al mediatore non resta che compilare un verbale avente esito negativo.

L’assenza ingiustificata alla mediazione può comportare conseguenze negative per la futura causa che, con ogni probabilità, verrà intrapresa dalla parte che ha fatto per prima istanza di mediazione.

Secondo la legge, dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio. Gli argomenti di prova sono indizi che, valutati insieme alle altre prove, possono fondare il convincimento del giudice.

Ma non solo: il giudice può condannare la parte che non si è presentata senza giustificato motivo al versamento, a favore dello Stato, di una somma di denaro di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.

Detto in altri termini, la mancata partecipazione alla mediazione è un fatto che non depone a favore dell’assente; il giudice può tenerne conto ai fini della decisione.

Ad esempio, se una persona è invitata alla mediazione per pagare un risarcimento, nella successiva causa avente ad oggetto lo stesso risarcimento la sua mancata partecipazione alla conciliazione potrà essere considerata dal giudice come un fatto sfavorevole, cioè come un elemento da tenere in considerazione unitamente alle altre prove prodotte dall’attore. Infine, nel caso di condanna, il giudice potrebbe obbligarlo anche a un pagamento ulteriore a vantaggio dell’Erario.

In pratica, l’assente ingiustificato alla mediazione rischia non solo di perdere la futura causa, ma anche di dover pagare una somma di denaro ulteriore a favore dello Stato.

Mediazione: quando l’assenza è ingiustificata?

La mancata comparizione all’incontro di mediazione è ingiustificata non solo quando non si comunica alcuna causa di impedimento (come una malattia o un contestuale impegno di lavoro), ma anche quando non ci si presenta adducendo come pretesto l’inutilità del tentativo di conciliazione.

In altre parole, per la giurisprudenza l’assenza è ingiustificata non solo quando non si compare senza alcun avviso, ma anche quando si comunica preventivamente la propria assenza sulla base della presunta inutilità dell’incontro.

Secondo la giurisprudenza [1], la partecipazione agli incontri di mediazione è una condotta assolutamente doverosa; pertanto, l’assenza è giustificata solo se sussiste un reale motivo impeditivo, permanente e non temporaneo (nel quale ultimo caso sarebbe sempre possibile il rinvio dell’incontro).

Al contrario, la parte chiamata in mediazione non può basare la propria mancata partecipazione sull’asserita infondatezza delle ragioni di controparte.


Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio. Non solo: Il giudice può condannare la parte che non si è presentata senza giustificato motivo al versamento, a favore dello Stato, di una somma di denaro di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.

note

[1] App. Genova, sent. n. 652 del 13 luglio 2020.

Autore immagine: canva.com/


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