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Legittimo vietare alle donne di indossare il burqa: lo dice la CEDU

2 Luglio 2014 | Autore:
Legittimo vietare alle donne di indossare il burqa: lo dice la CEDU

Divieto del burqa nei luoghi pubblici; violazione della libertà religiosa o giusta prevenzione dei valori umani e delle interazioni sociali: la sentenza della CEDU decide il caso della ventenne islamica che aveva contestato la legge di SarKozy sul divieto del burqa.

 

Una legge nazionale che vieta l’uso del burqa e del niqab (capi che coprono l’intero corpo della donna, lasciando scoperti soltanto gli occhi) è legittima e non viola la libertà religiosa, di pensiero o di opinione.

È quanto affermato dalla CEDU, la Corte Europea dei diritti umani [1], che ha ritenuto legittimo il divieto di indossare il burqa imposto dalla legge francese e contestato da una ragazza islamica.

Secondo i giudici ciascun Paese può legittimamente adottare una legge che vieta alle donne l’uso del burqa. La legittimità di un simile divieto si spiega con due motivazioni:

1. Il burqa e il niqab non sono abiti imposti dal Corano (il quale consiglia semplicemente di coprire il capo), bensì dalla tradizione culturale di una parte del popolo islamico; non indossarli non significa dunque violare un precetto religioso.

Di conseguenza un divieto imposto dall’ordinamento giuridico di utilizzo del burqa non può considerarsi lesivo della libertà religiosa: si può credere nei precetti islamici anche senza indossare capi che coprono l’intero corpo e rendono le donne irriconoscibili;

2. esistono in ogni caso valori supremi inerenti la persona che non possono essere sacrificati da alcuni orientamenti fondamentalisti: il riferimento è alla dignità della persona, alla sua valorizzazione nella società, alla parità tra uomo e donna.

Secondo i giudici il volto dell’individuo deve poter restare scoperto, non solo per ragioni di sicurezza pubblica, ma anche e soprattutto per consentire alla donna di interagire con la società e non dover restare nascosta.

Nella sentenza in commento si legge infatti che “La barriera eretta contro gli altri da un velo che nasconde il volto potrebbe minare la nozione del vivere insieme”.

Sulla base di queste motivazioni la CEDU ha dichiarato la legittimità della legge francese che, prevedendo il divieto di indossare il burqa e il niqab nei luoghi pubblici, non ha violato la libertà dei credenti di aderire ad un precetto religioso bensì ha dato priorità al principio francese della convivenza armoniosa tra i cittadini.

La CEDU sottolinea che non è invece legittima una legge che fonda il divieto del burqa su motivazioni diverse da quelle inerenti valori umani fondamentali.

Per esempio, non potrebbe essere ammesso un divieto basato sulla discriminazione della cultura islamica o sulle semplici ragioni di sicurezza pubblica (in quanto, in quest’ultima ipotesi, basterebbe prescrivere alle donne di scoprirsi il volto se ricorrono esigenze di sicurezza, situazioni di pericolo, necessità di identificazione ecc.).

In Italia non esiste per il momento una legge che vieta l’uso del burqa ma, se in futuro dovesse esserci, stando alla sentenza della CEDU, potrebbe essere legittima se fondata su motivazioni conformi alla tutela dei diritti umani.


note

[1] CEDU, caso S.a.s. c/Francia sent. del 1.07.2014.


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