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3 presupposti per costituire un fondo patrimoniale

3 Febbraio 2022 | Autore:
3 presupposti per costituire un fondo patrimoniale

I coniugi possono destinare un patrimonio al soddisfacimento dei bisogni familiari.

Il Codice civile prevede che i coniugi, oltre a poter scegliere tra comunione legale o separazione dei beni, possono scegliere di costituire un fondo patrimoniale, un particolare tipo di convenzione attraverso la quale determinati beni vengono destinati al soddisfacimento dei bisogni della famiglia. Il fondo, peraltro, può essere costituito all’atto del matrimonio o in un momento successivo.

In questo articolo ti parleremo dei 3 presupposti per costituire un fondo patrimoniale relativi ai soggetti legittimati alla costituzione; alle modalità di costituzione; ai beni che ne possono entrare a far parte.

In merito al fondo patrimoniale vale la pena di ricordare la definizione datane dalla Corte di Cassazione, che l’ha qualificato come un vincolo di destinazione, ovvero un patrimonio separato in cui entrano a far parte quei beni e quei diritti che sono finalizzati a far fronte alle necessità della famiglia. Dalla costituzione dei predetti beni e diritti in fondo patrimoniale deriva, quindi, un vincolo reale di indisponibilità sugli stessi [1]. In parole più semplici, attraverso questo istituto, la proprietà dei beni e la titolarità dei diritti che lo compongono, resta dei coniugi i quali, però, non potranno disporne per scopi estranei agli interessi della famiglia.

Chi può costituire un fondo patrimoniale?

L’esame dei 3 presupposti necessari per un fondo patrimoniale inizia con l’individuazione dei soggetti legittimati alla sua costituzione. Più precisamente, il fondo patrimoniale può essere costituito da ciascuno dei coniugi o da entrambi i coniugi, siano essi in regime di comunione o di separazione dei beni.

Può essere costituto, altresì, dalle coppie omosessuali, che abbiano contratto matrimonio civile.

Se il fondo è creato da entrambi i coniugi il regime di comunione o di separazione dei beni vigente tra gli stessi, non si applica più ai beni conferiti nel fondo. Se viene costituito da uno solo dei coniugi è in dubbio se sia necessaria o meno l’accettazione da parte dell’altro coniuge.

Rimangono esclusi dai soggetti legittimati alla costituzione del fondo patrimoniale, i single e le coppie di conviventi.

Come si costituisce un fondo patrimoniale?

Il fondo patrimoniale, trattandosi di una convenzione, può essere costituito da uno o da entrambi i coniugi nella forma dell’atto pubblico, ricevuto dal notaio alla presenza di due testimoni.

La legge prevede la possibilità che il fondo patrimoniale venga costituito anche da un terzo e sempre nella forma dell’atto pubblico notarile. Affinché tale costituzione possa ritenersi compiuta, però, è necessaria l’accettazione espressa di entrambi i coniugi. L’accettazione può essere fatta con atto pubblico separato. Quest’ultima ipotesi configura un eccezionale caso di convenzione matrimoniale trilaterale che vede la partecipazione del terzo costituente.

Altresì, il fondo patrimoniale può essere costituito dal terzo per testamento a titolo di legato ed anche in quest’ipotesi è necessaria l’accettazione di entrambi i coniugi [2].

Quali beni possono entrare a far parte del fondo patrimoniale?

I beni che possono entrare a far parte del fondo patrimoniale sono:

  • beni immobili (vedi la casa al mare o il rustico in campagna);
  • beni mobili, iscritti nei pubblici registri (vedi un’automobile di lusso);
  • titoli di credito (vedi gli assegni o le quote di una società per azioni).

Tali beni possono essere beni personali di un solo coniuge, beni in comunione ordinaria o legale con il coniuge oppure beni in comunione ordinaria con terzi.

I beni possono essere immessi nel fondo anche in uno o più momenti successivi alla costituzione, senza necessità di dovere ogni volta costituire un fondo diverso in relazione a ciascun nuovo bene. In altre parole, il fondo patrimoniale già esistente viene ampliato e il soggetto che compie il conferimento deve spendere la stessa cifra spesa inizialmente per la costituzione del fondo.

I beni possono essere sottratti dal fondo solo se vi è l’accettazione di entrambi i coniugi.

La proprietà dei beni che vengono destinati alla costituzione del fondo patrimoniale va ad entrambi i coniugi – quindi, in caso di comunione legale va sia al marito sia alla moglie in parti uguali – oppure rimane al proprietario esclusivo dei beni conferiti.

Una volta che è stato costituito il fondo, è necessario procedere all’annotazione a margine dell’atto di matrimonio. Tale adempimento è richiesto per far sì che il fondo patrimoniale diventi opponibile a terzi (pubblicità legale).

Se il fondo ha ad oggetto beni immobili bisogna procedere, altresì, alla trascrizione presso la conservatoria dei registri immobiliari. Lo stesso dicasi se si tratta di beni mobili soggetti a registrazione.

Invece, se si tratta di titoli di credito, il vincolo va annotato sul documento.

Amministrazione del fondo patrimoniale: come avviene?

L’amministrazione del fondo patrimoniale avviene seguendo le regole della comunione legale [3].

Pertanto, per gli atti di ordinaria amministrazione, i coniugi possono agire anche disgiuntamente mentre per quelli di straordinaria amministrazione è necessario il consenso di entrambi.

Quando i coniugi si trovano in disaccordo sugli atti di amministrazione che richiedono l’assenso di entrambi, quello interessato al loro compimento può ottenere dal giudice la relativa autorizzazione, se dimostra che gli stessi rispondono agli interessi della famiglia.

Per poter validamente vendere o disporre dei beni del fondo, occorre distinguere due ipotesi:

  1. se non vi sono figli minori, è necessario il consenso di entrambi i coniugi, anche se i beni sono di proprietà di uno solo di essi;
  2. se vi sono figli minori, oltre al consenso dei coniugi serve l’autorizzazione del giudice. Tale regola può essere derogata introducendo nella convenzione la previsione per cui è possibile disporre dei beni senza l’autorizzazione del tribunale, anche in presenza di figli minori [4].

Fondo patrimoniale: quando si estingue?

Il fondo patrimoniale si estingue in caso di annullamento, di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, salvo che non vi siano figli minori [5].

In tale ultima ipotesi, il fondo rimane in piedi fino a che il figlio più piccolo non avrà compiuto la maggiore età e sarà il giudice a stabilire come procedere all’amministrazione dei beni.

Se non ci sono figli minori, per la divisione del fondo patrimoniale si applicano le norme sullo scioglimento della comunione. I beni destinati da un solo coniuge con riserva di proprietà, invece, ritornano nella sua piena disponibilità.

In caso di separazione consensuale o di separazione giudiziale il fondo patrimoniale non si estingue posto che la separazione personale non determina la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Prima del compimento della maggiore età dei figli, i coniugi possono sciogliere il fondo patrimoniale consensualmente [6]. In questo caso, si dovrà procedere alla nomina di un curatore speciale per i minori, che li dovrà rappresentare all’atto dello scioglimento [7]. Il curatore speciale nominato dovrà essere autorizzato dal giudice tutelare.

Per un maggiore approfondimento dell’argomento è consigliata la lettura dell’articolo “Il fondo patrimoniale: vantaggi e costi”.


note

[1] Cass. Civ. sent. n. 15297/2000.

[2] Art. 167, co. 1, cod. civ.

[3] Art. 168 cod. civ.

[4] Art. 169 cod. civ.

[5] Art. 171 cod. civ.

[6] Cass. Civ. sent. n. 17811/2014.

[7] Art. 320 cod. civ.


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