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Contratto telematico: cosa c’è da sapere

4 Febbraio 2022 | Autore:
Contratto telematico: cosa c’è da sapere

Guida all’acquisto di beni e servizi su Internet: cosa deve contenere l’accordo scritto, quali tutele per entrambe le parti.

Non sempre è piacevole, anche quando si rende necessario, sottoscrivere un contratto senza poter guardare in faccia la controparte. Manca quel sesto senso che scatta da un atteggiamento, da uno sguardo, dal linguaggio del corpo e che fa intuire se si sta facendo la cosa giusta oppure se è il caso di tirarsi indietro prima che sia troppo tardi. Dovendo, però, fare un contratto telematico, cosa c’è da sapere? Quali sono le tutele ma anche i doveri da rispettare per chi si impegna via Internet nell’acquisto di un bene o di un servizio?

La premessa necessaria ce la fornisce il Codice civile ed è la definizione di contratto, indipendentemente dal fatto che sia firmato via web o di persona: si tratta di un accordo «tra due o più soggetti volto a costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale, suscettibile, cioè, di valutazione economica» [1]. La peculiarità del contratto telematico risiede nel modo in cui viene concluso, cioè mediante l’uso di computer, ossia tra soggetti che utilizzano strumenti informatici tra loro collegati e che dunque non sono presenti nello stesso luogo. La normativa di riferimento è quella approvata in attuazione della direttiva europea in materia di commercio elettronico [2], oltre che dal Codice dell’amministrazione digitale [3]. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul contratto telematico.

Contratto telematico: le trattative

Come per la conclusione di qualsiasi accordo, anche il contratto telematico prevede una fase di trattativa, o negoziale, durante la quale le parti non hanno ancora dei vincoli reciproci ma sono obbligate ad operare correttamente e in buona fede. Una violazione di questi due princìpi, che determina peraltro una responsabilità precontrattuale per danni, potrebbe essere abbandonare le trattative all’improvviso e senza una giusta causa, nonostante la controparte abbia fatto ragionevolmente affidamento sulla conclusione del contratto.

In linea generale, e a tutela di entrambe le parti, la fase precontrattuale deve prevedere:

  • l’obbligo di condurre la trattativa in buona fede, eventualmente in esclusiva;
  • l’obbligo di informare l’altra parte su tutti gli aspetti rilevanti di cui si abbia conoscenza;
  • l’obbligo di mantenere riservate tutte le informazioni ricevute e di non usarle se non ai fini della trattativa;
  • le tempistiche della fase negoziale, le attività che deve svolgere ciascuna delle parti e l’imputazione dei relativi costi;
  • la durata della trattativa e le eventuali condizioni per il recesso;
  • il valore degli accordi eventualmente raggiunti in fase precontrattuale indipendentemente dal fatto che il contratto venga stipulato o meno;
  • la legge che si applica agli accordi precontrattuali e l’autorità competente per la risoluzione delle eventuali controversie.

Contratto telematico: l’obbligo di informazione

La normativa italiana prevede per arrivare alla conclusione di un qualsiasi contratto l’obbligo di trasparenza, che deriva da quello di correttezza. Si traduce nel dovere di fornire reciprocamente tra le parti una serie di informazioni utili a capire «con chi si ha a che fare», per dirla in maniera semplice. Occorrerà tenere ben presente che dare delle informazioni false o reticenti comporta delle sanzioni.

Nel caso del contratto telematico per l’acquisto di beni o servizi su Internet, il sito di e-commerce deve indicare al cliente:

  • il nome, la denominazione o la ragione sociale;
  • il domicilio o la sede legale;
  • gli estremi che permettono di contattare rapidamente il prestatore e di comunicare direttamente ed efficacemente con lo stesso, compreso l’indirizzo e-mail;
  • il numero di iscrizione al repertorio delle attività economiche, REA, o al registro delle imprese;
  • gli elementi di individuazione, nonché gli estremi, della competente autorità di vigilanza, qualora un’attività sia soggetta a concessione, licenza o autorizzazione.

Se l’oggetto del contratto telematico è una prestazione professionale, l’obbligo informativo impone di comunicare:

  • l’ordine professionale o l’istituzione analoga presso cui il prestatore sia iscritto e il numero di iscrizione;
  • il titolo professionale e lo Stato membro in cui è stato rilasciato;
  • il riferimento alle norme professionali e agli eventuali codici di condotta vigenti nello Stato membro di stabilimento e le modalità di consultazione dei medesimi;
  • il numero della partita Iva o altro numero di identificazione considerato equivalente nello Stato membro, qualora il prestatore eserciti un’attività soggetta a imposta;
  • l’indicazione in modo chiaro e inequivocabile dei prezzi e delle tariffe dei diversi servizi forniti, evidenziando se comprendono le imposte, i costi di consegna e altri elementi aggiuntivi da specificare;
  • l’indicazione delle attività consentite al consumatore e al destinatario del servizio e gli estremi del contratto, qualora un’attività sia soggetta ad autorizzazione o l’oggetto della prestazione sia fornito sulla base di un contratto di licenza d’uso.

Inoltre, in venditore o prestatore di servizio, prima di inviare l’ordine, deve indicare alla controparte:

  • le fasi tecniche da seguire per la conclusione del contratto;
  • il modo in cui il contratto concluso sarà archiviato e le relative modalità di accesso;
  • i mezzi tecnici messi a disposizione del destinatario per individuare e correggere gli errori di inserimento dei dati prima di inoltrare l’ordine al prestatore;
  • gli eventuali codici di condotta cui aderisce e come accedervi per via telematica;
  • le lingue a disposizione per concludere il contratto oltre all’italiano;
  • l’indicazione degli strumenti di composizione delle controversie.

Nella fase precontrattuale, infine, devono essere messe a disposizione del cliente le clausole e le condizioni generali del contratto telematico in una modalità che consenta al destinatario di salvarle o di stamparle.

Violare questi obblighi comporta sia un’eventuale richiesta di risarcimento per la responsabilità precontrattuale sia una sanzione amministrativa fino a 20mila euro.

Contratto telematico: quando è valido?

Il requisito principale per considerare valido un contratto telematico è quello dell’esistenza di un accordo tra le parti. Secondo la legge italiana, il contratto è stipulato quando il proponente viene a conoscenza del fatto che la sua proposta è stata accettata [4].

Ma la validità del contratto dipende anche da altri fattori. Innanzitutto, l’accettazione dell’accordo deve essere conforme alla proposta fatta, la quale, peraltro, deve contenere tutti gli elementi essenziali del contratto. Per quanto riguarda la vendita internazionale, una proposta di contratto ha un valore di offerta a condizione che:

  • sia sufficientemente precisa, cioè indichi le merci o i servizi ed espressamente o implicitamente ne fissi, anche indirettamente, quantità e prezzo;
  • indichi la volontà del proponente di essere vincolato in caso di accettazione.

La proposta di contratto può essere revocata finché l’accordo non verrà concluso, a meno che la revoca arrivi al destinatario prima o contemporaneamente alla proposta.

Inoltre, affinché il contratto abbia validità ci deve essere una lecita causa ed un oggetto legittimo, possibile e determinato o determinabile. In altre parole, e per essere più chiari, non è possibile vendere:

  • un bene la cui esistenza non sia immaginabile in base allo sviluppo tecnologico del momento in cui viene stipulato un contratto (si pensi agli «unguenti miracolosi» che si trovano su qualche sito Internet);
  • beni che la legge definisce fuori commercio, quali gli organi umani o i beni demaniali;
  • armi a chi non possiede il permesso di usarle;
  • qualcosa di indeterminato come nel caso di imprecisati spazi pubblicitari di uno dei contraenti.

Contratto telematico: la forma

Il Codice dell’amministrazione digitale prevede che il contratto telematico sottoscritto con firma digitale si presume riconducibile al titolare del dispositivo di firma e soddisfa il requisito della forma scritta, anche nei casi previsti a pena di nullità, ed è efficace quanto una scrittura privata. La firma digitale basata su un certificato elettronico revocato, scaduto o sospeso equivale a mancata sottoscrizione.

Contratto telematico: gli obblighi informativi dopo la conclusione

Quando il contratto telematico è stato firmato, il venditore o prestatore di servizi deve fornire obbligatoriamente alla controparte, senza ingiustificato ritardo e sempre per via telematica:

  • il riepilogo delle condizioni generali e particolari applicabili al contratto;
  • le informazioni relative alle caratteristiche essenziali del bene o del servizio;
  • l’indicazione dettagliata del prezzo, dei mezzi di pagamento, del recesso, dei costi di consegna e dei tributi applicabili.

La norma precisa che il suddetto obbligo di informativa può essere derogato, per accordi tra le parti, solo nel Business to business (B2B), cioè nei contratti tra imprese e nei contratti conclusi esclusivamente mediante scambio di messaggi di posta elettronica o comunicazioni individuali equivalenti (ad esempio, messaggi di WhatsApp).

Contratto telematico: il riepilogo dei contenuti

Ecco, in sintesi, caratteristiche e contenuti che non devono mancare in un contratto telematico:

  • definizione dell’oggetto del contratto;
  • definizione delle modalità di consegna, tenuto conto della suddivisione dei costi, degli oneri e dei rischi connessi al trasporto della merce;
  • definizione del tempo di consegna (consigliabile prevedere una clausola penale per gli eventuali ritardi e per altri possibili inadempimenti);
  • definizione delle condizioni di garanzia, stabilendo durata, procedura e termine per la denuncia dei difetti, modo in cui il venditore si impegna a risolvere il problema (riparazione, sostituzione, sconto, rimborso), eventuali franchigie e limiti di responsabilità;
  • definizione del prezzo e delle modalità di pagamento.

note

[1] Art. 1321 cod. civ.

[2] D.lgs. n. 70/2003 attuativo della direttiva europea 2000/31/CE.

[3] D.lgs. 82/2005.

[4] Art. 1326 cod. civ.


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