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Se la banca o la Posta paga un assegno con firma falsa, chi ne risponde?

3 Luglio 2014
Se la banca o la Posta paga un assegno con firma falsa, chi ne risponde?

Necessaria la diligenza media nell’accertare il tratto indeciso e poco fermo del firmatario del titolo.

Di chi è la responsabilità se la tua banca o l’ufficio postale dove hai il conto pagano un tuo assegno smarrito o sottratto, sul quale qualcuno ha falsificato la firma?

Tutto dipende da come è stata posta tale sigla e se la falsificazione sia riconoscibile ad occhio nudo. Le specifiche linee guida di comportamento, per casi come questi, sono state fornite dalla Cassazione in una sentenza di ieri [1].

Secondo i giudici, per stabilire se l’istituto di credito sia responsabile o meno nell’aver pagato un titolo con firma “taroccata”, bisogna verificare se quest’ultima sia irregolare (per esempio, nel caso di un tratto di penna poco deciso e tremulo) o se tra la firma del legittimo titolare e quella falsificata vi sia una difformità chiaramente riscontrabile (come per diversità di calligrafica, cancellature e apposizione della stessa nello spazio sbagliato). In caso di pagamento, è responsabile l’istituto di credito o la Posta: ad essi, infatti, la legge richiede sempre l’utilizzo di una diligenza media per rilevare, ad occhio nudo, l’alterazione del titolo.

Attenzione: “occhio nudo” non vuol dire “a prima vista”. Sebbene non sia richiesto, infatti, al cassiere l’utilizzo di strumenti tecnici particolari per verificare la falsificazione, quest’ultimo, comunque, è tenuto a prestare la dovuta attenzione nel confrontare la firma lasciata dal cliente all’atto dell’apertura del conto e quella invece riscontrata sul titolo portato per l’incasso.

È oramai costante l’orientamento dei giudici che, in ipotesi di pagamento di assegni a firma apocrifa, ritengono che sussista la responsabilità dell’intermediario finanziario se tale alterazione sia rilevabile ad occhio nudo, in base alle conoscenze del soggetto professionale di diligenza media, senza dover mostrare le qualità di un esperto grafologo per rilevare la falsificazione [2].


note

[1] Cass. sent. n. 15145/14 del 2.07.2014.

[2] Cass. sent. n. 20282/2005.

Autore immagine: 123rf com


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