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Contratto non rispettato: come riavere i soldi

17 Novembre 2021
Contratto non rispettato: come riavere i soldi

Inadempimento contrattuale: azioni che può fare il creditore per recuperare il prezzo o l’anticipo già pagato. 

Può succedere di concludere un contratto con un’azienda che non rispetti gli impegni presi e che, dopo aver incassato il corrispettivo, sparisca o procrastini i tempi di adempimento. In questi casi, l’interesse è duplice: da un lato liberarsi di qualsiasi obbligo ancora pendente con l’altra parte e, dall’altro, recuperare l’anticipo. Cosa prevede la legge in ipotesi del genere? Se c’è un contratto non rispettato come riavere i soldi?

La questione, sotto un profilo legale, è estremamente banale ma, sotto un aspetto pratico, può risultare assai complessa. Cercheremo di spiegare il perché qui di seguito. 

Cosa fare se un contratto non viene rispettato?

Se un contratto non viene rispettato siamo in presenza di un illecito civile e non penale. Non è quindi possibile presentare una denuncia o una querela, a meno che il comportamento della controparte non sia stato fraudolento (di tanto parleremo in seguito). Dunque, l’unica soluzione è farsi assistere da un avvocato e avviare una causa dinanzi al giudice civile per ottenere una sentenza che accerti l’inadempimento contrattuale dell’avversario. Anche una volontà espressa, manifestata da quest’ultimo, di non avere alcuna intenzione di adempiere al contratto (per antipatia o contrasti di vario tipo) o il semplice fatto di far perdere le tracce di sé, scomparendo e non rispondendo al telefono e alle raccomandate, rientra nell’ambito dell’illecito civile ossia dell’inadempimento contrattuale.

In ipotesi di questo tipo, si procede con la notifica di un atto processuale con l’invito a comparire innanzi al tribunale. 

La parte attrice – colui cioè che agisce – anticipa le spese processuali che poi può recuperare se il giudice condanna l’avversario al rimborso delle stesse, comprensivo dell’onorario dell’avvocato.

Chi agisce deve procurarsi le prove di ciò che afferma. Si può avviare la causa anche per un contratto concluso verbalmente; in questo caso, le prove potranno essere costituite, ad esempio, dalle testimonianze, dal versamento dell’acconto o del prezzo, dallo scambio di e-mail, sms o messaggi WhatsApp, dall’inizio di esecuzione della prestazione e così via.

Le prove devono essere rivolte a dimostrare:

  • l’esistenza del contratto;
  • il pagamento del prezzo;
  • eventualmente, gli ulteriori danni subiti. 

Come recuperare i soldi di un contratto non rispettato

Una volta accertata l’esistenza del contratto, il giudice condanna la parte inadempiente a restituire le somme già incassate e, se c’è la prova del danno, anche al risarcimento. 

La sentenza di condanna va notificata all’avversario insieme a un’intimazione di pagamento chiamata atto di precetto. La notifica viene curata dall’avvocato per il tramite della Pec oppure dell’ufficiale giudiziario.

La controparte ha 10 giorni di tempo per adempiere. Se non lo fa, si procede con il pignoramento dei beni.

A tal fine è necessario individuare quali beni aggredire. Se non si dispone di notizie, si può consultare l’anagrafe tributaria dell’Agenzia delle Entrate che offre informazioni molto dettagliate anche in merito ad eventuali conti correnti del debitore.

Se il debitore non ha beni pignorabili non si può fare nulla se non rinnovare la richiesta di pagamento prima del decorso di dieci anni sperando che, in futuro, le sue condizioni economiche mutino. Se decorrono più di 10 anni invece si verifica la prescrizione e non è più possibile fare alcunché. 

Se il debitore dovesse morire, si può agire contro gli eredi che avranno accettato l’eredità.

Quando è reato non rispettare un contratto

Si è detto in apertura che è possibile denunciare la controparte solo se all’inadempimento si aggiunge un comportamento fraudolento rivolto cioè a realizzare una truffa. La truffa richiede un inganno ossia un atteggiamento malizioso volto a modificare la realtà o a nascondere artificiosamente alcuni elementi essenziali. Si pensi al caso di chi crea un sito online fingendo di avere un magazzino con merce in vendita di cui invece non ha la disponibilità. Oppure si pensi a chi alteri un certificato per dimostrare di avere una licenza che in realtà non possiede. In tali casi, siamo in presenza di un reato dinanzi al quale si può procedere innanzi alla polizia o ai carabinieri. 



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