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Illecita la veranda senza il consenso degli altri condomini

3 Luglio 2014
Illecita la veranda senza il consenso degli altri condomini

Da demolire la veranda che altera l’uso della parte comune (una parte della facciata dell’edificio) costruita senza il consenso di tutti i condomini.

Commette illecito il condomino che costruisce una veranda sulla sua proprietà esclusiva, ma sfruttando, come quarta parete, una sezione della facciata dell’edificio condominiale. Infatti, perché la costruzione di un’opera del genere possa salvarsi dall’ordine di demolizione del giudice, in quanto lesiva del decoro architettonico, deve essere approvata da tutti i condomini.

Il manufatto che sfrutti una parete del fabbricato come lato di appoggio non può considerarsi come una miglioria o innovazione dello stabile, ma solo un illecito uso di una parte di proprietà comune (la facciata dell’edificio): un uso, peraltro, che, oltre ad alterare il decoro estetico del palazzo, si risolve in un beneficio esclusivo per il singolo proprietario e non per quello collettivo. Sicché, per poter agire in modo lecito, è necessario ottenere il preventivo consenso di tutti gli altri proprietari. In mancanza di esso, scatta la condanna ad abbattere il manufatto e a risarcire il danno al condominio, anche se la veranda ha già ricevuto il condono da parte delle pubbliche autorità.

È questo l’orientamento del Tribunale di Ancora in una recente sentenza [1] che ha ordinato la demolizione di una veranda in muratura, con infissi in alluminio, chiusa su tre lati e posizionata, da un condomino, all’esterno del proprio appartamento sito al piano terreno: l’opera andava a sfruttare e alterare parti condominiali violando palesemente il decoro architettonico dello stabile.

Il giudice dovrà comunque effettuare una valutazione caso per caso, per verificare se la veranda oggetto della contestazione possa considerarsi quale innovazione diretta al miglioramento o all’uso più comodo delle cose comuni o, invece, sia solo finalizzata a una maggiore utilità per il singolo condomino.

Insomma, il fatto che il manufatto risulti costruito soltanto su proprietà esclusiva del condomino interessato, non è un motivo per ritenere lecita l’opera. I diritti di ciascun proprietario, infatti, non possono risolversi in una limitazione dei diritti degli altri condomini.

Infatti, in base alla nostra legge, il proprietario di ogni singolo piano di un edificio ha diritto di affacciarsi dalle proprie finestre o balconi in modo da poter vedere fino alla base dell’edificio stesso (cosiddetto diritto di “veduta in appiombo”). Egli, di conseguenza, può opporsi alla costruzione di opere, da parte di altri condomini siti nei piani più bassi, che ostruiscano tale veduta (per es., un pergolato realizzato a copertura del terrazzo del rispettivo appartamento, una mansarda, ecc.).

Di certo, il muro perimetrale di un edificio condominiale può essere utilizzato dal singolo condomino per il migliore godimento della parte di edificio di sua proprietà esclusiva, ma non può essere invece utilizzato, senza il consenso di tutti i condomini, per l’utilità di un altro immobile di sua esclusiva proprietà, in quanto ciò implica la costituzione di una servitù in favore di un bene estraneo al condominio (la mansardina).


note

[1] Trib. Ancona, sent. n. 27/2014.


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