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Eccezione di litispendenza

2 Febbraio 2022 | Autore:
Eccezione di litispendenza

In un processo civile, una parte o il giudice possono rilevare la pendenza della stessa causa dinanzi a giudici diversi.

Nel diritto processuale civile, il termine litispendenza viene adoperato per indicare due diverse situazioni. In pratica, può essere utilizzato in riferimento alla pendenza di una lite, cioè al momento in cui essa inizia, cominciando, quindi, a rilevare per le parti o per il giudice. In tal senso, può costituire litispendenza la data della notifica della citazione oppure di qualsiasi altro atto che interrompe la prescrizione del diritto. Altresì, detto termine può essere utilizzato per indicare l’ipotesi in cui una medesima causa pende dinanzi a due giudici diversi. Quando si verifica tale situazione il convenuto può sollevare, nella comparsa di costituzione e risposta, la cosiddetta eccezione di litispendenza [1].

In generale, nel processo civile, per eccezione deve intendersi qualsiasi richiesta che abbia la funzione di contrastare la domanda del soggetto che ha dato inizio alla causa (attore), proponibile in primo luogo da chi è stato chiamato in giudizio (convenuto). L’ordinamento può stabilire che un’eccezione, oltre ad essere proposta da una parte, sia anche rilevabile d’ufficio: in tal caso, si parla di eccezione in senso lato.

L’eccezione di litispendenza è un’eccezione in senso lato in quanto, oltre ad essere proposta dal convenuto, è rilevabile dal giudice in ogni stato e grado del procedimento. Inoltre, rientra tra le eccezioni processuali di rito, cioè quelle finalizzate a contestare la validità di un atto processuale, facendo in tal modo scattare il dovere del giudice di pronunciarsi sulle stesse.

Cos’è la litispendenza?

La litispendenza è quella particolare situazione processuale che si verifica quando la stessa causa pende in due distinti processi.

Si può parlare di stessa causa quando vengono proposte davanti a giudici diversi due cause aventi lo stesso oggetto o gli stessi soggetti, le quali si identificano per la medesima ragione dell’azione dedotta in giudizio (causa petendi) e per l’identico oggetto della domanda (petitum).

Se uno solo di questi tre elementi, cioè soggetti, causa petendi e petitum, è diverso, non si avrà litispendenza.

Con riferimento alla causa petendi la giurisprudenza ha chiarito che l’identità di causa sussiste se è relativa al fatto costitutivo del diritto che viene fatto valere in giudizio mentre va esclusa se vi sono più domande inerenti a un identico rapporto giuridico intercorso tra le parti ma che si fonda su fatti costitutivi non collegati tra di loro neppure da un nesso di dipendenza.

Per quanto attiene all’identità dei soggetti, è stato precisato che non assume rilievo il loro mutamento a seguito di successione mortis causa.

Com’è disciplinata la litispendenza?

L’istituto della litispendenza rientra tra quegli strumenti che il processo civile prevede per realizzare il coordinamento delle decisioni in modo da evitare che si determini un contrasto di giudicati.

A tale scopo, l’articolo 39 del Codice di procedura civile dispone che al verificarsi di una situazione di litispendenza, va avanti il processo che si è instaurato per primo.

Il criterio per stabilire quando una causa è stata promossa prima di un’altra è il cosiddetto criterio della prevenzione, che consiste principalmente nell’anteriorità della notifica della citazione a prescindere dalla validità della stessa e dal regolare instaurarsi del contraddittorio.

Nel caso in cui la notifica sia avvenuta nello stesso giorno, si ha riguardo alla data di comparizione più vicina. Inoltre, nell’ipotesi di giudizio promosso mediante ricorso, si deve avere riguardo alla data di deposito del ricorso stesso [2].

Se si tratta di un procedimento per decreto ingiuntivo rileva la data della notifica del ricorso e del decreto ingiuntivo in calce al primo.

Pertanto, se una stessa causa è proposta davanti a giudici diversi, quello adito per secondo deve dichiarare la litispendenza con ordinanza, in ogni stato e grado del giudizio, e disporre la cancellazione della causa dal ruolo. Verificata dunque la prevenzione dell’altra causa, il giudice adito per secondo rigetta la domanda in rito senza che sia possibile la riassunzione avanti al giudice adito per primo.

Solo se i due processi pendono davanti al medesimo ufficio giudiziario deve esserne ordinata, anche d’ufficio, la riunione [3].

L’ordinanza che decide sulla questione di litispendenza è equiparata a quella avente ad oggetto la competenza in senso stretto e può essere impugnata solo con regolamento di competenza in quanto presuppone implicitamente la competenza di entrambi i giudici [4].

Nel caso in cui verrà individuata la litispendenza, le cause verranno riunite e il giudizio proseguirà non necessariamente dinanzi al giudice adito per primo ma a quello che risulterà competente a decidere entrambe.


MODULO COMPARSA DI COSTITUZIONE E RISPOSTA CON ECCEZIONE DI LITISPENDENZA EX ART. 167 C.P.C.

Tribunale Civile di __________

Comparsa di costituzione e di risposta

Per il Sig. _______, nato a ________ il _____, residente in ________, via ______, codice fiscale _________, rappresentato e difeso nel presente giudizio in virtù di procura in calce al presente atto, dall’Avv._______, codice fiscale_______, presso il cui studio in ________, via_________ è elettivamente domiciliato, il quale ai sensi dell’art. 133, comma 3, e 134, comma 3, c.p.c. dichiara di volere ricevere comunicazioni all’indirizzo pec_______ o al numero di tel/fax__________

Convenuto

Contro

Il Sig.________, codice fiscale ______, domiciliato in _____, via __, rappresentato e difeso dall’Avv. ________, codice fiscale ___________

Attore

* * * * * * * * * * * *

Con atto di citazione ritualmente notificato in data ______, il Sig.____ conveniva in giudizio il Sig._______, dinanzi all’intestato Tribunale, per sentire accogliere le seguenti conclusioni: ___________.

Assumeva parte attrice, con l’atto introduttivo del giudizio, che parte convenuta ____________

Dichiarava, inoltre, l’attore che ______________

Tutto ciò premesso con il presente atto si costituisce ritualmente in giudizio l’istante come in epigrafe rappresentato e difeso dal sottoscritto procuratore.

Preliminarmente si rileva la pendenza di una identica causa intentata dal Sig.______ contro _______ dinanzi al _______Tribunale Civile di _________.

Si depositano l’atto introduttivo del primo giudizio e la documentazione allegata a detta causa.

Dall’esame delle due domande proposte nei due differenti giudizi è evidente la identità nelle persone, nel petitum e nella causa petendi.

Sussiste pertanto nella fattispecie litispendenza ai sensi e per gli effetti dell’art. 39 c.p.c.

La parte convenuta eccepisce, inoltre, con riferimento alle eccezioni processuali e di merito non rilevabili di ufficio quanto segue __________.

Nel merito la domanda è comunque infondata in fatto e in diritto e, pertanto, deve essere respinta.

L’attore assume con l’atto introduttivo circostanze non esatte, essendo vero che _________.

È del tutto priva di qualsiasi fondamento la domanda formulata nei confronti del convenuto per i motivi suesposti.

Tutto quanto sopra premesso il Sig.__________come in epigrafe rappresentato e domiciliato rassegna così le proprie

CONCLUSIONI

Voglia l’On.le Tribunale adito, respinta ogni ulteriore e difforme istanza:

  • in via preliminare accogliere tutte le eccezioni rilevate in premessa ed in particolare dichiarare la litispendenza e disporre la cancellazione dal ruolo della presente causa;
  • nel merito, rigettare la domanda attrice perché infondata in fatto e in diritto con conseguente condanna al pagamento delle spese, competenze e onorari del presente giudizio.

In via istruttoria chiede l’ammissione dei seguenti mezzi:_________.

Luogo e data ________

Avv. ______

note

[1] Art. 167 cod. proc. civ.

[2] L. n. 69/2009.

[3] Art. 273 cod. proc. civ.

[4] Art. 42 cod. proc. civ.


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