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Dichiarazioni dei redditi e studi di settore: adeguarsi a Gerico premia

4 Luglio 2014
Dichiarazioni dei redditi e studi di settore: adeguarsi a Gerico premia

Per i versamenti di Unico occorre scegliere se allinearsi o meno agli studi di settore; ridotte possibilità e termini per l’accertamento.

Nell’imminenza della scadenza dei versamenti di Unico 2014 del 7 luglio occorre effettuare le ultime scelte dichiarative tra le quali l’opzione se adeguarsi o meno alle stime degli studi di settore è una delle più delicate. Quest’anno imprese e professionisti alle prese con Gerico hanno avuto a disposizione più tempo per metabolizzare i risultati scaturiti dalle elaborazioni, visto che il software è stato reso disponibile con un certo anticipo rispetto agli anni scorsi.

Rischio accertamento

L’adeguamento al dato puntuale rimuove il rischio che l’Agenzia possa procedere con un accertamento presuntivo basato sullo strumento standardizzato.

Lo spontaneo allineamento dei ricavi o dei compensi contabili a quelli standard attesi dal fisco, quindi, inibisce un’eventuale controllo basato sull’applicazione degli studi di settore e colloca il contribuente tra quelli congrui.

La scelta sul come procedere va ponderata valutando il grado di tenuta della posizione contabile del soggetto in contrapposizione con la stima operata dallo studio di appartenenza.

In presenza di situazioni straordinarie e/o particolari, l’eventuale non congruità potrà essere giustificata dal contribuente in un eventuale contraddittorio e quindi l’adeguamento in dichiarazione potrà essere evitato. In questi casi, peraltro, è suggeribile anticipare le spiegazioni alle Entrate utilizzando lo spazio annotazioni sul modello o l’apposito canale telematico aperto per questo fine.

Ove non vi siano evidenze e condizioni particolari da apprezzare, invece, è chiaro che la posizione presenterà maggiori ambiti di rischio in caso di controllo.

L’esperienza insegna che spesso gli uffici, in presenza di imprese individuali, società di persone e lavoratori autonomi, tendono a puntellare la ricostruzione presuntiva di Gerico, evidenziando in atto anche la scarsa attendibilità reddituale complessiva del soggetto in relazione al suo tenore di vita. Introducono cioè, come elemento rafforzativo della tenuta probatoria dello studio di settore, una sorta di embrione di redditometro. In situazioni particolari e in via prudenziale, quindi, la scelta se procedere o meno all’adeguamento può essere consigliabile venga effettuata tenendo anche conto della situazione reddituale complessiva del contribuente.

Le società di comodo

L’adeguamento è sempre più spesso apprezzato anche per eliminare i rischi che potrebbero scaturire dall’applicazione del regime previsto per le società di comodo. La congruità della società, infatti, anche se raggiunta per adeguamento ove abbinata però con la coerenza degli indici, consente di fruire della causa di esclusione prevista dal n. 6-sexies dell’articolo 30 della legge 724/94. In pratica, adeguandosi si può sfuggire a un regime presuntivo che potrebbe portare a conseguenze molto più penalizzanti rispetto al costo che scaturisce dai maggiori ricavi stimati da Gerico.

 

La norma premiale

Tra i vantaggi che possono derivare dalla scelta di adeguamento al dato puntuale di Gerico vi è anche quello di potersi avvalere del regime premiale introdotto dall’articolo 10 de Dl 201/2011. In pratica i soggetti che rientrano tra i destinatari del bonus (per il periodo 2013 individuati dal provvedimento 85733/2014) e che presentano la condizione di congruità e coerenza possono fruire di tre vantaggi: la preclusione degli accertamenti basati su presunzioni semplici in tema di imposte dirette e Iva; la riduzione di un anno dei termini per l’accertamento; l’aumento da 1/5 a 1/3 dello scostamento reddituale consentito ai fini dell’applicazione del redditometro. Difficilmente la scelta se procedere o meno all’adeguamento in dichiarazione è dettata dall’obiettivo del premiale che diventa un vantaggio incidentale nei rari casi in cui si realizzano le condizioni previste dalla legge.



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