La sanzione sui Pos è ancora possibile

4 Luglio 2014
La sanzione sui Pos è ancora possibile

Prima uscita pubblica del neodirettore dell’Agenzia delle Entrate Orlandi che rilancia sul Pos.

Non ha perso occasione per far parlare subito di sé il nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, nella sua prima uscita pubblica, intervenendo su uno dei temi più caldi del momento: l’obbligo, per professionisti e aziende, di munirsi di POS (o altri sistemi che garantiscano il pagamento con carte di debito).

Secondo il nuovo capo delle Entrate, la nuova norma necessita di un correttivo da parte del Parlamento, affinché venga munita di sanzione in caso di mancato adeguamento da parte del professionista, artigiano o commerciante, sanzione che – per come ormai noto – il testo originario di legge non prevede.

“Credo ci voglia una scelta politica aggiuntiva rispetto a uno strumento che per ora è solo di moral suasion”, ha detto Orlandi.

Dunque, la riforma tanto agognata dal governo precedente – il quale, intendendo rendere obbligatori i pagamenti superiori a 30 euro con Pos a semplice richiesta del cliente, si proponeva di ridurre il rischio evasione – non è mai divenuta efficace.

Di fatto, però, le critiche contro il nuovo sistema, che avrebbe aumentato i costi per i professionisti e le micro aziende – già soffocati dalla crisi – e sarebbe divenuto un ulteriore regalo alle lobby bancarie è stato così aspramente criticato da costringere il ministero a fare marcia indietro, abbracciando l’interpretazione restrittiva fornita dal Consiglio Nazionale Forense (leggi l’articolo “Il Pos non è (più) obbligatorio: parola di MEF”).

L’intervento del neodirettore sull’obbligo del Pos non ha mancato, però, di suscitare polemiche tra politici e operatori. Questi ultimi, come il responsabile fiscale della Confartigianato, Andrea Trevisani, precisano che “le informazioni di cui oggi dispone l’Amministrazione finanziaria, a cominciare dalla banca dati delle movimentazioni finanziare, rappresentano uno straordinario bagaglio di conoscenze che permette un’efficace contrasto all’evasione”. Come dire: le Entrate hanno già sufficienti strumenti per il contrasto all’evasione da non aver bisogno di sobbarcare di ulteriori oneri gli esercenti.

“Siamo disposti a collaborare per recuperare l’evasione fiscale. Ma più le regole sono complicate, più quest’ultima aumenta” ha detto Vilma Iaria, presidente dell’ Associazione dottori commercialisti.



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