Addio aggio sulle cartelle: cosa pagherà il contribuente?

18 Novembre 2021
Addio aggio sulle cartelle: cosa pagherà il contribuente?

Agenzia Entrate Riscossione non potrà più chiedere gli oneri di riscossione: cartelle più leggere. 

Cartelle esattoriali più leggere. Dal 1° gennaio 2022 scompare la voce «aggio», meglio detta «oneri di riscossione», attualmente pari complessivamente al 6%. Per il contribuente significa un peso in meno da pagare. Del resto, non c’era chi aveva già criticato il sistema: da quando l’Esattore non è più una società privata ma un ente pubblico – passaggio formalizzato con la cremazione di Equitalia e la nascita di Agenzia Entrate Riscossione – era venuta meno la scusa per prelevare un contributo a titolo di corrispettivo per la riscossione. E con la legge di bilancio 2022 quest’ultimo gradino viene formalizzato e reso definitivo: il finanziamento del costo della riscossione coattiva va a carico del bilancio statale. In pratica, lo pagheremo tutti noi contribuenti comunque, non quando andremo a pagare la cartella, ma con le tasse. 

A minare la legittimità dell’aggio era scesa in campo anche la Corte Costituzionale, con la sentenza 120/2021. Da un lato, la Corte aveva rilevato che l’aggio di riscossione non ha carattere propriamente retributivo del servizio ma ha la funzione di finanziare il costo del sistema pubblico di riscossione. La quota di spesa più elevata è rappresentata dalle inesigibilità, imputabili ai debitori inadempienti.

Il punto, però, è che, rispetto al totale dei carichi annui affidati all’agente della Riscossione, questi ne riscuote solo il 13% circa. Ne consegue che il finanziamento della riscossione coattiva viene a gravare su una minoranza di debitori inadempienti. Così, la Corte conclude che un simile assetto si rivela in contrasto con la Costituzione, in particolare, sotto il profilo della violazione del principio di solidarietà, previsto dall’articolo 2.

Non potendo però la Consulta emettere sentenze che creino norme nuove ha rigettato la questione lasciando la patata bollente al Parlamento. Nasce da qui il testo della legge di Bilancio 2022 che, a partire dagli affidamenti eseguiti dal 1° gennaio prossimo, prevede la cancellazione dell’aggio in capo al debitore.

Siamo abituati al fatto che, quando esce qualcosa dalla porta, ritorna immancabilmente dalla finestra. Ed allora è legittimo chiedersi: se scompare l’aggio sulle cartelle esattoriali cosa pagheremo in più? Nulla. Il contribuente si vedrà addebitate – come del resto già in passato – solo le spese vive come, ad esempio, le spese di notifica di cartelle e successivi atti di riscossione da determinarsi in misura fissa con un prossimo decreto ministeriale.  

Resteranno inoltre le spese relative alle procedure esecutive e cautelari.

Nei riguardi degli enti creditori diversi dallo Stato, si annuncia l’applicazione di una quota da determinarsi, in caso di affidamento successivamente annullato totalmente o parzialmente per sgravi. Sempre a carico degli stessi enti è stabilito l’addebito di un aggio dell’1% delle somme riscosse. Per il resto, il finanziamento della riscossione coattiva diventa di competenza del bilancio dello Stato.

La stessa legge di bilancio 2022 stabilisce una nuova importante novità: traccia la strada verso l’accorpamento di Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader) nell’agenzia delle Entrate, attraverso un sistema di governance con più poteri di controllo della seconda sulla prima.

 



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