Il bonus asilo e baby sitter passa da 300 a 600 euro

5 Luglio 2014
Il bonus asilo e baby sitter passa da 300 a 600 euro

Agevolazioni per asili nido e baby sitter: dopo il flop del 2013, il voucher introdotto dalla riforma Fornero sarà modificato.

Più ricco, più semplice, più accessibile. Dopo il flop dell’anno scorso il voucher per pagare asili nido o baby sitter previsto dalla riforma Fornero del 2012 [1] sarà presto rinnovato.

Le modifiche a cui sta lavorando il ministero del Lavoro prevedono:

1. l’estensione della fruibilità del bonus alle dipendenti del pubblico impiego;

2. l’incremento dell’importo mensile del voucher, che passerà da 300 a 600 euro;

3. la possibilità di richiedere il contributo entro il 31 dicembre, eliminando quindi il bando a tempo limitato utilizzato nella prima edizione.

In base a quanto previsto dalla legge [1], una madre lavoratrice, in alternativa al congedo parentale, può chiedere di ricevere un voucher di importo mensile di 300 euro per un massimo di 6 mesi con cui pagare la retta degli asili nido accreditati o la baby sitter.

A copertura dell’operazione sono stati stanziati 20 milioni di euro all’anno dal 2013 al 2015. L’anno scorso, però, come confermato dal ministero del Lavoro, meno di 4mila madri hanno sfruttato questa possibilità e sono stati utilizzati circa 5 milioni di euro.

Ciò a fronte delle difficoltà di conciliare famiglia e lavoro da parte delle neo-mamme:

“Quasi il 43% delle donne con figli piccoli – ha commentato Teresa Bellanova, sottosegretario al Lavoro con la delega alle pari opportunità e conciliazione – lamenta la difficoltà di tenere insieme lavoro e maternità. È evidente l’urgenza di mettere a disposizione delle donne servizi e forme di sostegno tarate sulle effettive esigenze delle famiglie, che siano efficaci”.

Da qui la decisione di rivedere le regole del bonus, tramite un decreto ministeriale che dovrebbe vedere la luce a breve. “Stiamo lavorando perché la misura così modificata sia operativa nel più breve tempo possibile – ha affermato Bellanova – e l’obiettivo è recuperare i fondi inutilizzati e reinvestirli per la stessa misura”.


note

[1] Legge 92/2012.

Autore immagine: 123rf com


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