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Fare pipì per strada è contro la pubblica decenza, anche se non la si trattiene più

29 gennaio 2012


Fare pipì per strada è contro la pubblica decenza, anche se non la si trattiene più

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 gennaio 2012



Fare la pipì per strada, anche se costretti da impellenti esigenze fisiologiche, può costare anche l’arresto.

La Cassazione, a più riprese, ha ricordato [1] che orinare in una via pubblica, quando l’atto sia visibile e percepibile da terzi, è infatti contrario alla pubblica decenza e quindi costituisce reato [2].

Non importa se in quel preciso luogo e momento non vi sia alcun’altro. È sufficiente che l’atto di “liberazione vescicale” sia solo potenzialmente visibile e percepibile da terzi.

Pertanto, se anche nessuno stia circolando per la via o sia affacciato alle finestre, se anche è notte e tutti dormono, la semplice e astratta possibilità di essere scoperti rende l’azione un illecito sanzionabile con l’arresto fino a un mese o l’ammenda da 10 a 206 euro.

La magistratura specifica che, solo se adottati opportuni accorgimenti (come l’essere accostati con discrezione a un muro, dare le spalle alla via, in ora notturna o l’essere coperti da autovetture in sosta [3]) l’azione non è più sanzionabile.

note

[1] Da ultimo, cfr. Cass. sent. n. 15678 del 25 marzo 2010 e sent. n. 45284 del 25 ottobre 2005.

[2] Art. 726: contravvenzione per “atti contrari alla pubblica decenza”.

[3] Trib. Como sent. 3 ottobre 2007; Pret. Vasto, sent. 13 febbraio 1981; Trib. La Spezia, sent. n. 815 del 16 luglio 2011; G.d.P. Bassano del Grappa sent. n. 185/2009.

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