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Arresto: quando è illegale?

5 Febbraio 2022 | Autore:
Arresto: quando è illegale?

Quando si può privare della libertà personale una persona sorpresa nell’atto di commettere un reato? Cos’è la flagranza e come funziona?

L’arresto consiste in una temporanea privazione della libertà personale. Chi è arrestato viene portato via dalle forze dell’ordine e condotto davanti all’autorità giudiziaria. In presenza di gravi indizi di colpevolezza e di specifiche esigenze cautelari, l’arresto potrebbe essere solo l’inizio di un lungo periodo durante il quale la persona accusata di un reato dovrà rinunciare alla libertà di cui godeva prima. Proprio perché si tratta di una misura di estrema importanza, con questo articolo vedremo quando è illegale l’arresto.

Fin da subito va detto che non ci occuperemo solo dell’ipotesi di reato che prende appunto il nome di arresto illegale, bensì di ogni caso in cui la polizia erroneamente procede a privare della libertà personale una persona sospettata di reato. Per legge, infatti, si può procedere all’arresto soltanto in determinate circostanze, in mancanza delle quali la misura sarebbe illegittima. Vediamo dunque quando l’arresto è illegale.

Arresto: cos’è?

L’arresto è una misura adottata dalla polizia giudiziaria quando una persona è colta in flagranza di reato. Cosa significa? Vuol dire che è possibile arrestare solamente il soggetto che è sorpreso nell’atto di commettere un delitto.

Tizio viene avvistato dalla polizia mentre si intrufola in un appartamento scavalcando la finestra.

Quasi flagranza: cos’è?

Secondo la legge, equiparata alla flagranza è la quasi flagranza di reato. Cosa significa?

Si trova in quasi flagranza chi:

  • subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia, dalla persona offesa o da altre persone;
  • è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.

Caio rincasa e scopre che gli hanno rubato un prezioso orologio. Immediatamente, chiama i carabinieri segnalando il furto e dicendo di aver visto una persona sospetta che scendeva le scale mentre lui le saliva per rientrare. Le forze dell’ordine intervengono subito e fermano l’uomo oggetto della segnalazione, trovandogli addosso l’orologio rubato.

In pratica, si ha quasi flagranza quando una persona non è colta proprio nell’atto di compiere il delitto ma, a causa di circostanze univoche, è chiaro che l’abbia commesso poco prima.

In sintesi:

  • nel caso di persona colta con le mani nel sacco si parlerà di flagranza vera e propria;
  • quando, invece, il reo è scoperto subito dopo oppure è inseguito, si parla di quasi flagranza.

In entrambi i casi, comunque, è possibile procedere all’arresto.

Flagranza differita: cos’è?

Oltre alla flagranza di reato e alla quasi flagranza, la legge prevede anche alcune ipotesi di flagranza differita, che si ha ogni volta che l’autore di un reato viene scoperto a commettere il fatto attraverso riprese video o fotografiche e si procede al suo arresto non oltre le trentasei ore dal fatto.

L’ipotesi di flagranza indiretta è prevista dalla legge che disciplina la tutela nello svolgimento delle manifestazioni sportive. Facciamo un esempio.

Francesco, allo stadio per seguire una partita di calcio, promuove una rissa che coinvolge numerose persone, provocando anche lesioni personali. Grazie ai sistemi di videosorveglianza, viene individuato nel giro di poche ore e, sebbene il fatto sia oramai già avvenuto, potrà comunque essere raggiunto dalla polizia per essere arrestato, purché non si superino le trentasei ore dal reato.

Arresto: quando è obbligatorio?

Per legge, l’arresto è obbligatorio (e non lascia dunque margine di discrezionalità alla polizia) quando il colpevole è sorpreso in flagranza di un reato particolarmente grave.

Per la precisione, va sempre arrestato chiunque è colto in flagranza di un delitto doloso, anche solo tentato, per il quale la legge stabilisce:

  • la pena dell’ergastolo;
  • la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni.

Inoltre, l’arresto è sempre obbligatorio, a prescindere dalla pena, per una serie di delitti che la legge ritiene particolarmente gravi, come ad esempio il furto in abitazione o il furto con scippo, la rapina, l’estorsione e lo spaccio di droga.

Arresto: quando è facoltativo?

L’arresto è invece facoltativo, nel senso che la polizia può procedervi solo se ritiene il fatto particolarmente grave o il suo autore particolarmente pericoloso, quando il colpevole è colto in flagranza di:

  • un delitto doloso, anche solo tentato, per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni;
  • un delitto colposo, per cui la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni.

Inoltre, a prescindere dalla pena, la polizia può procedere ad arresto facoltativo in presenza di alcuni specifici reati, come ad esempio in caso di furto, di violazione di domicilio, di appropriazione indebita e di truffa.

Volendo semplificare al massimo, possiamo dire che l’arresto obbligatorio è previsto per i reati gravi, mentre l’arresto facoltativo per i reati meno importanti.

Chi può arrestare?

Come regola, solamente gli agenti e gli ufficiali di polizia giudiziaria possono procedere all’arresto in flagranza: si pensi ai carabinieri, ai poliziotti, ecc.

Eccezionalmente, solo nelle ipotesi di arresto obbligatorio (cioè, di arresto per delitti particolarmente gravi), ogni persona è autorizzata a procedere all’arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili di ufficio. La persona che ha eseguito l’arresto deve senza ritardo consegnare l’arrestato alla polizia giudiziaria.

Arresto: cosa succede dopo?

In estrema sintesi, la persona arrestata deve essere messa immediatamente a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Innanzitutto, le forze dell’ordine che hanno eseguito l’arresto provvedono a darne notizia all’avvocato di fiducia e al pubblico ministero (pm).

Entro quarantotto ore dall’arresto il pm, qualora non debba ordinare l’immediata liberazione dell’arrestato (cosa che avviene nell’ipotesi di arresto illegale, come vedremo), richiede la convalida al giudice per le indagini preliminari.

Il giudice fissa l’udienza al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive dandone avviso al pubblico ministero e al difensore. I termini devono essere rispettati a pena di inefficacia dell’arresto.

Arresto: quando è illegale?

In quali casi l’arresto è illegale perché adottato in mancanza delle condizioni stabilite dall’ordinamento? Le ipotesi sono diverse. Analizziamole nei successivi paragrafi.

Arresto senza flagranza

Innanzitutto, l’arresto è illegale quando non c’è flagranza di reato né quasi flagranza. Ciò significa che è illegittima qualsiasi privazione della libertà personale che sia avvenuta a distanza di tempo dalla commissione del fatto (a meno che non sia ordinata direttamente dal giudice).

Ad esempio, è illegale l’arresto eseguito nei confronti di chi ha commesso un reato molte ore prima, nonostante la sua colpevolezza sia evidente perché è stato visto da tutti compiere il crimine.

Secondo la Cassazione [1], è illegale l’arresto effettuato dai carabinieri intervenuti su segnalazione della polizia municipale, se i carabinieri non avevano constatato di persona il reato e hanno proceduto all’arresto sulla base di quanto narrato dalla polizia locale.

Secondo la Suprema Corte, l’arresto presuppone sempre un’autonoma percezione dei fatti, ivi compresa la riferibilità all’autore, da parte di chi procede all’arresto.

Arresto per reati lievi

L’arresto è illegale se, pur essendoci la flagranza, si tratta di reato per il quale la legge non prevede affatto l’arresto. Ad esempio, non si può essere arrestati per diffamazione né per aver dato uno schiaffo a qualcuno, anche se tali condotte costituiscono reato.

In estrema pratica, l’arresto è illegale ogni volta che si procede per reati lievi, non gravi.

Arresto facoltativo del privato

L’arresto è illegale se è eseguito dal privato al di fuori dei casi in cui la legge lo consente.

Abbiamo detto che chiunque può procedere ad arrestare chi è colto in flagranza di reato, purché si tratti di arresto obbligatorio per delitti procedibili d’ufficio.

Di conseguenza, è illegale l’arresto del privato fatto nei confronti di chi ha commesso una truffa o una violazione di domicilio, in quanto in questi casi l’arresto è facoltativo e, quindi, è consentito solo alla polizia giudiziaria.

Arresto per reati procedibili a querela

L’arresto è illegale se effettuato per reati procedibili a querela di parte quando manca la querela della persona offesa.

Ad esempio, non si può arrestare lo stalker in quanto lo stalking è punibile (di norma) a querela della vittima; ugualmente, non si può procedere all’arresto in flagranza di violenza sessuale, perché anche questo reato è procedibile a querela di parte.

In tutti i casi di delitto perseguibile a querela, l’arresto in flagranza è legale solo se la querela viene proposta immediatamente dalla vittima, anche con dichiarazione orale resa alla polizia giunta sul posto. In mancanza, l’arresto è illegale.

Arresto illegale: cosa succede?

In caso di arresto illegale, l’autorità giudiziaria davanti a cui è condotto l’arrestato non potrà fare altro che ordinare l’immediata liberazione dello stesso.

Arresto illegale: quando è reato?

Al di fuori delle ipotesi viste sinora, l’arresto illegale è un reato punito con la reclusione fino a tre anni.

Nello specifico, la legge (art. 606 Cod. pen.) dice che questo delitto è commesso dal pubblico ufficiale che procede ad un arresto abusando dei suoi poteri.

La differenza rispetto ai casi analizzati in precedenza è che l’arresto illegale del pubblico ufficiale è un reato doloso, cioè commesso consapevolmente dal pubblico ufficiale (non dal privato, quindi) che abusa dei propri poteri per commettere una vera e propria prepotenza.

Si pensi al poliziotto che, approfittando della sua divisa e delle armi che ha con sé, ammanetti il conducente che ha parcheggiato in doppia fila: in un caso del genere, il pubblico ufficiale commette il reato di arresto illegale perché sa di privare illegittimamente un cittadino della sua libertà.

Al contrario, le ipotesi di arresto illegale viste in precedenza derivano da errori commessi nella valutazione della sussistenza dei requisiti dell’arresto, come la flagranza.


note

[1] Cass., sent. n. 54588 del 6 dicembre 2018.

Autore immagine: canva.com/


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