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Assenza del destinatario: quando la notifica è valida

19 Novembre 2021
Assenza del destinatario: quando la notifica è valida

La notifica degli atti tributari si considera perfezionata solo con la produzione dell’avviso di ricevimento.

Una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione [1] estende agli atti tributari la stessa disciplina in materia di notifiche nei procedimenti civili. Alla Corte era stato chiesto di pronunciarsi in merito al caso dell’assenza del destinatario: quando la notifica è valida?

Si parla, in questo caso, di irreperibilità relativa, quella cioè che si verifica quando il destinatario è momentaneamente assente al proprio indirizzo di residenza. Ebbene, secondo le Sezioni Unite, in questo caso la prova della notifica si può dare solo esibendo l’avviso di ricevimento. 

La vicenda parte dal ricorso di una contribuente che lamentava un vizio di notifica non avendo mai ricevuto la raccomandata relativa al deposito dell’atto tributario notificato, in sua temporanea assenza. I giudici di primo grado avevano respinto il ricorso ritenendo non necessaria al fine della dimostrazione del perfezionamento della notifica la produzione da parte del notificante anche dell’avviso di ricevimento della raccomandata sopra detta. 

In realtà, nella sentenza a Sezioni Unite qui in commento viene ribadito l’esatto contrario. Cerchiamo di spiegarci meglio.

La questione è la seguente: in caso di impossibilità di notifica dell’atto tributario per temporanea assenza del destinatario, ai fini della prova dell’avvenuto perfezionamento della notifica è sufficiente la semplice dimostrazione dell’avvenuta spedizione della raccomandata informativa (quella cioè con cui si avvisa il contribuente del tentativo di notifica e del deposito dell’atto stesso presso l’ufficio postale o presso la Casa Comunale) oppure è necessaria la produzione anche dell’avviso di ricevimento che attesta che la raccomandata è stata regolarmente ricevuta dal destinatario in quanto consegnato al suo indirizzo mettendolo nella concreta possibilità di venirne a conoscenza? La Corte ha optato per questa seconda soluzione risolvendo così il contrasto giurisprudenziale in corso.  

Secondo la Corte, ai fini della prova dell’avvenuta regolare notifica, non è sufficiente la produzione della spedizione della raccomandata che attesta l’avvenuto deposito in caso di mancata consegna ma occorre che sia pure prodotto l’avviso di ricevimento della raccomandata in questione da parte del destinatario. La decisione della Cassazione è basata su di una lettura orientata in senso costituzionale, ciò significa che si è affermato un principio che tende alla salvaguardia dei diritti del contribuente tutelando la sua concreta possibilità di conoscere momentaneamente l’atto a lui indirizzato e consentire così un’effettiva e reale possibilità di esercitare il diritto di difesa.

Ma le Sezioni Unite affermano anche un secondo importante principio. Ai fini dell’impugnazione dell’atto tributario, il contribuente può limitarsi a sollevare solo il difetto di notifica senza per forza dover sollevare anche censure nel merito dell’atto stesso. Né potrebbe essere diversamente attesa l’impossibilità di poter conoscere la pretesa dell’amministrazione finanziaria e, quindi, contestarne il contenuto. 

Dunque, il contribuente che contesta il vizio di notifica onera la controparte della prova documentale dell’avviso di ricevimento non essendo sufficiente la semplice dimostrazione della spedizione della raccomandata informativa e ciò indipendentemente da qualsiasi altra contestazione dell’atto tributario. 


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 10012/2021


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