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Furto d’uso: cos’è?

7 Febbraio 2022 | Autore:
Furto d’uso: cos’è?

Impossessarsi di un bene altrui al solo scopo di farne un uso momentaneo è reato? La restituzione esclude la punibilità?

Quando si parla di furto si pensa al classico “prendi i soldi e scappa”: è il caso del borseggiatore che si dilegua nella folla dopo aver sfilato il portafogli oppure del topo d’appartamento che, dopo essersi intrufolato in casa, fugge via col bottino. In realtà, la legge prevede tante ipotesi diverse di furto. Con questo articolo ci concentreremo su una in particolare: vedremo cos’è il furto d’uso.

Volendo anticipare, almeno in parte, ciò che tratteremo nel prosieguo, possiamo dire che il furto d’uso si pone a metà tra il furto vero e proprio e il prestito. Proprio per questa ragione, cioè per via del fatto che il proprietario derubato non perde definitivamente il bene che gli è stato sottratto, il furto d’uso è punito meno severamente del normale. Approfondiamo questo argomento e vediamo cos’è e com’è punito il furto d’uso.

Furto: in cosa consiste?

Il furto è un reato talmente comune che definirlo sembrerebbe inutile. Eppure, il Codice penale (art. 624) ne fornisce una descrizione accurata.

Per la legge, commette furto chi si impossessa di una cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri.

Per aversi furto, dunque, occorre che ricorrano questi elementi:

  • l’oggetto del reato deve essere necessariamente un bene mobile. Non si può rubare una casa o un terreno;
  • il ladro deve prendere possesso del bene rubato, nel senso che deve acquisirlo e farlo proprio. Di conseguenza, se una persona getta dal finestrino dell’autobus il cellulare del vicino non potrà parlarsi di furto, in quanto c’è stata la sottrazione del bene mobile ma non l’impossessamento da parte di chi ha commesso il fatto;
  • il furto deve avvenire ai danni di chi detiene il bene mobile. Non occorre che la vittima sia effettivamente proprietaria della cosa. Ad esempio, se Tizio sfila il cellulare dalla tasca di Caio, si avrà reato anche se il telefono era, in realtà, di Sempronio;
  • il furto deve essere commesso per trarne un vantaggio, anche non patrimoniale, per sé o per altri. Commette furto l’uomo che ruba una collana per regalarla alla moglie; non commette questo reato, invece, chi sottrae del denaro al debitore a saldo del proprio credito.

Furto d’uso: cos’è?

Il furto d’uso è un furto ritenuto particolarmente lieve dalla legge in quanto effettuato solo per fare un utilizzo temporaneo del bene sottratto.

Per la precisione, la legge (art. 626 cod. pen.) definisce il furto d’uso come quello commesso al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa sottratta, e questa, dopo l’impiego, è immediatamente restituita.

Ecco perché, come detto in premessa, il furto d’uso si colloca a metà tra il classico furto e il prestito. Possiamo quindi definire il furto d’uso come il prestito non autorizzato di una cosa mobile.

Di seguito vedremo più nel dettaglio quali sono le caratteristiche proprie del furto d’uso.

Furto d’uso: temporaneità dell’impiego

Elemento essenziale del furto d’uso è la temporaneità dell’utilizzo del bene altrui. Questo elemento va valutato anche in relazione al tipo di bene sottratto.

Ad esempio, chi si impossessa del cellulare altrui per fare una chiamata risponde di furto d’uso se, dopo la telefonata, restituisce l’oggetto preso senza consenso. Sarebbe invece furto in piena regola se il cellulare venisse trattenuto per farne un utilizzo successivo in un secondo momento, ad esempio per effettuare una seconda chiamata dopo un’ora.

Si può avere furto d’uso anche nel caso di impiego dell’auto altrui senza averne avuto il permesso. È il caso di chi prende in prestito la macchina di un altro solo per raggiungere un posto lì vicino e poi ritornare immediatamente per la restituzione del veicolo. Al contrario, commette furto ordinario chi prende l’auto di altri con l’intenzione di restituirla solo a fine giornata dopo aver fatto i propri comodi.

Furto d’uso: la restituzione del bene

Elemento essenziale del furto d’uso è la restituzione immediata del bene dopo averne fatto un fugace utilizzo. Il mancato reso trasforma il reato in furto ordinario, punito più severamente, a meno che la restituzione sia stata impedita da un fatto estraneo alla volontà dell’autore del fatto.

Ad esempio, se una persona prende in prestito non autorizzato il cellulare di un’altra per fare una chiamata e poi, a sua volta, viene rapinata da un malintenzionato che le porta via il telefono, la mancata restituzione non impedirà al fatto di essere qualificato come furto d’uso.

Al contrario, la mancata restituzione per colpa trasforma il reato in furto vero e proprio. È il caso di chi prende l’auto altrui con l’intenzione di restituirla dopo pochi minuti, ma nel frattempo commette un incidente che gli impedisce di renderla al proprietario.

È possibile restituire anche un bene del tutto equivalente a quello sottratto. È il classico caso di chi prende del denaro (ad esempio, cento euro) e poi lo restituisce immediatamente (con due banconote da cinquanta).

In sintesi: la restituzione del bene illegittimamente sottratto non esclude la punibilità del fatto, che anzi è subordinato proprio al reso; in caso contrario, se non ci fosse restituzione, si avrebbe un furto ordinario in piena regola.

Furto d’uso: com’è punito?

Il furto d’uso è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 206. Si tratta quindi di una pena molto più lieve del classico furto (punito con la reclusione da sei mesi a tre anni), per non parlare poi delle ipotesi di furto aggravato (ad esempio, furto con scasso o con destrezza, puniti con il carcere fino a sei anni).

Il furto d’uso è sempre punibile a querela della persona offesa; ciò significa che, in mancanza della segnalazione alle autorità sporta dalla stessa vittima, non si potrà procedere contro l’autore del fatto.

C’è da dire che, poiché il furto d’uso presuppone la restituzione immediata del bene sottratto, quasi sempre si riesce ad evitare la querela, in quanto la persona offesa rientra nel pieno possesso della sua proprietà.

In genere, la querela per furto d’uso viene sporta solo se ci si è momentaneamente impossessati di un bene di valore (una Ferrari, ad esempio) oppure se l’uso temporaneo ha causato danni alla cosa stessa.


Il furto d’uso si colloca a metà tra il classico furto e il prestito. Possiamo quindi definire il furto d’uso come il prestito non autorizzato di una cosa mobile.


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