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Droga: non punibilità del piccolo spaccio

20 Novembre 2021 | Autore:
Droga: non punibilità del piccolo spaccio

Cessione di un quantitativo minimo di droga leggera: si ha diritto alla non punibilità per particolare tenuità del fatto?

Lo spaccio di droga è sempre reato, anche quando avviene senza chiedere nulla in cambio, cioè quando la cessione è gratuita. L’acquisto di droga non costituisce invece reato ma un illecito amministrativo. Non ogni tipo di spaccio è uguale per la legge: alle ipotesi gravi, punite anche con venti anni di reclusione, si affiancano casi più lievi, per i quali addirittura si potrebbe evitare la sanzione. Con questo articolo ci concentreremo sulla non punibilità del piccolo spaccio di droga.

Può sembrare strano, ma è proprio così: chi commette un reato non particolarmente grave può ottenere il “perdono” da parte del giudice, ma solo se il fatto è stato lieve e occasionale. Anche la cessione di un quantitativo minimo di droga leggera può beneficiare di questo particolare trattamento, ma non se lo spaccio è avvenuto in un posto notoriamente frequentato da ragazzini. Tanto ha stabilito una recente sentenza della Suprema Corte. Vediamo allora quando si può ottenere la non punibilità del piccolo spaccio di droga.

Spaccio di droga: com’è punito?

Lo spaccio di droga è sanzionato diversamente a seconda del tipo di stupefacente ceduto:

  • lo spaccio di droghe leggere è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 5.164 a 77.468 euro.
  • lo spaccio di droghe pesanti è punito con la reclusione da sei a venti anni, oltre che con la una multa da 26mila a 260mila euro.

Sono droghe leggere quelle che danno meno assuefazione e che incidono negativamente sull’organismo in misura ridotta, come ad esempio l’hashish e la marijuana.

Al contrario, le droghe pesanti sono quelle più pericolose, in quanto capaci di dare immediata dipendenza, oltre che di incidere pesantemente sulla salute dell’assuntore: è il caso della cocaina o dell’eroina, ad esempio.

Piccolo spaccio di droga: cos’è?

Il piccolo spaccio di droga è quello fatto da chi cede solo occasionalmente piccoli quantitativi di sostanze stupefacenti.

Si pensi al ragazzo che cede ai suoi amici dosi minime di marijuana, oppure a colui che si improvvisa pusher per una notte perché ha bisogno urgentemente di denaro.

Lo spaccio di droga è di lieve entità quando, in considerazione del complessivo quantitativo o del fatto che la sostanza sia detenuta senza particolari accorgimenti o cautele e in pubblico, sia evidente che il crimine abbia una portata tutto sommata modesta.

Per la giurisprudenza [1], la lieve entità ricorre nelle condotte di modesta e non rilevante detenzione di droga, nonché in quelle di spaccio effettuate con rudimentale organizzazione di mezzi e di persone.

Si ha piccolo spaccio a prescindere dal tipo di droga ceduta, purché dal fatto si possa escludere che l’attività non sia portata avanti in maniera sistematica e professionale.

Secondo la Corte di Cassazione [2], dunque, nello spaccio di lieve entità rientra qualsiasi cessione di droga, sia leggera che pesante, purché le circostanze facciano ritenere di trovarsi davanti a un fatto di scarsa pericolosità sociale.

Piccolo spaccio: com’è punito?

Il piccolo spaccio di droga è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni, oltre alla multa da 1.032 a 10.329 euro.

Piccolo spaccio: quando non è punibile?

Secondo la legge italiana [3], il giudice può rinunciare a punire il colpevole di un reato, se questo è sanzionato con una pena non superiore a cinque anni e purché:

  • il comportamento non sia abituale;
  • dalla condotta sia derivato un danno o un pericolo minimo.

In queste ipotesi, si parla di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto.

Poiché la cessione di droga di lieve entità è punita con la reclusione massima pari a quattro anni, il giudice potrebbe decidere per la non punibilità del piccolo spaccio.

Ad esempio, la Corte di Cassazione [4] ha stabilito che non è punibile lo spaccio di pochi grammi di marijuana, quando la condotta è occasionale e il quantitativo di sostanza stupefacente detenuto è di pochissimo al di sopra della quantità massima detenibile per l’uso personale.

Come visto nell’articolo Spaccio di cocaina: quando non è punibile?, anche la cessione di droghe pesanti può beneficiare della non punibilità, quando non vi sono elementi per ipotizzare uno spaccio abituale e il quantitativo di droga ceduto è modestissimo.

Al contrario, una recentissima sentenza della Suprema Corte [5] ha stabilito che va esclusa l’applicabilità della causa di non punibilità al piccolo spacciatore che opera su una piazza frequentata da ragazzini. Secondo la Cassazione, la modalità di spaccio, avvenuta in pieno giorno e in un luogo pubblico gremito di bambini, non permette di considerare la condotta come scarsamente pericolosa.

Questa sentenza permette di comprendere come lo spaccio di sostanze stupefacenti, anche quando è qualificato come “piccolo”, cioè di lieve entità, non beneficia automaticamente dell’esclusione della punibilità; tutto dipende dalle circostanze concrete e dalle modalità della cessione.

In sintesi, possiamo affermare che non è punibile lo spaccio di una dose minima di droga, quando la condotta è occasionale e dalla stessa siano derivati un danno o un pericolo trascurabili.


Non è punibile lo spaccio di una dose minima di droga, quando la condotta è occasionale e dalla stessa siano derivati un danno o un pericolo trascurabili.

note

[1] C. App. Venezia, sent. del 13 maggio 2016.

[2] Cass., sent. n. 28129 del 20 luglio 2021.

[3] Art. 131-bis cod. pen.

[4] Cass., sent. n. 36447/2019.

[5] Cass., sent. n. 42119 del 18 novembre 2021.

Autore immagine: canva.com/


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