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Tutto quello che c’è da sapere sulle scuole paritarie

7 Febbraio 2022 | Autore:
Tutto quello che c’è da sapere sulle scuole paritarie

Come funziona il sistema didattico gestito da enti e da privati? Quanto può costare all’anno mandare i figli in un istituto non statale?

La legge 62 del 2000 ha segnato un importante cambiamento nell’offerta scolastica con il riconoscimento ufficiale delle scuole paritarie, cioè delle realtà che non rientrano nella sfera della scuola statale. Alla base del provvedimento, il principio costituzionale che garantisce la libertà di educazione, intesa come la possibilità di frequentare una struttura gestita dallo Stato oppure un istituto privato. Di seguito, ti raccontiamo tutto quello che c’è da sapere sulle scuole paritarie: caratteristiche, modello di lavoro, possibilità di ottenere dei benefici economici per chi le frequenta.

Possiamo, intanto, partire dicendo che l’attuale ordinamento prevede la classificazione delle strutture scolastiche non statali in questo modo:

  • paritarie;
  • non paritarie;
  • straniere

Vediamo tutto quello che c’è da sapere sulle scuole paritarie, sia sul funzionamento sia dal punto di vista dei costi.

Scuole paritarie: cosa sono?

La scuola paritaria è una delle strutture dedicate alla formazione di bambini e ragazzi che non fanno parte delle scuole statali e che, quindi, vengono gestite da privati. Ad ogni modo, la citata legge 62 del 2000 riconosce a questi istituti lo status di servizio pubblico, il che spiega il termine «paritario».

Ciò significa che la scuola paritaria garantisce:

  • l’equiparazione dei diritti e dei doveri degli studenti;
  • le stesse modalità di svolgimento degli esami di Stato;
  • l’assolvimento dell’obbligo di istruzione;
  • l’abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi lo stesso valore legale dalle scuole statali.

Così facendo, la scuola paritaria è inserita in tutto e per tutto nel sistema nazionale di istruzione e si impegna a:

  • accogliere tutti gli alunni che accettino il progetto educativo offerto e richiedano di iscriversi, compresi gli alunni e studenti con disabilità;
  • contribuire a realizzare la finalità di istruzione ed educazione che la Costituzione assegna alla scuola.

Scuole paritarie: quando vengono riconosciute come tali?

La scuola che vuole diventare paritaria, cioè riconosciuta a tutti gli effetti come una struttura di insegnamento al pari di quelle statali, deve offrire al ministero dell’Istruzione queste garanzie:

  • una progettazione educativa conforme ai princìpi costituzionali;
  • un piano dell’offerta formativa consono agli ordinamenti e alle disposizioni vigenti;
  • l’attestazione della titolarità della gestione e pubblicità dei bilanci;
  • la disponibilità di locali, arredi e attrezzature didattiche propri del tipo di scuola e nel rispetto delle normative;
  • l’istituzione e il funzionamento degli organi collegiali;
  • la garanzia per tutti gli alunni di potersi iscrivere alla scuola, purché in possesso di titolo di studio valido per l’iscrizione alla classe e con età non inferiore a quella prevista dagli ordinamenti scolastici;
  • il rispetto della normativa sull’inserimento degli alunni con disabilità o in condizioni svantaggiate;
  • l’organica costituzione di corsi completi, fatta eccezione per la scuola dell’infanzia poiché non viene riconosciuta la parità a singole classi, tranne che in fase di istituzione di nuovi corsi completi, a iniziare dalla prima classe.
  • il personale docente fornito del titolo di abilitazione;
  • i contratti individuali di lavoro per personale dirigente e insegnante che rispettino gli accordi collettivi nazionali di settore.

Scuole paritarie: come funzionano e quanto costano?

Come già detto, la scuola paritaria non è gestita dallo Stato, anche se può essere una struttura pubblica o privata. La gestione, quindi, è affidata a enti o a privati e, pertanto, hanno completa libertà nella scelta dell’orientamento didattico o religioso (molte sono le scuole paritarie gestite, ad esempio, da ordini religiosi), cosa che non può accadere nella scuola statale, dove deve essere garantita la laicità dell’insegnamento.

Altra differenza rispetto alla scuola pubblica è che in quella paritaria va pagata una retta mensile o annuale che aiuta a finanziare la struttura, anche se lo Stato garantisce il suo contributo attraverso il ministero dell’Istruzione.

Ed è questo il punto dolente di ogni scuola non statale: il costo. Mediamente, una famiglia può spendere in un anno tra i 5.000 e gli 8.000 euro per una scuola paritaria, soprattutto per quella secondaria di primo e di secondo grado, mentre le tariffe sono di solito quelle più basse per la primaria e per la scuola dell’infanzia.

In Italia esistono delle scuole paritarie di ogni ordine e grado, a partire dalla scuola dell’infanzia fino al liceo. L’elenco completo si trova sul sito del ministero dell’Istruzione e su quello delle singole Regioni.



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