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Cartella Equitalia nulla senza previa comunicazione sull’esito del controllo

6 Luglio 2014
Cartella Equitalia nulla senza previa comunicazione sull’esito del controllo

Dichiarazione dei redditi: il controllo esige la notifica; se manca la comunicazione dell’accertamento viene violato il contraddittorio; irrilevante la risposta del contribuente alle domande su Unico.

Più garanzie al contribuente nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate proceda al controllo formale della dichiarazione dei redditi: secondo, infatti, una recente sentenza della Cassazione [1] è nulla la cartella di pagamento, notificata da Equitalia, se non è stata preceduta dalla comunicazione sull’esito di tale controllo. E ciò anche se la legge non prevede espressamente tale nullità.

Stando all’interpretazione fornita dai massimi giudici, il contribuente può quindi ricorrere al giudice tributario (la Commissione Tributaria Provinciale) e chiedere l’annullamento della cartella di pagamento emessa in seguito a un controllo formale sulla dichiarazione [2] se prima non ha ricevuto, da parte della stessa Agenzia delle Entrate che ha proceduto a detta verifica, la comunicazione sull’esito del controllo [3].

La legge stabilisce [4] che gli uffici delle Entrate effettuano il controllo formale delle dichiarazioni dei redditi (potendo, tra l’altro, escludere in tutto o in parte lo scomputo delle ritenute d’acconto non risultanti dalle dichiarazioni dei sostituti, le detrazioni d’imposta e le deduzioni dal reddito non spettanti in base ai documenti richiesti ai contribuenti).

A tal fine il contribuente è invitato a fornire chiarimenti in ordine ai dati contenuti nella dichiarazione e a eseguire o trasmettere ricevute di versamento e altri documenti non allegati alla dichiarazione o difformi dai dati forniti da terzi.

L’esito di tale controllo è comunicato al contribuente con l’indicazione dei motivi che hanno dato luogo alla rettifica, per consentire anche la segnalazione di eventuali dati ed elementi non considerati o valutati erroneamente in sede di controllo formale entro i trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione.

È stata la stessa amministrazione finanziaria, con una circolare del 2001 [5], a stabilire l’obbligo di tale comunicazione per due scopi:

1. per rendere edotto il contribuente delle motivazioni poste alla base dei recuperi d’imposta operati dall’Ufficio;

2. per consentire al contribuente di segnalare all’Agenzia delle Entrate eventuali elementi non considerati o valutati erroneamente e così consentire a quest’ultima di verificare la fondatezza dei rilievi effettuati dall’interessato, procedendo con sollecitudine ad esercitare il proprio potere di autotutela.

Dunque, se a seguito del controllo formale l’agenzia delle Entrate non notifica la comunicazione sull’esito dell’attività svolta, la successiva cartella è nulla, non rilevando che tale sanzione non sia esplicitamente prevista dalla norma. La nullità, infatti, consegue alla violazione del contraddittorio obbligatorio a seguito dell’avvio del controllo.

Secondo i giudici di legittimità, occorre distinguere la liquidazione delle dichiarazioni [6] rispetto al controllo formale.

Nel primo caso, come già precisato da altre pronunce di legittimità, l’assenza della comunicazione preventiva non comporta la nullità della cartella in quanto questa attività non presuppone alcun confronto con il contribuente, trattandosi di un mero controllo cartolare.

Nell’ipotesi, invece, di controllo formale la situazione è ben differente. Infatti è la stessa legge a prevedere un confronto preventivo con il contribuente e la comunicazione dell’esito di tale controllo, onde evitare la reiterazione di errori e beneficiare della riduzione delle sanzioni.

L’assenza di questa comunicazione nel controllo formale viola il contraddittorio, principio ormai consolidato nell’ordinamento nazionale e comunitario e ben evidenziato dalle sezioni unite della Suprema corte [7].

Dalla violazione di tale principio – che ammette deroghe solo nel caso della liquidazione delle dichiarazioni ma non anche nel controllo formale – consegue quindi la nullità della cartella successivamente emessa.


note

[1] Cass. sent. n. 15311/14 del 4.07.14

[2] Ai sensi dell’art. 36 ter del d.p.r. 600 del 1973.

[3] Per i Supremi giudici è evidente che dal mero dato testuale della norma, che al più incisivo “controllo” previsto dall’art. 36 ter, rispetto alla “liquidazione” ex art. 36 bis, il legislatore abbia fatto conseguire una fase procedimentale necessaria, di garanzia per il contribuente, laddove il comma 4 in esame prevede l’obbligo dell’amministrazione di comunicare i motivi della rettifica operata in un apposita comunicazione da effettuare al contribuente.

[4] Art. 36 ter del Dpr 600/73.

[5] Ag. Entrate, circolare n. 77 del 2001.

[6] Art. 36 bis del Dpr 600/73.

[7] Cass. S.U. sent. n. 18184/2013.

Autore immagine: 123rf com


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