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Niente vita sociale per i No vax: i nuovi divieti

20 Novembre 2021 | Autore:
Niente vita sociale per i No vax: i nuovi divieti

Bar, ristoranti o palestre solo per chi ha fatto il vaccino o è guarito. Invariata per ora la regola sul lavoro. Ipotesi obbligo vaccinale per tutti.

Misure più severe in arrivo per chi rifiuta il vaccino anti-Covid. Il Governo sta per varare un nuovo decreto che cambierà il Green pass ma anche la vita sociale dei No vax, a cui non basterà più fare un tampone per poter prendere un caffè al bar, mangiare una pizza al chiuso o andare ad allenarsi in palestra o in piscina. Resta, per ora, escluso che le restrizioni interessino l’accesso al posto di lavoro. Ma solo per ora: l’Esecutivo vuole trovare una soluzione anche su questo fronte, magari consentendo di entrare in azienda solo ai vaccinati, ai guariti e a chi ha fatto un tampone molecolare (non più quello rapido), il che comporterà una maggiore spesa per il lavoratore. Solo se la situazione emergenziale stesse per precipitare si valuterebbe l’ipotesi di consentire l’accesso al lavoro unicamente a vaccinati o guariti.

I nuovi divieti per i No vax possono entrare in vigore nel caso ci sia un peggioramento dell’andamento dei contagi e in quelle Regioni che, proprio per questo motivo, passeranno in giallo o in arancione.

Si va, dunque, verso quello che si potrebbe denominare un doppio Green pass, cioè quello attuale (la cui validità, però, dovrebbe essere ridotta a 9 o a 6 mesi) che consente a chi non si vaccina di lavorare purché sia in possesso di un tampone negativo, e uno nuovo che permette l’accesso ai locali pubblici solo a chi ha fatto il vaccino o è guarito dal Covid. In questo modo – sostiene il Governo – si eviterebbe la chiusura di molti esercizi e delle attività produttive, specialmente nel periodo di Natale, quando si teme che la curva epidemiologica raggiunga un nuovo picco.

Quello che intende approvare il Consiglio dei ministri previsto per giovedì (dopo un giro di consultazioni con i governatori e la riunione della cabina di regia) è, dunque, un provvedimento di emergenza per bloccare il più possibile il progredire della quarta ondata, già devastante in alcuni Paesi europei. Oltre a chiudere le porte di bar, cinema, teatri, ristoranti, discoteche, stadi, piscine e palestre ai No vax (in settimana, l’elenco completo dei luoghi interdetti) e alla riduzione della validità del Green pass, si pensa di somministrare la terza dose del vaccino dopo cinque mesi dalla seconda dose. Per fare ciò, dovrà prima arrivare il via libera dall’Agenzia europea del farmaco (l’Ema), il che dovrebbe accadere nei prossimi giorni.

Ma allo studio del Governo c’è una misura destinata a sollevare ancora più polemiche di quelle che già ci sono: seguendo l’esempio dell’Austria, si pensa di introdurre anche in Italia l’obbligo del vaccino per tutti. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è convinto che se serve per contrastare in modo definitivo i contagi non c’è molto da pensarci su: il vaccino diventerà obbligatorio. Dovrà, però, trovare l’appoggio dell’intera maggioranza, il che sarà tutt’altro che semplice.

La terza dose, però, dovrebbe essere imposta al personale scolastico (docente e non) e a quello delle forze dell’ordine. Si aggiungerebbero al personale sanitario e a quello delle Rsa, per i quali l’obbligo vaccinale a sei mesi (per ora) dalla terza dose è scontato.



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1 Commento

  1. Le loro squadracce manganellatrici dovranno buttare giù il portone di casa e spararmi (perchè ho di che difendermi dalle aggressioni).

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