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Bonifico per estinguere finanziamento

21 Novembre 2021
Bonifico per estinguere finanziamento

Come difendersi da un controllo dell’Agenzia delle Entrate se una persona fa un bonifico a un’altra per aiutarla a estinguere un prestito?

Un nostro lettore, dopo aver acquistato un’auto nuova, l’ha cointestata alla propria compagna. Il finanziamento però è stato sottoscritto solo dal primo che, pertanto, è l’unico obbligato. Ora, i due vorrebbero estinguere il prestito. A tal fine, la compagna gli farà un bonifico sul conto corrente di una cifra che copre solo una parte del prestito. Ci viene pertanto chiesto cosa potrebbe succedere, in un’ipotesi del genere, con l’Agenzia delle Entrate. C’è una particolare causale da riportare nel bonifico per estinguere un finanziamento? V’è il rischio di un controllo sul trasferimento di tale somma? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Il fatto che la legge imponga la tracciabilità dei pagamenti superiori a determinate cifre e che, per ogni bonifico ricevuto, richieda la giustificazione dello stesso – pena l’imputazione a reddito del relativo importo, il recupero a tassazione e il pagamento delle relative sanzioni ai sensi dell’art. 32 del TU imposte sui redditi – non significa certo che non vi sia spazio per i bonifici tra parenti, amici o partner.  

Chiaramente, la regola fondamentale in questi casi è la prudenza. Che si traduce nella necessità di precostituirsi una prova documentale circa il trasferimento del denaro.

In buona sostanza, il contribuente deve essere pronto a fornire all’Agenzia delle Entrate la prova inerente all’operazione, anche a distanza di diversi anni (tenendo conto che i controlli possono avvenire fino a 5 anni dopo da quello in cui è stata presentata la relativa dichiarazione dei redditi).

Partiamo innanzitutto con l’inquadrare giuridicamente la natura del bonifico per estinguere un finanziamento. Nel caso di specie, poiché il finanziamento è intestato soltanto all’uomo, il trasferimento, da parte della compagna, della somma necessaria a coprire parte del prestito per l’estinzione anticipata del debito non può che essere una donazione, anche se l’auto è cointestata. 

Quindi, chi fa un bonifico sul conto di un’altra persona affinché questa paghi l’intero prestito compie una donazione.

Sotto un profilo fiscale, la donazione è imponibile solo se non è di modico valore. La «modicità» si misura in relazione alle condizioni economiche delle parti: se non arricchisce particolarmente il donatario e non impoverisce il donante, l’atto di donazione non sconta le relative imposte. Nel caso di specie, bisognerebbe valutare le condizioni economiche delle parti.

Tenendo tuttavia conto di un’auto di medio valore, con una parte del prezzo già corrisposta, si può ritenere che la donazione sia esentasse. 

Chiariamo giusto per completezza che le donazioni tra soggetti non legati da vincoli di parentela sono tassate con aliquota dell’8%. Quelle tra genitori, figli, nonni e nipoti sono tassate con aliquota del 4% ma solo per la parte eccedente 1 milione di euro. Quelle tra fratelli e sorelle sono tassate con aliquota del 6% per la parte eccedente 100mila euro. Quelle tra altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado, sempre al 6% ma senza alcuna franchigia.

Premesso che la donazione, in questo caso, non è soggetta a imposizione fiscale, bisogna tuttavia – come anticipato sopra – precostituirsi la prova della finalità del passaggio di denaro da un soggetto all’altro: diversamente, il Fisco potrebbe imputare tale pagamento a titolo di reddito e, quindi, tassarlo. 

In sintesi, bisogna poter dimostrare all’Agenzia delle Entrate, tramite idonea documentazione, che si è trattato di una donazione. Ecco dunque i passaggi che bisogna seguire.

La cosa più opportuna da fare è stilare una scrittura privata in cui le parti si danno reciprocamente atto della donazione, ossia del fatto che una di queste donerà del denaro all’altra tramite bonifico bancario. Trattandosi di una donazione indiretta – ossia determinata da uno specifico scopo – bisognerà anche indicare la destinazione del denaro che, appunto, in questa ipotesi è l’estinzione del finanziamento.

La scrittura privata deve poi essere munita di data certa. Questo per poter dimostrare al Fisco che non si tratta di un atto retrodatato all’occorrenza, ossia solo dopo l’intervento dell’accertamento. 

A tal fine, le parti potranno registrare l’atto all’Agenzia delle Entrate (corrispondendo l’imposta di registro) oppure farlo autenticare da un notaio con apposizione della data. Si potrebbe anche ipotizzare la stesura dell’atto con una Pec scambiata tra le parti: l’e-mail di posta elettronica certificata infatti fa piena prova della data di spedizione. In ultima ipotesi, il documento può essere piegato su sé stesso e spedito con raccomandata a.r. a una delle due parti: in tal modo, il timbro del postino di Poste Italiane – il quale è considerato pubblico ufficiale – farà piena prova della data.

Il terzo passaggio infine è il bonifico vero e proprio. Sarà quindi necessario apporre la relativa causale. Non esistono formule preimpostate. Si potrà ad esempio scrivere «donazione come da atto del… per estinzione finanziamento auto».

Il quarto passaggio, anche se non necessario, potrà essere quello di specificare alla società finanziatrice, che il denaro impiegato per l’estinzione del prestito deriva dalla donazione. Se dunque viene fatto un bonifico, sarà bene accompagnarlo con una apposita causale oppure da una raccomandata in cui, facendo presente che con il pagamento si estingue definitivamente tutto il debito, si rappresenta che la somma proviene in parte dalla donazione della compagna.



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