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Tesi di laurea: chi ha la proprietà intellettuale?

8 Febbraio 2022 | Autore:
Tesi di laurea: chi ha la proprietà intellettuale?

Chi è l’autore dell’elaborato scritto che consente di laurearsi? Quali sono i diritti dello studente? È legale scrivere una tesi per un’altra persona?

Il conseguimento della laurea rappresenta il coronamento di un lungo percorso di studi costellato di sacrifici e difficoltà. L’ultimo ostacolo che si frappone tra lo studente e il sospirato titolo accademico è la tesi, cioè quell’elaborato scritto con cui il laureando affronta e approfondisce un particolare argomento riguardante una delle materie della sua facoltà. Per molti la tesi è la prima prova scritta in assoluto; pertanto, essa può incutere timore. In realtà, si tratta di un’opportunità per cimentarsi con un’opera vera e propria. Con questo articolo vedremo chi ha la proprietà intellettuale della tesi di laurea.

La domanda può sembrare banale ma in realtà non lo è: la tesi, infatti, è quasi sempre il frutto di un’elaborazione personale di dati e informazioni provenienti da altre fonti. Inoltre, alla sua redazione possono contribuire, in misura diversa, altre persone, come ad esempio il relatore e il correlatore.

A volte, spaventati dall’impresa di redigere uno scritto proprio, alcuni studenti si affidano al lavoro di altri, cioè a persone che, dietro pagamento, preparano la tesi per il laureando. In questi casi, chi ha la proprietà intellettuale della tesi di laurea? Farsi preparare la tesi da un’altra persona è legale? A queste domande risponderemo nel prosieguo.

Tesi di laurea: cos’è?

La tesi di laurea è un elaborato originale preparato dallo studente sotto la guida e la supervisione del professore (il cosiddetto relatore) titolare della cattedra, cioè dell’insegnamento di cui si occuperà lo scritto.

Da un punto di vista giuridico, la tesi rappresenta un’opera creativa a tutti gli effetti, esattamente come qualsiasi altro scritto originale (romanzo, racconto, articolo d’inchiesta, pubblicazione scientifica, ecc.); in quanto tale, la tesi è tutelata dal diritto d’autore. Di tanto parleremo a breve.

Tesi di laurea: quanti tipi?

A seconda del modo in cui verrà redatta la tesi, questa può essere di due tipi:

  • compilativa;
  • sperimentale.

La tesi compilativa approfondisce il pensiero degli studiosi che si sono già occupati del tema scelto. La tesi compilativa rappresenta dunque una personale analisi e rielaborazione, supportata dalle fonti e dalla ricerca, di un argomento già trattato in passato. La tesi compilativa prevede un ampio lavoro di ricerca bibliografica ed è senza dubbio la tipologia più diffusa.

La tesi sperimentale prevede l’analisi di un caso di studio condotto in prima persona dal laureando. Il lavoro si concentra maggiormente sull’esposizione dei risultati ottenuti in seguito alle analisi condotte. Questo genere di tesi nasce spesso da esperienze formative sul campo o da tirocini, è maggiormente pratico e prevede un lasso di tempo più lungo per la realizzazione.

La tesi sperimentale non riguarda solo le materie scientifiche. Ad esempio, una tesi sperimentale in giurisprudenza può consistere nello studio della condizione dei detenuti nelle carceri italiane, recandosi di persona in uno o più penitenziari e raccogliendo informazioni dal direttore, dal personale e, talvolta, dai detenuti stessi.

Allo stesso modo, la tesi sperimentale in economia può consistere nella visita di un’azienda in modo da studiarne il modello, l’efficienza, ecc.

Tesi di laurea: chi è l’autore?

L’autore della tesi è sempre lo studente che la redige, anche se è aiutato dal relatore o dal correlatore nella ricerca delle fonti bibliografiche.

In pratica, così come uno scrittore è l’autore del suo romanzo, allo stesso modo il laureando è l’autore della sua tesi, con tutte le conseguenze che ne derivano e che vedremo nel prossimo paragrafo.

Tesi: chi ha la proprietà intellettuale?

Ogni autore ha la proprietà intellettuale della propria opera originale. Di conseguenza, lo studente che ha scritto e preparato la tesi è il proprietario intellettuale della stessa.

Da questa condizione derivano precise conseguenze:

  • innanzitutto, in quanto opera tutelata dal diritto d’autore esattamente come qualsiasi altro lavoro creativo frutto dell’intelletto, lo studente può rivendicare la paternità della tesi contro chiunque voglia attribuirsene il merito. Si parla in questi casi di diritto morale d’autore;
  • in secondo luogo, lo studente ha il diritto esclusivo allo sfruttamento economico della tesi. In altre parole, solo il laureando può decidere di mettere in commercio la propria opera e di ricavarne del denaro. In questa ipotesi, si parla di diritto patrimoniale d’autore.

Il relatore non può vantare alcun diritto sulla tesi, non potendosi egli definire un co-autore. Non potrà quindi appropriarsene per venderne i diritti oppure per attribuirsene la paternità.

Tesi di laurea: quali sono i diritti sull’opera?

Da quanto appena detto nel precedente paragrafo derivano i seguenti diritti che lo studente può vantare sul proprio elaborato scritto:

  • la tesi di laurea, al pari di qualunque altra espressione del lavoro intellettuale dell’autore, è immediatamente meritevole di tutela, non appena viene creata. Il diritto d’autore, infatti, nasce contestualmente all’opera, senza necessità che questa sia diffusa o pubblicata;
  • la riproduzione non autorizzata della tesi di laurea, se non espressamente autorizzata dall’autore, rappresenta una contraffazione;
  • qualora un terzo pubblicasse abusivamente la tesi o parte dei suoi contenuti ricavandone un corrispettivo, l’autore dell’opera potrà richiedere che i proventi ricavati dall’utilizzo indebito gli vengano riconosciuti;
  • la tesi di laurea non può essere consultata né utilizzata da eventuali interessati senza il consenso dell’autore (questo vale anche per la copia che rimane alla facoltà o all’università);
  • il laureato conserva il diritto di ritirare dal commercio la propria tesi di laurea qualora questa sia stata pubblicata.

Tesi di laurea: può scriverla un’altra persona?

Alcuni laureandi, scoraggiati dalla difficoltà che incontrano nel redigere un elaborato scritto, si affidano ad altre persone affinché provvedano al loro posto.

In altre parole, succede che gli studenti commissionino, dietro pagamento, la redazione della tesi ad altre persone. Al termine, lo studente appone il proprio nome sul lavoro, attribuendosene la paternità. Molti non sanno, però, che quest’operazione è illegale e costituisce perfino reato.

Come spiegato nell’articolo Che rischio se vendo tesi di laurea agli studenti?, chi scrive una tesi di laurea per conto di un’altra persona commette reato.

Lo commette anche chi copia o acquista una tesi di laurea scritta da altri e chi, semplicemente, si offre di procurare una tesi di laurea a un candidato, a prescindere poi dall’accettazione di questi. Insomma, il reato viene commesso tanto dallo studente, quanto da chi lo aiuta.

Dal punto di vista della proprietà intellettuale, la paternità spetta sempre e soltanto al reale autore della tesi; ciò significa che la tesi di laurea copiata è doppiamente illegale, in quanto ci si appropria dell’opera scritta da altri.

È chiaro che, in questo caso, c’è il consenso alla cessione dell’opera, dietro pagamento del corrispettivo; tuttavia, il trasferimento del diritto di paternità è sempre vietato.

Nello specifico, secondo la legge sul diritto d’autore, indipendentemente dai diritti di utilizzazione economica dell’opera e anche dopo la cessione dei diritti stessi, l’autore conserva sempre il diritto di rivendicare la paternità dell’opera.

In pratica, l’autore può cedere ad altri i diritti di sfruttamento economico dell’opera, ma non può cedere la sua paternità, cioè non è legale attribuire ad altri il lavoro proprio.



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