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Scostamento dagli studi di settore: difesa o adeguamento?

6 Luglio 2014
Scostamento dagli studi di settore: difesa o adeguamento?

Gerico: da valutare le possibili cause di giustificazione per decidere se adeguarsi.

Scade domani il termine per versare le imposte di Unico per i contribuenti sottoposti a Gerico (studi di settore). Ciò, in molti casi, pone contribuenti e consulenti davanti alla constatazione di non presentare una situazione di congruità e coerenza.

Causa la forse crisi economica e il subentro nel mercato di un gran numero di concorrenti (spinti anche dall’abbattimento delle frontiere fisiche grazie a internet), i cali di fatturato quest’anno saranno evidenti per tutti. E allora, quando la dichiarazione dei redditi del contribuente sarà inferiore non solo a quella degli anni precedenti, ma anche agli standard fissati dagli studi di settore – e quindi si avrà quello che in gergo tecnico viene definito uno “scostamento” – quest’ultimo dovrà decidere se:

1. adeguarsi agli studi, adeguando i propri ricavi e pagare le conseguenti maggiori imposte;

2. restare fermo sui propri valori “originari” e nel caso difendersi qualora l’ufficio dovesse avanzare delle pretese.

Nel secondo caso, però, occorre però tener presente che la difesa dagli studi va predisposta in anticipo rispetto a eventuali pretese dell’amministrazione: è opportuno pertanto preparare (e conservare), da subito, tutti gli elementi che giustificano il mancato raggiungimento delle soglie previste da Gerico.

L’accertamento da studi di settore ha subito, negli ultimi tempi, una significativa evoluzione. Se inizialmente venivano emessi atti quasi in via automatica, con i quali erano rettificati i ricavi del contribuente solo sul presupposto del valore risultante dall’applicazione di Gerico, dopo la decisione assunta a sezioni unite dalla Suprema corte [1], gli uffici hanno iniziato a convocare i contribuenti per il contraddittorio preventivo. Tale fase è necessaria per adattare i risultati statistici alla specifica realtà aziendale.

I giudici di legittimità hanno infatti affermato che l’accertamento standardizzato, che può nascere solo in presenza di presunzioni (semplici) gravi, precise e concordanti circa l’evasione, può scattare esclusivamente dopo aver svolto obbligatoriamente il contraddittorio con il contribuente prima dell’emissione dell’atto, pena la nullità dello stesso.

In sede di contraddittorio, il contribuente ha l’onere di giustificare con ogni mezzo lo scostamento e l’esclusione dagli standard considerati. È poi il giudice tributario a valutare l’eventuale applicabilità al caso concreto, alla luce di tutte le prove offerte da entrambe le parti.

Dinanzi a questi principi, potrebbe essere opportuno, per quanti preferiranno, anziché adeguarsi e rimanere congrui, resistere invece a eventuali contestazioni di scostamento da Gerico, preparare una difesa preventiva già in sede di compilazione del modello Unico o, prima ancora, al verificarsi di particolari eventi nel corso del periodo di imposta.

Si pensi a lavori stradali eseguiti nell’unica via di accesso al negozio, oppure alla ristrutturazione dell’edificio. Si tratta di circostanze che possono aver inciso sui ricavi conseguiti a causa della minor visibilità del punto vendita e che si potrebbero documentare con fotografie, oltre che con le delibere o le autorizzazioni comunali da cui risulti la durata degli interventi.

Anche la malattia, la maternità, una nuova attività esercitata in parallelo alla principale o gli esami universitari possono aver sottratto del tempo utile da dedicare all’attività, comportando conseguentemente minori entrate. Anche un nuovo concorrente potrebbe aver causato una contrazione degli incassi, soprattutto se per l’avvio della nuova impresa tale concorrente ha proposto significative promozioni (sarebbe utile in questa ipotesi conservare, da subito, i volantini pubblicitari).

Da ricordare, poi, che secondo una recente circolare [2], è possibile evidenziare direttamente con il software eventuali giustificazioni nel caso di divergenza dal risultato di Gerico. Nel caso in cui il contribuente aderisse a tale opzione è opportuno recuperare e conservare ogni documento utile idoneo a confermare e avvalorare quanto comunicato all’Agenzia.

Occorre infine tener presente che l’eventuale rispetto dei valori di congruità e coerenza, con o senza adeguamento, non preclude, in astratto, all’amministrazione di procedere comunque a una verifica del contribuente.


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 26635/2009.

[2] Ag. Entrate, circolare n. 20/2014.

Autore immagine: 123rf com


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