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Quale tipo di società scegliere?

21 Novembre 2021
Quale tipo di società scegliere?

Ditta individuale, società di persone (Snc, Sas, Ss) o di capitali (Srl, Spa, Sapa): quale scegliere per iniziare un’attività?

Quando si inizia da zero un’attività ci si chiede spesso quale tipo di società scegliere. Cerchiamo di fornire alcuni importanti chiarimenti in merito.

Esistono sostanzialmente due grandi categorie: la ditta individuale da un lato, che è l’attività economica gestita da una sola persona – l’imprenditore individuale appunto – e la società dall’altra, che invece è l’attività economica gestita da più persone (in realtà, come vedremo a breve, esiste anche la possibilità della società a responsabilità limitata unipersonale che racchiude in sé i benefici della ditta individuale e le limitazioni di responsabilità della società di capitali). 

La differenza sostanziale sta nel fatto che, mentre con la ditta individuale si apre una partita Iva a nome di un solo soggetto, che poi è l’unico che svolge il lavoro e che si assume la relativa responsabilità, senza però dividere i ricavi con nessun altro, nella società invece la partita Iva è a nome di un altro soggetto – la società appunto – e i ricavi vengono divisi tra i soci che compongono la società stessa. Quindi, se si hanno dei soci con cui avviare il business bisogna orientarsi nella forma della società; se invece si vuole fare tutto da soli si può optare tra la forma dell’impresa individuale e la società di capitali unipersonale, di cui parleremo a breve.

Nell’ambito poi delle società si può scegliere tra società di persone, ossia le società semplici, le società in nome collettivo (Snc) e le società in accomandita semplice (Sas); e le società di capitali, ossia le Società a responsabilità limitata (Srl), le società di capitali (Spa) e le società in accomandita per azioni (Sapa).

Per ciascuna di queste scelte c’è un diverso regime, quindi differenti vantaggi e svantaggi. Vediamoli singolarmente. 

Imprenditore individuale

Quando si esercita l’attività in forma individuale, si sopporta un rischio enorme (che poi è lo stesso delle società di persone): quello di dover rispondere con il proprio patrimonio di tutti i debiti che saranno fatti nell’esercizio della propria attività. In buona sostanza, i creditori derivanti dall’attività d’impresa potranno rivalersi sul patrimonio personale dell’imprenditore e, se sposato in regime di comunione dei beni, anche sul 50% del patrimonio familiare. 

Tanto per fare un esempio, se l’imprenditore non dovesse pagare le tasse, le cartelle esattoriali o i creditori privati, tanto questi ultimi quanto l’Agente per la riscossione esattoriale potranno mettere ipoteca sulla sua casa e avviare il pignoramento dei suoi beni personali. Per evitare rischi bisognerebbe, sin dall’avvio dell’attività, intestare i propri beni al coniuge, ma con il rischio che questi poi se li possa tenere in caso di divorzio. 

Né un fondo patrimoniale potrebbe servire visto che il fondo non tutela dai debiti derivanti dal lavoro e dalle tasse collegate al lavoro stesso, quando tale lavoro produce il reddito necessario al sostentamento. Quindi, anche la casa inserita nel fondo patrimoniale sarà pignorabile. 

Ulteriore rischio connesso all’attività di impresa individuale scatta in caso di fallimento: a fallire sarà infatti la persona fisica con conseguenze anche sulla sua capacità di procurarsi reddito da altre attività economiche, i cui proventi saranno in parte attinti dalla procedura fallimentare per pagare i creditori. 

Si opta per la ditta individuale quando non si hanno soci e non si vogliono sostenere i costi fissi che la gestione di una società ha. A ben vedere, però, i costi della ditta individuale, almeno sotto un profilo fiscale (oltreché, come appena visto, sotto quello della responsabilità patrimoniale), sono superiori rispetto a quelli di una società.

Per avere chiaro il quadro, vediamo quanto si paga di imposte con una ditta individuale su un fatturato di 100.000 euro. L’impresa individuale sconta 36.900 euro di Irpef più le addizionali regionali di circa 5.000 euro. Oltre a ciò, bisogna pagare la previdenza pari a 26.000 euro (sia che rientri nella gestione commercianti e artigiani che nella gestione separata). Alla fine, restano in tasca circa 32.100 euro, dopo aver pagato allo Stato 67.900 euro.

Invece, nel caso di una Srl con fatturato di 100.000 euro, si sconta l’Irpef al 24% pari a 24.000. Si aggiunge la previdenza che, in caso di socio unico, è pari a 26.000 euro mentre in caso di due soci è pari a 13.000 euro. In questo modo, si pagano allo Stato 37.000 euro e restano 53.000 euro con un solo socio, invece con due soci si pagano 24.000 euro e restano 66.000 euro: più del doppio di quanto succede con la ditta individuale.

A questo punto, però, il socio della Srl si chiederà come incassare i proventi senza farseli tassare un’altra volta. Questi potrebbe ricevere i dividendi sugli utili che gli verranno tassati con una ritenuta alla fonte pari al 26%. Si pagano circa 17.000 euro e in tasca all’imprenditore restano 49.000 euro, ben di più dei 24.000 euro dell’imprenditore individuale. In alternativa alla distribuzione degli utili, l’imprenditore potrebbe ricevere un compenso come amministratore, ad esempio pari a 30.000 euro che vengono tassati al 25%. Il risultato è pressoché identico ma si aggiunge il fatto che la base imponibile della società (tassata al 24%) si abbassa da 100.000 euro a 70.000 euro (quindi, la società pagherà meno tasse). 

Società di persone

Quando si hanno anche dei soci con cui gestire l’attività e dividere i ricavati, è necessario costituirsi in forma societaria. A tal fine, si deve procedere dinanzi a un notaio per sottoscrivere l’atto costitutivo e lo status, versando una parte del capitale sociale.

La società di persone implica gli stessi rischi della ditta individuale: la responsabilità per i debiti è in capo a tutti i soci che ne rispondono anche con il patrimonio personale e, se in comunione dei beni, con quello del coniuge. Anche in tale ipotesi, il fondo patrimoniale non offre alcuna garanzia quando si tratta di debiti derivanti dall’attività lavorativa necessaria al sostentamento. 

Esistono diversi tipi di società di persone. C’è innanzitutto la Snc, la società in nome collettivo. 

Snc

La Snc regolare, pur non avendo personalità giuridica, costituisce un autonomo soggetto di diritto distinto dalle persone dei soci: attraverso i suoi rappresentanti conclude contratti, contrae obbligazioni, sta in giudizio come attrice o convenuta.

È dotata di autonomia patrimoniale, in quanto il suo patrimonio, che costituisce la garanzia primaria dell’adempimento delle obbligazioni sociali, è distinto dal patrimonio dei soci e non può essere intaccato dai creditori particolari di questi.

I soci di Snc hanno una responsabilità illimitata e solidale per le obbligazioni sociali: il creditore sociale, se il patrimonio della società risulta insufficiente, può dunque chiedere il pagamento del suo credito a ogni singolo socio che risponde con tutto il proprio patrimonio.

Per le obbligazioni della società risponde quindi in via principale la società col suo patrimonio (si tratta del cosiddetto onere dei creditori di preventiva escussione del patrimonio sociale). In via sussidiaria ed eventuale rispondono i singoli soci illimitatamente e solidalmente con il loro patrimonio personale.

Nella Snc di regola tutti i soci sono amministratori, salvo diversa pattuizione. Nell’atto costitutivo, infatti, i soci possono decidere di affidare, ad esempio, l’amministrazione ad alcuni soci soltanto, a uno solo di essi o anche a un terzo.

Se la società esercita un’attività commerciale può essere soggetta a liquidazione giudiziale con conseguente e automatico coinvolgimento nella procedura di tutti i soci.

I soci devono essere almeno due. Non esiste una Snc unipersonale come invece per la Srl.

Sas

La Società in accomandita semplice (Sas) è una società di persone che si caratterizza per la presenza di due categorie di soci (art. 2313 c. 1 C.c.):

  • gli accomandatari, ai quali spetta in via esclusiva l’amministrazione e la gestione della società. Essi hanno una responsabilità illimitata e solidale per l’adempimento delle obbligazioni sociali (la loro posizione assomiglia dunque a quella dei soci di Snc), con beneficio della preventiva escussione del patrimonio sociale. In pratica, il creditore può pignorare i beni del socio solo se la società non ha beni pignorabili;
  • gli accomandanti, che rispondono per le obbligazioni sociali nei limiti della quota conferita, a condizione che non si ingeriscano nell’amministrazione della società. Quindi, questi non subiscono il pignoramento dei beni personali come avviene nelle Snc e per i soci accomandatari della Sas. Essi hanno, per il resto, le normali prerogative del socio, disponendo di poteri di controllo e potendo, a certe condizioni, compiere determinate attività, dare pareri o autorizzazioni. In linea di principio i soci accomandanti sono esclusi dall’amministrazione della società. Possono tuttavia trattare o concludere affari in nome della società o compiere altre particolari attività solo se muniti di procura speciale.

Società semplice

La Società semplice è una società di persone che, diversamente dalla Snc e dalla Sas, può esercitare solo attività non commerciale.

Questa forma sociale si intende adottata quando le parti costituiscono una società non commerciale non indicando espressamente di volerla costituire secondo uno degli altri tipi previsti dalla legge.

Nella società semplice non è obbligatorio tenere le scritture contabili né redigere annualmente il bilancio.

La Ss non è soggetta a fallimento non potendo avere ad oggetto un’attività commerciale, né a liquidazione giudiziale.

Il Codice civile detta per la società semplice una disciplina destinata, in linea di principio, a regolare anche la Snc e la Sas.

Società di capitali

La caratteristica delle società di capitali è la creazione di un soggetto giuridico diverso dai soci che si assume anche la responsabilità per tutte le obbligazioni. Questo significa che, a differenza di quanto avviene con le società di persone, i soci delle società di capitali non rischiano un pignoramento dei beni personali nel caso in cui la società non paghi i creditori. Questi ultimi potranno pignorare solo i beni della società stessa. Né, in caso di fallimento, a fallire saranno i soci ma solo la società.

Tutto questo comporta un enorme vantaggio, ragion per cui la società di capitali è sicuramente da preferire a quella di persone e alla ditta individuale.

Proprio per superare i problemi connessi alla ditta individuale, nel caso in cui l’imprenditore non ha soci, è possibile costituire una Srl unipersonale, ossia con un unico socio. Il vantaggio è quello di avere un’attività gestita a livello personale, come nella ditta individuale, ma senza responsabilità personale come appunto succede nelle Srl.

Un ulteriore vantaggio costituito dalla società di capitali è il peso del “brand”: ci si fida più di una società di capitali, nonostante la limitazione della responsabilità, per via della presenza di un capitale sociale minimo e della trasparenza dei bilanci che devono essere pubblicati. 

Srl unipersonale

Le caratteristiche essenziali della Srl unipersonale sono le seguenti:

  • il socio è unico e può essere una persona fisica o una società (se si sceglie la forma ordinaria) o solo persona fisica (se si sceglie la modalità semplificata);
  • la responsabilità del socio è limitata, ma diventa illimitata in determinate ipotesi specificate dalla legge;
  • può essere una srl semplificata con limitato capitale sociale.

Il principale vantaggio di questo tipo di Srl è di esercitare un’attività imprenditoriale da soli, limitando il rischio di impresa al capitale sottoscritto.

Srl semplificata

Le caratteristiche essenziali della Srl semplificata (a volte abbreviata nella pratica come Srls) sono le seguenti:

  • i soci possono essere solo persone fisiche. Può essere costituita da un solo socio o da più soci;
  • il capitale sociale minimo è 1 euro, il massimo è 9.999 euro;
  • i conferimenti devono essere in denaro e devono essere versati per intero;
  • per quanto riguarda l’atto costitutivo e lo statuto si deve applicare un modello stabilito dal ministero senza possibilità di personalizzare le clausole. Le regole di gestione sono quindi predefinite e non modificabili (se si modificano si trasforma la Srl semplificata in ordinaria con atto notarile);
  • quanto alle spese di costituzione: non è previsto un costo per la pratica notarile, è dovuta l’imposta di registro e i diritti camerali, non sono dovuti bolli e diritti di segreteria.

Caratteristiche Srl

Ogni Srl ha le seguenti caratteristiche generali:

  • capitale sociale: per costituire una Srl è sufficiente 1 euro;
  • gestione: i soci hanno ampia libertà nella scelta delle persone a cui attribuire la gestione della società e nell’individuare le modalità con cui esse dovranno agire. Si possono prevedere Srl in cui i poteri di amministrazione sono concentrati in capo ai soci (a ciascuno di essi disgiuntamente o a più soci congiuntamente) oppure società in cui l’amministrazione è attribuita a uno o più soci soltanto o a soggetti estranei alla compagine sociale, eventualmente organizzati secondo il modello del consiglio d’amministrazione.

La Srl può infine emettere titoli di debito: si tratta di strumenti destinati alla raccolta di capitale di credito sostanzialmente assimilabili alle obbligazioni di Spa. Ne è, però, vietata la collocazione diretta presso il pubblico dei risparmiatori.

Srl Startup innovative

Una Srl può costituirsi come start-up innovativa se possiede determinati requisiti fissati dalla legge, in particolare deve svolgere in modo esclusivo o prevalente un’attività di ricerca, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico e deve impiegare personale con determinate caratteristiche.

Le norme di funzionamento sono specifiche e derogano alla disciplina ordinaria delle società, tra le altre:

  • regole particolari circa le perdite di capitale e la crisi d’impresa;
  • modifica dell’atto costitutivo senza intervento del notaio;
  • sottoscrizione, acquisto o cessione di quote per mezzo di intermediari finanziari;
  • possibile emissione di strumenti finanziari partecipativi.

Vi sono inoltre importanti agevolazioni sia fiscali che lavoristiche, limitate però nel tempo. 



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