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Polizia: le 5 cose che non sai

9 Febbraio 2022 | Autore:
Polizia: le 5 cose che non sai

Quando si possono arrestare ladri e truffatori? Quando si possono usare le manette? Precedenti di polizia: cosa sono?

Di articoli sulle forze dell’ordine ne avrai letti a centinaia: cosa possono fare, quando possono perquisire, in quali casi possono entrare in casa anche senza mandato. Ci sono però delle curiosità che penso ti sfuggano e che vale la pena approfondire. Ad esempio, sai che la polizia può schedarti anche se ti ferma per un semplice controllo, oppure che perfino la polizia locale può arrestarti? Con questo articolo vedremo le 5 cose che non sai della polizia.

La polizia può arrestare ladri e truffatori?

Tutti sanno che la polizia può procedere all’arresto delle persone colte in flagranza di reato, cioè sorprese a commettere un crimine. Pensa ad esempio all’arresto dello spacciatore eseguito mentre sta vendendo la droga.

Quello che probabilmente non sai è che la polizia non può arrestare ladri e truffatori; o meglio, non può arrestarli sempre.

Secondo la legge [1], l’arresto dei ladri è obbligatorio soltanto in determinati casi, come ad esempio nell’ipotesi di furto in abitazione, furto con scippo o con scasso.

Insomma: solo in alcuni casi di furto aggravato la polizia deve obbligatoriamente arrestare; in tutti gli altri, può procedere in tal senso solo se:

  • la misura è giustificata dalla gravità del fatto o dalla pericolosità del soggetto;
  • è stata sporta querela dalla persona offesa direttamente sul posto, in presenza dei poliziotti.

Ad esempio, il borseggiatore che sfila il portafogli alla vittima non potrà essere arrestato dalla polizia, nemmeno se colto in flagranza, a meno che le autorità non ritengano che il fatto sia particolarmente grave o il ladro pericoloso.

Lo stesso dicasi per il reato di truffa. La polizia non può arrestare il truffatore colto in flagranza di reato, a meno che il fatto non sia particolarmente grave e la persona offesa non abbia sporto querela direttamente sul posto, in presenza degli agenti.

La polizia usa sempre le manette in caso di arresto?

Tutti pensano che la polizia possa usare le manette con una certa disinvoltura; in realtà, non è così. Secondo la legge [2], le forze dell’ordine possono ammanettare una persona soltanto quando lo richiedono la pericolosità del soggetto, il pericolo di fuga o circostanze ambientali che rendono difficile l’accompagnamento del soggetto.

In pratica, non è vero che la polizia debba per forza ammanettare la persona arrestata o fermata: a tanto deve procedere solo se il soggetto è evidentemente pericoloso per l’incolumità degli agenti (ad esempio, perché aggressivo), se tenta la fuga oppure se il contesto circostante lo rende opportuno: in quest’ultimo caso, si pensi all’arresto avvenuto in presenza dei familiari che cercano di opporsi alla cattura.

Da tanto deriva che la persona arrestata, se mantiene un atteggiamento tranquillo o collaborativo, può essere accompagnata in caserma o in questura senza bisogno delle manette, così da tutelare la sua dignità.

La polizia municipale può arrestare?

Scommetto che non avresti mai detto che anche i vigili urbani possono procedere all’arresto. Molti infatti sono abituati a pensare che la polizia municipale si occupi solo di regolare il traffico nelle strade cittadine, di redigere verbali in caso di sinistri e, al massimo, di accertare abusi edilizi per conto dell’ufficio tecnico comunale.

In realtà, la polizia municipale svolge anche la funzione di polizia giudiziaria, con conseguente dovere di intervenire nel caso di commissione di reati.

Da tanto deriva che anche la polizia municipale può arrestare l’autore del reato colto in flagranza. Con un’importante limitazione, però: la municipale non può arrestare al di fuori del territorio comunale di competenza. La polizia municipale, infatti, svolge tutte le proprie funzioni solamente all’interno del Comune di appartenenza, potendo solo eccezionalmente superare i confini e conservare la propria autorità.

Posso chiedere di essere perquisito da una donna?

Sì, se sei donna anche tu. Secondo la legge [4], le perquisizioni e le ispezioni personali sono eseguite da persona dello stesso sesso di quella che vi è sottoposta, salvi i casi di impossibilità o di urgenza assoluta.

In pratica, un uomo non potrà chiedere di essere perquisito da un agente donna; questa richiesta sarà invece legittima nel caso in cui anche il perquisito sia di sesso femminile.

La legge stabilisce peraltro che la regola della “uguaglianza di sesso” tra perquisitore e perquisito non si applica:

  • quando non è possibile trovare persona dello stesso sesso;
  • quando c’è estrema urgenza di procedere a perquisizione, come ad esempio nel caso in cui sia in corso una retata e ci sia pericolo che qualcuno possa fuggire se non si procede con celerità;
  • quando la perquisizione o l’ispezione è effettuata da un medico o da altra persona esercente la professione sanitaria. È il caso del dottore che deve perquisire una persona che si trovi in precarie condizioni di salute (ad esempio, perché in overdose).

Cosa sono i precedenti di polizia?

Forse non sai che la polizia può accedere a uno schedario in cui sono riportati non solo i precedenti penali di una persona (le condanne, in pratica), ma ogni tipo di controllo e di sanzione, anche solo amministrativa, come ad esempio la sospensione della patente.

Ogni operazione della polizia confluisce in un enorme archivio digitale (chiamato C.e.d., Centro di elaborazione dati) che riporta tutto ciò che riguarda i comuni cittadini: non solo sentenze di condanna, ma anche le sanzioni stradali, le indagini archiviate, le querele ritirate ed i processi terminati con l’assoluzione.

Tutte queste informazioni assumono in gergo il nome di precedenti di polizia, così chiamati perché visibili solo alle forze dell’ordine.

Per esempio, se molti anni fa sei stato fermato con della droga per uso personale, è molto probabile che le forze dell’ordine, durante il controllo dei documenti a un posto di blocco, procedano a una perquisizione personale o dell’autovettura.

Il problema dei precedenti di polizia è che non sempre sono aggiornati. Pertanto, se in passato sei stato indagato per un reato e poi sei stato assolto, alla polizia potrebbe risultare che il procedimento sia ancora in corso.

Inoltre, i precedenti di polizia vengono conservati per anni, a volte per decenni, e spesso per essere cancellati occorre fare un’apposita istanza.


note

[1] Artt. 380 e 381 cod. proc. pen.

[2] Art. 42-bis l. n. 354/75 (T.U. ordinamento penitenziario).

[3] L. n. 65/1986.

[4] Art. 79 disp. att. cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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