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Come usare i permessi della legge 104?

22 Novembre 2021
Come usare i permessi della legge 104?

L’uso improprio dei permessi 104 può comportare un licenziamento e una incriminazione penale per il reato di truffa. 

Come usare i permessi della legge 104? Sicuramente non per finalità diverse da quelle previste dalla normativa come, ad esempio, andare in vacanza, riposarsi a casa, uscire con gli amici.

Scopo dei permessi retribuiti riconosciuti della legge 104 del 1992 è di garantire al familiare disabile un’assistenza continuativa e globale. Ciò però non è incompatibile con la possibilità, per il lavoratore, di dedicare dei brevi intervalli di tempo alle esigenze personali di vita come fare la spesa o svolgere veloci commissioni, tanto più se queste sono in favore del disabile (ad esempio, l’acquisto delle medicine e dei generi alimentari). Dall’altro lato, però, non è sufficiente recarsi a casa dell’assistito solo per 50 minuti per preparargli da mangiare per poi fare ciò che si vuole. 

La giurisprudenza, chiamata a pronunciarsi costantemente su tale argomento, ha ormai ben spiegato come usare i permessi 104. La stessa Cassazione [1] ha più volte specificato che, nel caso di uso improprio dei permessi 104 – ossia quando l’assenza dal lavoro non è giustificata dall’assistenza al disabile – si è in presenza di una grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede. Da ciò deriva la responsabilità del dipendente, responsabilità che può portare al licenziamento per giusta causa (ossia senza preavviso e in tronco) e all’imputazione del reato di truffa ai danni dello Stato. Questo perché la retribuzione per i giorni di permesso, anche se anticipata dal datore di lavoro, viene poi da questi recuperata sui contributi dovuti all’Inps, sicché è quest’ultimo che di fatto paga i giorni di permesso al lavoratore infedele.

Quanto al licenziamento, questo è da ritenere legittimo poiché il dipendente lede in modo irreparabile il vincolo di fiducia a fondamento del rapporto di lavoro.

Come deve essere l’assistenza al familiare disabile durante i permessi 104

Dal 2000 in poi, può ottenere i permessi per l’assistenza al familiare disabile anche chi non convive con questi. 

Per la giurisprudenza si può usufruire dei permessi 104 anche se, con il disabile, convivono altri familiari non lavoratori che ben potrebbero prendersi comunque cura di lui. 

Nel tempo, l’articolo 33 è stato modificato: oggi, la norma non prevede più che il lavoratore debba assistere il disabile con continuità e in via esclusiva per usufruire dei permessi 104. 

Nonostante l’ampliamento delle facoltà per il dipendente, sono assai frequenti gli abusi. Né è facile stabilire la linea di confine tra un uso corretto ed un esercizio abusivo dei permessi: tutto è rimesso alla valutazione del giudice che viene effettuata caso per caso, al fine di accertare se vi sia un nesso causale diretto tra la fruizione del permesso e lo svolgimento di attività a carattere assistenziale in favore della persona disabile.

Quando non si possono usare i permessi 104?

Scopo dei permessi non è quello di ristorare il lavoratore delle energie impiegate durante la settimana nel fornire assistenza. Questo significa che i permessi non possono essere utilizzati per poltrire, per dormire di più, per stare a casa sul divano e guardare la televisione. 

Pertanto, è legittimo il licenziamento per giusta causa di un dipendente che si dedichi per l’intera durata del permesso accordato dal datore di lavoro a esigenze di vita personali, estranee e incompatibili con l’assistenza ai genitori disabili. 

Altrettanto dicasi per il licenziamento di chi, durante le ore di permesso, si rechi al supermercato e poi al mare con la famiglia, piuttosto che stare presso l’abitazione della madre disabile da assistere [2].  

Può essere licenziato il dipendente che usa il permesso 104 per lavorare nel negozio della moglie. L’assistenza che legittima l’uso del permesso deve garantire al familiare disabile un intervento assistenziale di carattere permanente, continuativo e globale.  

Sempre secondo la Cassazione [3], non si integra un abuso o un uso improprio dei permessi 104 nel caso in cui il dipendente non sia sempre al fianco del familiare disabile, dovendo quest’ultimo comunque essere messo in grado di mandare avanti la sua vita privata.

È stato ritenuto legittimo il licenziamento del dipendente che, durante la fruizione dei permessi 104, si dedicava ad attività di carattere ricreativo o, non si era mai mosso dal proprio domicilio per recarsi presso la casa del familiare da assistere o, ancora, prestava attività lavorativa.

Come si scopre l’uso illegittimo dei permessi 104?

Ormai, la giurisprudenza ammette la possibilità dei controlli tramite agenzia investigativa del lavoratore durante i giorni di permesso. Questa tipologia di controlli è legittima poiché non è volta all’accertamento dell’esatto adempimento della prestazione lavorativa, vietato invece dallo Statuto dei lavoratori. 

Tuttavia, è necessario che le risultanze investigative raccolte siano tali da offrire un quadro indiziario completo ed esaustivo. Così, in passato, la Cassazione [3] ha annullato il licenziamento intimato a una dipendente poiché l’agenzia investigativa aveva fornito un quadro lacunoso, in forza del quale non poteva ritenersi dimostrato che, nel caso specifico, la lavoratrice avesse svolto attività incompatibili con l’assistenza alla madre disabile. La lavoratrice si era infatti dedicata a una serie di attività a vantaggio dell’anziana madre che non implicavano necessariamente la permanenza presso la sua abitazione.


note

[1] Cass. ord. n. 28606/2021.

[2] Cass. ord. n. 17102 del 16 giugno 2021.

[3] Cass. sent. n. 12032 del 19 giugno 2020.

Autore immagine: depositphotos.com


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