Diritto e Fisco | Articoli

Figli a carico: le agevolazioni fiscali

9 Febbraio 2022 | Autore:
Figli a carico: le agevolazioni fiscali

Quali sono le detrazioni Irpef vigenti per i familiari; come si calcolano gli incrementi per le famiglie numerose; cosa cambia con l’assegno unico dal 2022.

Avere figli significa assisterli moralmente e materialmente per tutta la loro crescita. Bisogna provvedere non solo agli elementari bisogni di sussistenza, ma anche all’istruzione, all’educazione, alle attività sportive, alle cure sanitarie e molto altro. L’impatto economico di un figlio su una famiglia è notevole. È possibile ridurre questi costi sfruttando le agevolazioni fiscali per i figli a carico.

La principale opportunità consiste nelle detrazioni previste per i carichi di famiglia, che tengono conto del numero dei figli e della loro età. Le detrazioni fiscali operano in diminuzione dell’Irpef e perciò servono a pagare meno imposte sui redditi. Ci sono, poi, incrementi delle detrazioni e ulteriori sostegni per le famiglie numerose, con tre o più figli. L’attuale sistema, però, è destinato a cambiare dal marzo 2022, con l’entrata in vigore del nuovo assegno unico.

Ciò premesso, vediamo nel dettaglio quali sono e come funzionano le agevolazioni fiscali per i figli a carico, chi ne ha diritto e come è possibile fruirne.

Detrazioni fiscali per i figli a carico

La normativa fiscale [1] prevede una riduzione dell’Irpef che, per i lavoratori dipendenti, opera direttamente nella busta paga del lavoratore con figli a carico. I lavoratori autonomi, invece, fanno valere la detrazione al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Dal 2011 non è più necessario comunicare al datore di lavoro, che opera come sostituto d’imposta, la domanda annuale per fruire delle detrazioni per i figli o per altri familiari a carico, essendo necessaria solo la richiesta iniziale. Rimane fermo, invece, l’obbligo di comunicare ogni successiva variazione che determini il venir meno del diritto, ad esempio quando i figli escono dal nucleo familiare perché sono divenuti economicamente autosufficienti (leggi: “Come richiedere le detrazioni per figli a carico“).

Quando i figli sono a carico?

Sono considerati a carico quei figli che– anche se non conviventi con il genitore che chiede la detrazione, come nel caso degli studenti universitari [1] – presentano questi due requisiti:

  • hanno meno di 24 anni di età;
  • non percepiscono un reddito superiore a 4.000 euro annui.

La legge di bilancio 2018 [3] ha elevato da 2.840,51 a 4.000 euro la soglia di reddito complessivo percepito per essere considerati fiscalmente a carico per i figli di età non superiore a 24 anni, a partire dal 1° gennaio 2019. Per gli altri familiari a carico, come il il coniuge, i genitori, i fratelli e le sorelle, il limite rimane fissato a 2.840, 51 euro, a prescindere dall’età.

Detrazione Irpef figli a carico: a quanto ammonta?

La detrazione agisce riducendo l’Irpef lorda da versare (o da trattenere in busta paga), che a sua volta dipende dall’ammontare del reddito imponibile complessivo. Gli scaglioni di reddito ai fini Irpef sono crescenti in base all’aumentare del reddito e a ciascuno di essi corrisponde un’aliquota d’imposta; partono dal 23% per i redditi fino a 15mila euro annui e arrivano al 43% per i redditi superiori a 75mila. Il Governo ha elaborato l’accorpamento del secondo scaglione con il terzo per diminuire il prelievo fiscale a carico dei ceti medi, con reddito fino a 50mila euro, che attualmente pagano il 38% di Irpef per la parte eccedente i 28mila euro di reddito e, dunque, subiscono un carico fiscale molto gravoso. Leggi qui quali sono i nuovi scaglioni Irpef e le corrispondenti aliquote, valevoli dall’anno d’imposta 2022 in poi.

Attualmente, per i figli a carico la detrazione di base è pari a 1.220 euro per i figli di età inferiore a tre anni; l’importo scende a 950 euro se il figlio ha un’età pari o superiore a tre anni. Queste cifre sono annue e perciò vanno rapportate al mese. Quando nella famiglia ci sono tre o più figli a carico, gli importi sono aumentati di 200 euro per ciascun figlio, compreso il primo.

Per un figlio disabile e riconosciuto tale ai sensi dell’art. 3 della Legge n. 104 c’è il diritto all’ulteriore detrazione di 400 euro, che si aggiunge alle precedenti. Perciò, il figlio portatore di handicap con età inferiore a tre anni avrà una detrazione di 1.620 euro e di 1.350 euro se ha compiuto tre anni.

Tutte queste cifre, però, sono ancora teoriche e non effettive, perché devono essere parametrate al reddito complessivo del contribuente, secondo una particolare formula che moltiplica la detrazione teorica per il coefficiente di 95.000, sottrae il reddito complessivo lordo – nel quale però non va considerata l’abitazione principale [4] – e divide il risultato per 95.000. Se i figli sono più di uno, il coefficiente di 95.000 va aumentato di 15.000 per ogni figlio a partire dal secondo. Pertanto, sarà pari a 110.000 euro nel caso di due figli a carico, a 125.000 per tre figli, a 140.000 per quattro e così via. Facciamo un esempio.

Un contribuente con reddito imponibile Irpef di 30mila euro annui e un figlio di cinque anni di età avrà 950 euro di detrazione base. Questa cifra va sottoposta alle seguente operazione: 950 x 95.000 -30.000: 95.0000 = 950 x 0,6842= 650 euro. Se il suo reddito fosse doppio, il coefficiente scenderebbe a 0,3684 e la detrazione finale risulterebbe di 350 euro.

Come si ripartisce tra i genitori la detrazione per i figli a carico?

La detrazione per i figli a carico si ripartisce di regola al 50% tra i genitori che non sono legalmente separati, a meno che i coniugi non decidano di attribuirla a chi dei due ha il reddito più elevato e può sfruttarla meglio.

Se i genitori sono separati, in caso di affidamento congiunto la detrazione spettante per i figli a carico spetta al 50% ciascuno, salvo diverso accordo delle parti. Se un coniuge è fiscalmente a carico dell’altro la detrazione spetta per il 100% a quest’ultimo. Se c’è l’affidamento esclusivo dei figli ad un solo genitore, sarà il genitore affidatario ad avere la detrazione al 100%. Se il genitore che beneficia della detrazione non può sfruttarla per limiti di reddito, essa passa all’altro genitore che, nei rapporti interni, deve riversare all’ex coniuge la metà in caso di affidamento congiunto e il 100% in caso di affidamento esclusivo [5].

Detrazioni per figli a carico: cosa cambia con l’assegno unico?

Il 18 novembre 2021 il Governo ha approvato il decreto legislativo che attua l’assegno unico universale [1]. Questa nuova misura entra in vigore a partire da marzo 2022 e sostituisce le detrazioni fiscali sinora previste per i figli a carico e tutte le altre agevolazioni familiari, con la sola eccezione del bonus per l’asilo nido.

Perciò, dal 2022 in poi, si dovrà dire definitivamente addio alle detrazioni sui figli a carico che abbiamo esaminato. Esse comunque rimangono valide per i conteggi relativi all’Irpef dell’anno d’imposta 2021 e potranno essere fatte valere nella relativa dichiarazione dei redditi da presentare tra maggio e settembre del 2022 (salvo proroghe da stabilire).

Con il nuovo regime, per i figli a carico l’assegno è riconosciuto in base alla soglia di indicatore della situazione economica equivalente (Isee) nella misura massima, pari a 175 euro per ogni figlio minorenne a carico (85 per i maggiorenni fino a 21 anni di età), per le famiglie con Isee non superiore a 15mila euro. L’importo scende gradualmente e proporzionalmente al crescere del reddito fino a un minimo di 50 euro per ciascun figlio minore (25 euro per i maggiorenni) quando l’Isee supera i 40mila euro o non viene presentato.

Se entrambi i genitori lavorano c’è una maggiorazione di 30 euro per ogni figlio. Ulteriori maggiorazioni sono previste:

  • per le famiglie numerose, con un aumento di 260 euro mensili a partire dal terzo figlio (incrementato di altri 100 euro al mese se vi sono quattro o più figli);
  • per i figli disabili, senza limiti di età, attribuendo 105 euro al mese per i non autosufficienti minorenni (85 per i maggiorenni).

L’assegno per i figli maggiorenni e fino al compimento dei 21 anni di età (non più fino a 24 anni come avveniva fino al 2021) spetta se il figlio, alternativamente:

  • frequenta un corso di formazione scolastica o professionale, oppure un corso di laurea;
  • svolge un tirocinio, il servizio civile universale o un’attività lavorativa con un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro;
  • è registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego.

Chi percepisce gli assegni familiari non avrà decurtazioni di importo con il nuovo assegno unico, perché è prevista una clausola di salvaguardia, per i redditi fino a 25mila euro, che stabilisce una perequazione tra le due misure. Per le famiglie che percepiscono il Reddito di cittadinanza l’assegno unico è attribuito d’ufficio (le altre categorie devono presentare domanda all’Inps, anche attraverso un Caf o un patronato) sottraendo dall’importo spettante la quota di Reddito già prevista per i figli minori. Leggi anche “Assegno unico figli: ecco quanto si prende“.


note

[1] Art. 12 D.P.R. n. 917/1986 (Testo Unico delle Imposte Dirette).

[2] Agenzia Entrate, circ. n. 15/E/2007.

[3] Art. 1, co. 252 e 253, L. n. 205/2017.

[4] Art. 12, co. 4 bis D.P.R. n. 917/1986.

[5] Cass. ord. n. 34186 del 15.11.2021.

[6] L. n. 46/2021.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube