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Cosa succede se non si usufruisce dei permessi legge 104?

9 Febbraio 2022 | Autore:
Cosa succede se non si usufruisce dei permessi legge 104?

Permessi retribuiti per l’assistenza di disabili in situazione di gravità: in caso di mancata fruizione si possono recuperare?

In merito alla tutela dei disabili, i cosiddetti permessi legge 104 risultano una delle misure più utilizzate. Si tratta della possibilità di fruire di assenze dal lavoro retribuite, in misura pari a 3 giorni al mese, frazionabili a ore, per assistere un familiare con handicap riconosciuto in situazione di gravità. I permessi possono essere richiesti anche dal lavoratore disabile, per la propria cura. Ma cosa succede se non si usufruisce dei permessi legge 104?

Ci si domanda, in particolare, se sia possibile cumulare i permessi non fruiti e beneficiare delle assenze il mese successivo, o anche nelle mensilità a venire. Alcuni lavoratori temono anche che, non utilizzando i permessi, si possa decadere dal beneficio.

Per chiarire questi dubbi, dobbiamo innanzitutto sottolineare che la finalità di quest’assenza consiste nella cura e nell’assistenza del disabile. Non è difatti possibile fruire dei permessi se all’assistito, o al lavoratore che beneficia delle assenze in prima persona, non è stata accertata una grave disabilità dalle apposite Commissioni Asl.

Il disabile, poi, non deve essere ricoverato a tempo pieno in ospedale, a meno che sia richiesta l’assistenza dalla struttura anche in tale circostanza.

Inoltre, è fondamentale ricordare che, per quanto riguarda la generalità dei lavoratori del settore privato, deve essere inviata domanda telematica all’Inps con indicazione dei permessi richiesti.

Beneficiari dei permessi legge 104

permessi Legge 104 spettano:

  • al lavoratore, portatore di handicap grave;
  • ai lavoratori che assistono un familiare con handicap in situazione di gravità.

Nel dettaglio, le assenze retribuite spettano per i seguenti familiari:

  • ai genitori;
  • al coniuge;
  • al convivente di fatto;
  • al partner unito civilmente;
  • ai parenti e affini entro il 2° grado;
  • ai parenti e affini entro il 3° grado, solo qualora i genitori, il coniuge, la parte di unione civile, il convivente di fatto, della persona da assistere abbiano compiuto i 65 anni di età o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (anche per divorzio, separazione legale, abbandono, purché la situazione sia debitamente certificata dall’autorità giudiziaria o da altra pubblica autorità).

Permessi legge 104 al lavoratore

In merito alla durata dei permessi mensili, il lavoratore portatore di handicap grave ha diritto a:

  • 3 giorni di permesso ogni mese, da fruirsi anche in modalità frazionata;
  • in alternativa, a 2 ore di permesso giornaliero retribuito, ridotto ad 1 ora in caso di orario giornaliero di lavoro inferiore a 6 ore.

Permessi legge 104 per il lavoratore che assiste il disabile

Il lavoratore che deve assistere un familiare con handicap grave ha diritto a:

  • 3 giorni di permesso ogni mese, da fruire anche in modalità frazionata;
  • nel caso in cui il familiare portatore di handicap sia un figlio minore, può sostituire i 3 giorni di permesso mensile con:
    • il prolungamento del congedo parentale, per una durata massima di 3 anni, se il figlio è di età inferiore ai 12 anni;
    • in alternativa, se il figlio è minore di 3 anni, con riposi giornalieri di 2 ore ridotte a 1 ora in caso di orario di lavoro inferiore alle 6 ore giornaliere.

I riposi orari giornalieri possono tuttavia essere richiesti solo al termine della fruizione dei permessi per allattamento o al compimento di un anno del bambino [1].

Domanda permessi legge 104

Per beneficiare dei permessi legge 104, il lavoratore deve presentare un’apposita domanda telematica all’Inps, alla quale deve essere allegata la documentazione comprovante il riconoscimento dell’handicap grave.

Se variano le situazioni che incidono sulla fruizione dei permessi (ad esempio, eventuale ricovero a tempo pieno del disabile, richiesta dei permessi da parte di un altro familiare, modifica dei periodi di permesso richiesto, variazione del giudizio di gravità o revoca del provvedimento di riconoscimento dell’handicap), la variazione deve essere comunicata entro 30 giorni. Ne abbiamo parlato in: Domanda permessi legge 104.

Fruizione permessi legge 104

Per quanto riguarda la fruizione dei permessi, la normativa non disciplina specificamente il preavviso minimo da fornire al datore di lavoro in merito alle giornate o i periodi di assenza.

Il datore di lavoro ha comunque la possibilità di richiedere una programmazione settimanale o mensile dei permessi, per ottimizzare le esigenze produttive ed organizzative dell’azienda, ma solo se [2]:

  • il lavoratore è in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza, senza compromettere l’effettiva assistenza del disabile;
  • la programmazione è condivisa con i lavoratori;
  • è offerta al lavoratore la possibilità di modificare le giornate in precedenza programmate: il diritto all’assistenza prevale sempre sulle esigenze imprenditoriali.

Non avendo discrezionalità in merito, il datore di lavoro non può negare i permessi legge 104.

Mancata fruizione dei permessi

Se, per vari motivi, il lavoratore non riesce a fruire dei permessi mensili, le assenze non fruite in un mese decadono e non possono essere cumulate nei mesi successivi.

La mancata fruizione dei permessi in un mese, ad ogni modo, non comporta la decadenza dai permessi. Se non sussistono delle variazioni che incidono sulla fruizione dei permessi, questi continuano comunque ad essere fruibili anche nelle mensilità successive.


note

[1] Circ. Inps 133/2000.

[2] Interpello Min. Lavoro n. 31 del 06/07/2010.

Autore immagine: pixabay.com


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